"Così rivoluzioneremo il mercato degli elicotteri"

Sicurezza, NH90 e innovazione: il numero uno del costruttore franco tedesco Guillaume Faury si rivela al Financial Times: ecco l'intervista integrale

Non capita spesso, nell'industria elicotteristica, che il CEO di uno dei big parli apertamente a un quotidiano. E se a farlo è il numero uno di Airbus Helicopters Guillaume Faury, l'impatto è assicurato.

Il lungo articolo dedicato al numero uno del costruttore europeo dalle pagine del giornale britannico, parte da un'instantanea piuttosto forte: il disastro di Glasgow del novembre 2013, lo schianto su un pub di un elicottero EC135 in cui morirono 10 persone. Si tratta di un incidente che ha sconvolto l'industria internazionale, una di quelle cicatrici che si rimarginano solo con il tempo e che – spesso – contribuiscono a rendere il trasporto aereo il modo più sicuro al mondo di viaggiare.

Le inchieste non hanno mai parlato di cedimenti tecnici. Ma come insegna la storia dell'industria aerospaziale, un disastro non si archivia semplicemente. La comunità elicotteristica internazionale, produttori compresi, tende a imparare dalla propria storia e - basta dare un'occhiata ai dati sugli incidenti – punta sempre più sulla ricerca e sulle normative per scongiurare il ripetersi di questo tipo di eventi.

AIRBUS HELICOPTERS: FOCUS SULLA SICUREZZA

Ed è proprio da questo punto che parte il focus del Financial Times su Guillaume Faury: “Stiamo introducendo un nuovo modo di operare con gli elicotteri – ha sottolineato il CEO di Airbus Helicopters al quotidiano britannico -. Da ora in poi tutti i nostri aeromobili saranno dotati di flight recorder come equipaggiamento standard”.

Stiamo parlando, ovviamente, della scatola nera. Un equipaggiamento che, per gli elicotteri leggeri, non è obbligatorio. Nel caso di Glasgow, tuttavia, la loro presenza a bordo avrebbe contributo non poco a offrire agli investigatori – e più in generale alla sicurezza del volo – un importante contributo.

GUILLAUME FAURY: DALL'AUTOMOTIVE AGLI ELICOTTERI

Guillaume Faury è arrivato a Marignane nel 2013 con un'esperienza manageriale già consistente alle spalle (è stato amministratore delegato del gruppo PSA, settore automotive), con un bagaglio tecnico non indifferente (è un ex pilota collaudatore) e con obiettivi precisi: migliorare la qualità e ridurre i rischi.

Il primo target è stato già centrato e, anche grazie alla qualità dei suoi prodotti, oggi Airbus Helicopters copre il 46 per cento del mercato civile (11 per cento di quello militare), mentre per la sicurezza la strada è in continua evoluzione e, come detto, passerà anche e soprattutto per la dotazione standard delle scatole nere.

NH90: UNA SFIDA CONTINUA

Il numero uno di Airbus Helicopters ha parlato al Financial Times anche del programma NH90, l'elicottero militare prodotto da consorzio NHI, in cui Airbus è capofila, seguito da AgustaWestland e, in parte minore, dalla Fokker. Dopo una stagione travagliata, segnata dai problemi di corrosione (riscontrati su due elicotteri olandesi) e dalle difficoltà ergonomiche dei sedili, l'NH90 viene oggi messo alla prova nei più disparati scenari operativi e, conuna rapida un'occhiata alle commesse militari internazionali, si scopre che la sua carriera è davvero solo all'inizio.

Anche al di là del successo commerciale e operativo dell'NH90, le ambizioni nel mercato militare di Airbus, ha sottolineato Faury, restano elevatissime. Non potrebbe essere altrimenti: nel 2015 c'è in ballo la gara in Polonia da 3 miliardi di dollari, una corsa a tre in cui l'EC725 Super Cougar cercherà di dire la sua.

Ovvio che le aspettative siano elevatissime: “Un'opportunità irripetibile per la Polonia e una grande chance di crescita per la compagnia”, parola di Guillaume Faury.

IL FUTURO PASSA (ANCHE) PER L'EC175

Molte aspettative, non è un segreto, sono riposte sull'ultimo arrivato in casa Airbus, l'EC175. L'elicottero del segmento super medio, destinato a prendere il posto del Super Puma, sarà il cardine dell'offerta oil and gas del costruttore franco tedesco.

L'ingresso in servizio dell'EC175 è arrivato, come noto, in ritardo di un paio d'anni rispetto al previsto, un gap che ha consentito al rivale AW189 di accaparrarsi una vasta quota di mercato.

Per saperne di più: EC175 vs AW189

Il distacco, secondo Faury, non è tuttavia incolmabile: “Sono convinto che una fetta significativa degli elicotteri di vecchia generazione saranno sostituiti dall'EC175” – ha dichiarato Faury, che ha anche respinto al mittente le accuse di scarsa innovazione da parte della compagnia mosse dagli analisti citati dal Financial Times.

Con tre modelli entrati in servizio nell'ultimo anno e il promettente X-4 in arrivo a marzo, il CEO sa bene che Airbus Helicopters sarà giudicata attraverso due parametri, i risultati del suo focus sulla sicurezza e il line-up della propria offerta commerciale.

Per Faury, la strada è a senso unico: “La storia parla da sola”.

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