Ciao, "Comandantissimo"

Ciao, "Comandantissimo"

Il nostro ricordo di Luca Tonini

«Comandantissimo!»

 Un’esclamazione affettuosa e ironica, piena di entusiasmo e di energia, rendeva sempre attuale una storia personale costellata di comandanti. Ed era una specie di segno particolare di Luca Tonini, ingegnere di Leonardo Helicopters scomparso prematuramente a 49 anni. Tonini era un buon amico di Helipress ma non è questa la ragione per cui lo vogliamo ricordare. Tonini era prima di tutto un professionista serio, rigoroso e competente, appassionato dell’universo elicotteristico e dell’Elisoccorso. Mondo che conosceva bene, da anni, non solo in Italia ma anche all’estero. Un mondo cui ha dato tanto in termini di impegno e soprattutto di idee, un mondo cui ha dato molto, forse più di quanto non abbia ricevuto.

Basterebbe ricordare due intuizioni di Tonini, la prima riguardava l’espressione “ospedale volante” per indicare gli elicotteri gialli dell’Elisoccorso e la relazione con chi in un ospedale in volo opera per salvare la vita al paziente. Non era solo uno slogan ma un nuovo modo di concepire l’elicottero e farlo ruotare attorno ai bisogni dei pazienti e dei medici. Un modo di dire che risuonava dell’interesse di Tonini per la comunicazione e quindi del modo con cui un lavoro prezioso avrebbe potuto essere raccontato al grande pubblico. Ma soprattutto un modo di intendere l’elicottero nella fase di progettazione di utilizzo come macchina centrata sulla funzione di soccorso, un aspetto che interessava Tonini fin nei minimi dettagli, dalle apparecchiature medicali alla posizione della barella.

La seconda intuizione, connessa alla prima, era la relazione privilegiata con chi a bordo degli elicotteri salva - insieme ai piloti - la vita delle persone e cioè i medici volanti. La sua determinazione ha condotto Leonardo Helicopters a siglare un protocollo di intesa con la il sindacato degli anestesisti rianimatori, l’AAROI-EMAC, poi con la Società scientifica, la SIAARTI, infine con il Soccorso Alpino. Un’intuizione politica, potremmo definirla, che mirava alla costruzione di un rapporto, alla mediazione tra interessi diversi ma convergenti. Intuizione che doveva connettersi necessariamente con la componente scientifica delle operazioni di soccorso che terminerà, ci auguriamo, con la definizione delle Linee guida dell’Elisoccorso.

Luca Tonini era un aziendalista convinto, anche nei momenti in cui era più irritato con la sua azienda: ne difendeva l’italianità, ricordava la storia industriale dai tempi dell’Agusta, poi AgustaWestland, e ne sosteneva la capacità di stare sul mercato, a fronte di competitor più grandi, più aggressivi. La scelta di portare un appuntamento internazionale, REMOTE International Meeting HEMS 2018, a Vergiate - lo scorso dicembre - era la sintesi di queste sue convinzioni e delle sue intuizioni. Un evento in cui tutte le componenti dell’industria degli elicotteri si sono ritrovate a discutere del futuro delle macchine volanti che salvano le vite e delle persone che su quelle macchine lavorano. Luca era già malato ma ha voluto esserci con la forza, con la determinazione che gli erano proprie.

Non esisteva solo l’ingegnere, il dirigente d’azienda, e nei ricordi affiorano infatti i racconti e il legame con il padre, generale dell’Aeronautica militare, che tanta parte ha avuto nella formazione, nelle convinzioni profonde e nelle scelte di Luca Tonini. Un legame esteso per forza di cose, per sentimenti profondi e per una certa aria di casa, a tutta la forza armata. Quando capitava di incontrare Luca al Circolo ufficiali dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, a Roma, lo ritrovavi a suo agio, a chiacchierare o discutere animatamente nell’ambiente in cui era cresciuto, immerso in quei valori, e affascinato dalle storie di volo e di aerei da caccia.

Mancherà Luca Tonini.

Mancherà a Leonardo Helicopters, ma più in generale mancherà all’industria elicotteristica. Mancherà il suo eclettismo, la sua determinazione e la capacità di cogliere e vedere spazi e ipotesi di sviluppo laddove nessuno ne aveva visti in precedenza. E dove molti ancora oggi non riescono a vederne - con sconcertante miopia - le potenzialità. Luca considerava l’elicottero destinato al soccorso di emergenza come un servizio alle comunità e partendo da questo presupposto affrontava i problemi. Non limitandosi agli aspetti ingegneristici ma ampliando la discussione a un livello di complessità più elevato, con molteplici fattori e con un panorama di interlocutori più vasto. Questa visione mancherà a molti, ai tanti che volano e pilotano gli elicotteri, ai tanti medici, agli anestesisti e rianimatori, ai pazienti, agli appassionati di elicotteri, ai soccorritori e alle amministrazioni locali e nazionali di tutti questi paesi, non solo l’Italia, che hanno conosciuto la sorprendente energia di Tonini alle prese con i temi legati all’Elisoccorso.

Ci auguriamo che dentro Leonardo la consapevolezza di quanto Tonini ha saputo dare, che le sue idee e la sua squadra, che le relazioni costruite e gli eventi in cantiere non vadano perduti; anzi che possano essere valorizzati, a partire proprio dal suo gruppo, persone giovani eppure di valore, e che possa tutto questo essere messo al centro di un progetto di sviluppo e rilancio dell’idea di Elisoccorso.

Il vero capolavoro di Luca era la sua famiglia, quella famiglia costruita con tenacia, sensibilità e altruismo insieme alla moglie Patrizia che di Luca condivide carattere, ironia e forza.

A lei e ai figli va l’abbraccio commosso della redazione di Helipress.

Di Luca Tonini rimarrà il ricordo commosso, intenso, un sorriso travolgente, ma soprattutto rimarranno le sue idee.

Ciao Comandantissimo, cieli blu!

La redazione di Helipress

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