Dossier Elisoccorso Italia: cosa è cambiato (e cosa no)

Dossier Elisoccorso Italia: cosa è cambiato (e cosa no)

La formazione del personale sanitario a bordo degli elicotteri, i conflitti di competenze, il ruolo del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino: ne parliamo con il professor Franco Marinangeli

di Stefano Silvestre

L’ingresso in servizio di due elicotteri di ultima generazione. L’Elisoccorso di notte con i visori notturni. Le eliambulanze che atterrano sui campi sportivi illuminati. Piloti con i visori notturni. Incidenti che hanno lasciato il segno, la scomparsa di volti che hanno fatto la storia degli elicotteri in Italia.

Nel 2007 Helipress Magazine non esisteva.

Non esisteva l’Airbus Helicopters H145.

Non c’era ancora l’H175 e non c’era neanche l’AW189. Non esisteva l’AgustaWestland AW169.

Ma nel 2007 l’Elisoccorso italiano esisteva. Ed era già un mercato da centinaia di milioni di euro l’anno.

Le criticità del sistema HEMS del nostro Paese le abbiamo raccolte e raccontate su queste pagine a più riprese, abbiamo raccontato conflitti di competenze, eccellenze e modelli poco virtuosi, abbiamo fatto luce su bandi regionali fantasma e ricostruito la strada verso l’ingresso in servizio di nuove tecnologie.

Ora abbiamo scelto di capire quanto negli ultimi 10 anni sia cambiato il sistema HEMS a livello sanitario e organizzativo e quanta strada resta da percorrere verso un Elisoccorso dagli standard omogenei e al servizio esclusivo del paziente, su tutto il suolo nazionale, senza distinzioni territoriali.

Ne abbiamo parlato con il professor Franco Marinangeli, direttore scientifico del centro di formazione del sindacato AAROI EMAC (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – Emergenza ed Area Critica) SIMULEARN.

Nella prima parte del nostro Dossier Elisoccorso, parleremo di Formazione.

ELISOCCORSO: L’ENIGMA FORMAZIONE

La scaletta del nostro dossier si basa su un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore Salute del 2005, un pezzo intitolato “Emergenza sanitaria, Elisoccorso e formazione: è deregulation”, in cui il professor Marinangeli metteva in luce le carenze del sistema HEMS italiano partendo dalla Conferenza Stato Regioni di quell’anno, la svolta che ha prodotto le linee guida che hanno di fatto regolato il settore e che hanno visto un più recente aggiornamento con la normativa EU/965 del 2012.

Il primo punto è l’individuazione del personale HEMS essenziale e la sua formazione. Negli ultimi 10 anni non sono stati codificati gli aspetti relativi a quale ente sia preposto a formare gli uomini che saliranno sugli elicotteri. Esiste una normativa che identifica i medici Anestesisti Rianimatori come “preferibili”, ma nulla è cambiato rispetto all’Elisoccorso di 10 anni fa.

“Non esiste ancora un ente che eroga i corsi a livello nazionale, oggi è semplicemente demandato alla società esercente del servizio di Elisoccorso, il provider. Quindi nel momento in cui l’appalto viene aggiudicato, nel capitolato viene prevista anche la formazione specifica HEMS – sottolinea Marinangeli. Purtroppo, in questo caso si procede a diverse velocità su base territoriale, ogni regione, o addirittura ogni provincia, si organizza per conto proprio. Non esiste omogeneità e così i vari servizi di Elisoccorso non sono paragonabili per livello qualitativo, hanno standard diversi e così troviamo eccellenze reali affiancate a sistemi scadenti, a seconda di quanto si è investito nella formazione del personale”.

“La gestione delle manovre sanitarie in differenti ambienti operativi è fondamentale. Bisogna capire che un elicottero non è un pronto soccorso o una terapia intensiva, il personale deve quindi essere formato per lavorare con protocolli chiari e lineari, impiegando una tecnologia che sia efficiente e allo stesso tempo ergonomica – spiega Marinangeli -.  È necessario definire standard sugli strumenti essenziali da portare sull’elicottero. Alcune regioni hanno già legiferato su cosa fare e come agire in proposito, altre hanno lasciato il compito all’iniziativa personale, ma non è accettabile non avere standard nazionali”.

Continua lunedì 4 dicembre 2017 con la seconda parte:

Dossier Elisoccorso Italia: alla ricerca dell’HEMS perfetto

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