AW139, il capostipite della "Family" di AgustaWestland -VIDEO

AW139, il capostipite della "Family" di AgustaWestland -VIDEO

Progettato per sostituire gli storici Bell Huey, il biturbina medio della casa italiana è oggi un caposaldo dell'industria elicotteristica. Ecco la sua storia

C'è un filo rosso che unisce la mitica famiglia di elicotteri Bell Huey all'AgustaWestland AW139. Il moderno elicottero da trasporto medio della casa anglo italiana è infatti il frutto di un progetto ambizioso, che puntava a far debuttare sul mercato internazionale un elicottero in grado di non far rimpiangere la longeva famiglia che aveva fatto la storia della Bell e, soprattutto, che aveva fatto la storia dell'ala rotante.

Siamo nella seconda metà degli anni '90. È un periodo di transizione per l'industria elicotteristica, un periodo in cui l'attuale AgustaWestland (oggi nota come Leonardo Elicotteri) è ancora nota esclusivamente come Agusta. In quel momento, la casa di Vergiate è ancora parzialmente legata alla produzione di elicotteri su licenza della casa americana, un binomio che negli anni ha fatto la fortuna per entrambe le case.

Nella fotogallery: AW139: il record di un milione di ore di volo

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Bell Helicopter e Agusta uniscono le forze nella joint venture BAAC (Bell/Agusta Aerospace Company). L'obiettivo è dare vita a due progetti separati, uno guidato dalla Bell - il convertiplano BA609 (oggi noto come AW609) - l'altro indirizzato da Agusta: è l'alba di quello che oggi è uno degli elicotteri fondamentali per la strategia di mercato della casa anglo italiana, l'AW139.

A metà luglio 2014, l'AW139 ha tagliato un importante traguardo della sua carriera: la flotta complessiva (700 esemplari in tutto il mondo, raggiunti con la consegna alla coreana Samsung Techwin di fine settembre 2014) ha infatti totalizzato un milione di ore di volo

AW139, DAL PRIMO ORDINE AL PRIMO VOLO

L'obiettivo della joint venture sull'asse Vergiate-Forth Worth è ambizioso: lanciare con successo un elicottero da trasporto bimotore medio in grado di far dimenticare la storica famiglia Huey. Il progetto convince subito i potenziali investitori e nel settembre 2000 (sei mesi prima del volo inaugurale), Bristow piazza il primo ordine. Il provider britannico, a 14 anni di distanza da quella commessa, ha ribadito la sua partnership con la casa italiana diventando il launch customer dell'AW189, quello che può essere considerato il fratelo maggiore dell'AW139.

Nel video: AW139, le operazioni offshore

Il 3 febbraio 2001 è la volta del battesimo dell'aria. Il primo modello in fase di pre-produzione si solleva dallo stabilimento di Vergiate. Per vedere in volo il primo esemplare di produzione in serie, però, bisognerà aspettare il 24 giugno 2002. I tre anni che seguono segnano i primi successi dell'AW139. Nel 2003 arriva la certificazione JAA (la vecchia EASA), seguita da quella FAA a fine 2004. Nei primi mesi del 2005, il successo globale è ormai alle porte: prima di arrivare concretamente sul mercato l'AB139, di cui saranno prodotti 54 esemplari in Italia prima del nuovo battesimo con la sigla AgustaWestland AW139, ha già messo  nel carniere 100 ordini.

Chi non festeggia, però, è il partner Bell. Il ritiro della casa texana dal programma - le cause non sono mai state ufficializzate - a fine anni '90 ha infatti privato il costruttore americano di una solida base di rilancio anche in Europa, un fattore che segnerà la strategia di mercato della Bell anche negli anni a seguire.

AW139, IL PILASTRO DELLA "FAMILY" DI AGUSTAWESTLAND

L'AW139 è uno dei tre pilastri, insieme all'AW169 e all'AW189, che compongono il fortunato concept di "Family" introdotto da AgustaWestland nel 2012. Il programma, dal suo avvio, è passato attraverso una serie di evoluzioni culminate con la certificazione per le operazioni con peso massimo al decollo di 14,991 lb (6,800 kg), un incremento di 400 kg rispetto alla prima generazione mirato ad espandere il ventaglio di capacità operative dell'elicottero (con la Performance Class PC1 e PC2) e spalancare le porte al mercato offshore in diretta competizione con il Sikorsky S-92 e l'Eurocopter EC225.

Il design dell'elicottero (le specifiche tecniche sono nella scheda a lato) è il risultato del nuovo approccio della casa di Vergiate, che punta ad aumentare l'ergonomia (all'interno), massimizzare l'efficienza aerodinamica (un esempio è il carrello retrattile negli sponson laterali) e a semplificare le operazioni di manutenzione. Il profilo del'AW139 è oggi facilmente riconoscibile in tutti i "successori", dall'AW169 all'AW189.

Il reparto motori conta su una coppia di Pratt & Whitney PT6C-67C, in grado di erogare una potenza di 1,142 kW (1,531 hp) ciascuno. Si tratta di una riserva più che sufficiente a consentire all'AW139 un ampio raggio di azione su vari segmenti di mercato, dall'offshore al trasporto VIP, passando per l'Elisoccorso, il SAR e il law enforcement (l'AW139 è oggi in servizio con la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato e il Nucleo Elicotteri della Protezione Civile).

L'AW139 è dotato di EEC (Electronic Engine Control) affiancato a un sistema di gestione del carburante Fuel Management Module (FMM). È un sistema sensibilmente differente rispetto all'ormai ben noto FADEC a doppio canale: semplificando, si tratta di due approcci differenti nella gestione delle anomalie dei motori: nel caso dell'EEC, il pilota deve gestire manualmente il propulsore attraverso la regolazione della portata di carburante. Il FADEC, invece, è un sistema full-authority e gestisce autonomamente i guasti subentrando al pilota in caso di necessità.

HH139 E AW139M, LE VERSIONI MILITARI

Oltre alla variante "long nose" (dalla parte anteriore allungata per aumentare lo spazio riservato all'avionica), l'AW139 è stato prodotto anche nella configurazione militare AW139M, adottata dall'Aeronautica militare in versione HH (Hospital Helicopter). In questa variante, l'elicottero è in grado di trasportare fino a 10 soldati o 15 passeggeri, oltre ad ospitare punti di appoggio per armamenti leggeri interni, fucili di precisione, e pod per lanciarazzi e mitragliatrici pesanti.

L'Aeronautica Militare (launch customer del modello HH - Hospital Helicopter) ha preso in consegna il suo primo esemplare nel 2012. Lo HH139A è dotato di un nuovo carrello retrattile negli sponson, di un trancia-cavi, sistema FLIR, faro di ricerca e verricello di soccorso. La cabina è inoltre progettata per essere riconfigurata per ospitare fino a quattro barelle per missioni di evacuazione sanitaria.

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