Innovazione, tradizione e tecnologia: l'Elisoccorso secondo REGA

Innovazione, tradizione e tecnologia: l'Elisoccorso secondo REGA

La Guardia aerea svizzera di soccorso sarà tra i protagonisti REMOTE International HEMS Meeting 2018: abbiamo parlato con Heinz Leibundgut, direttore del settore procedure elicotteri e addestramento

di Stefano Silvestre

Un fondazione autonoma di soccorso che fa dell’innovazione e della condivisione i suoi punti di forza. Ancor prima di essere un’eccellenza mondiale dell’Elisoccorso, la REGA è un modello internazionale di approccio al salvataggio. Da oltre 60 anni, la Guardia aerea svizzera di soccorso salva persone in difficoltà in ambienti ostili e in condizioni meteo spesso proibitive. Lo fa da sempre con un ritmo impressionante (oltre 11mila i salvataggi in elicottero compiuti nel 2017) e con una filosofia che vanta diversi tentativi di imitazione: la ricerca costante della perfezione in un campo che non lascia margine di errore.

Grazie a un sistema aziendale consolidato e alla caratteristiche tipiche della realtà svizzera, sia sul piano dell’inclinazione professionale che sul piano della propensione umana al soccorso, REGA è stata tra le prime realtà al mondo a sperimentare novità che solo anni più tardi sono approdate (o restano ancora in fase progettuale) nei diversi sistemi HEMS internazionali.

Il valore aggiunto dell’esperienza della REGA sarà al servizio di REMOTE International HEMS Meeting 2018: per saperne di più abbiamo parlato con Heinz Leibundgut, il direttore del settore procedure elicotteri e addestramento della REGA.

Comandante, quali sono i segreti della tradizione della REGA?

REGA è rimasta fedele negli anni alla sua vocazione iniziale, il bene del paziente. È scritto nell’atto di fondazione: “Scopo della Rega è di aiutare persone in situazioni d'emergenza e ciò, fedelmente ai principi della Croce Rossa, senza discriminazione alcuna per solvibilità, posizione sociale, nazionalità, razza, religione o convinzione politica." Per raggiungere questo obiettivo, serve impegno dal punto di vista umano e professionale e serve una visione cristallina sul piano dell’innovazione tecnologica al servizio di chi viene soccorso.

REGA è considerata un pioniere nell’applicazione di nuove tecnologie al servizio dell’Elisoccorso.

È una delle declinazioni pratiche del nostro approccio al soccorso. I soccorritori devono essere messi nella condizione di portare sollievo, per farlo hanno bisogno del miglior livello di sicurezza possibile, della tecnologia più avanzata disponibile e di un sistema di addestramento standardizzato e professionale. Per questo in tempi recenti siamo stati tra i promotori di innovazioni come la sperimentazione delle rotte PBN, l’avvio delle operazioni H24 in montagna con elicotteri e la creazione di un network IFR per il volo a bassa quota degli elicotteri.

REGA ha investito anche in macchine di ultima generazione.

La ricerca del miglior mezzo di soccorso possibile è una prerogativa della REGA sin dal primo Bell 47J pilotato negli anni ’50 da Hermann Geiger per le operazioni di salvataggio nel Vallese. Oggi abbiamo una flotta che conta sui più moderni aeromobili, come l’Airbus Helicopters H145 e, presto, sul Leonardo AW169 dotato dell’inedito sistema antighiaccio FIPS. Cambiano i mezzi ma non la sostanza: se esiste un mezzo in grado di aumentare il livello di soccorso e può giocare un ruolo nell’evoluzione della nostra rete, è necessario valutarne l’implementazione.

Perché avete scelto di partecipare a REMOTE International HEMS Meeting 2018?

Perché REGA è a favore di tutte le iniziative che hanno a che fare con l’innovazione nel nostro campo di riferimento. Non temiamo il confronto con nessuna realtà, ma crediamo fortemente che il confronto sia un’opportunità di crescita impareggiabile. REMOTE sarà un punto di incontro decisivo per entrare in contatto con le competenze di realtà lontane e vicine a quella svizzera e cercare di scambiare conoscenza. A trarne benefici non è solo la REGA e non saranno gli altri provider HEMS che parteciperanno: saranno le migliaia di pazienti che ogni anno vengono tratti in salvo da un elicottero sul suolo europeo.

La Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti) sta elaborando le prime Linee Guida dell’Elisoccorso.

Guardiamo con estremo interesse a questa iniziativa che punta alla standardizzazione del modello di Elisoccorso, sia sul piano pratico che organizzativo. La comunità medica e l’industria degli elicotteri devono cooperare su un livello di sinergia elevato per produrre evoluzioni significative, soprattutto in merito alle cabine HEMS, che sono il primo baluardo di intervento sanitario. Per raggiungere questi obiettivi, bisogna incontrarsi e confrontarsi, serve l’impegno diretto di chi lavora ogni giorno sul campo.