Sogno Dolomiti: Denis Costa

Sogno Dolomiti: Denis Costa

È uno dei fotografi di elicotteri più attivi del nostro Paese, è protagonista di alcuni degli scatti più suggestivi in alta quota: ecco i suoi segreti

È tra i protagonisti silenziosi che ogni giorno contribuiscono a comunicare il volto e la dimensione artistica delle operazioni in elicottero in montagna.

È uno degli osservatori – spesso anonimi - dietro alle fotocamere che immortalano alcuni dei paesaggi più suggestivi e rischiosi per le operazioni con l’ala rotante nel nostro Paese: stiamo parlando di Denis Costa, appassionato di elicotteri, di Alpi e fotografo per vocazione.

Denis, raccontaci qualcosa di te.

Mi chiamo Denis Costa, ho 32 anni e abito in Alto Adige, a Alta Badia San Linert: un vero paradiso immerso nelle Dolomiti. Nella vita mi occupo di gastronomia.

Quando è cominciata la tua passione per la fotografia?

Direi che è piuttosto recente, ho iniziato a fare foto una decina di anni fa, poco più che ventenne. 

Nella fotogallery: Sogno Dolomiti: Denis Costa

  • Foto n. 1
  • Foto n. 2
  • Foto n. 3
  • Foto n. 4
  • Foto n. 5
  • Foto n. 6
  • Foto n. 7
  • Foto n. 8
  • Foto n. 9

Raccontaci delle tue montagne.

Le Dolomiti sono le più belle montagne del mondo. Detto da chi ci abita è forse un commento scontato, ma provate a chiederlo a chi gira per le vette del pianeta e avrete una risposta simile. Chi sale su queste cime, finisce sempre per tornare. 

Con che strumenti hai iniziato a scattare foto?

Sono partito con macchine semplici, di piccole dimensioni, la qualità non è lontanamente paragonabile a quelle attuali.   

Oggi che attrezzatura hai

Uso due Reflex Canon: una 7D Mk2 e una 5D Mk3. Ho anche una mirrorless Samsung NX1. Come ottiche uso un Canon Super Grandangolo 11-24m ho teleobiettivi 70-200,100-500,100-400.

Perché ti piace fotografare elicotteri? 

Gli elicotteri mi hanno sempre affascinato sin da bambino. Sono macchine in grado di compiere le più disparate missioni aeree, con un livello di sicurezza incredibile vista la natura stessa del loro sistema di volo. Spesso il grande pubblico ignora quanta tecnologia e quanto impegno ci sia dietro i risultati che queste splendide macchine volanti ottengono ogni giorno, in tutto il mondo.   

I tuoi soggetti preferiti? 

Se posso sceglierne un paio allora dico: una bella cima in secondo piano con un Airbus Helicopters H135\T3 impegnato in un recupero con verricello su strapiombo, e un imbarco paziente in hovering in quota. In montagna gli elicotteri trovano una dimensione ancora più suggestiva, si riesce a rendere l’idea della difficoltà delle operazioni, del pericolo, dell’altitudine. C’è più emozione, in generale.  

Qual è la foto di cui sei più orgoglioso? 

Scelgo uno scatto del gennaio scorso, aspettavo il tramonto in enrosadira sulle Dolomiti (il fenomeno per cui le montagne si tingono di rosa all’alba o al tramonto, ndr) e ho immortalato l’elicottero HEMS della AIUT Alpin Dolomites che sorvolava le cime. Questione di tempismo e di fortuna, ma adoro quella foto.  

Qual è il video di cui vai più fiero? 

Una volta ho piazzato a una camera a 360° sul pattino di un Airbus Helicopters H 145. È stato un successone.

Quanto sono importanti i social network per la fotografia?

Credo che come per tutte le mostre fotografiche, perché alla fine per la fotografia di questo si tratta – una mostra, sia utile usare i canali di condivisione con cognizione di causa, selezionare attentamente, evitare di rendere banale un ottimo scatto gettandolo in un semplice calderone di foto buone e meno buone.

Il tuo elicottero preferito.

Senza dubbio, Airbus Helicopters H135-T3.

Qual è la foto che ancora non hai scattato?  

Un recupero in verricello con sacco vericellabile, da “beccare” col grandangolo.