AW169, quando l'industria degli elicotteri comunica solo a metà

Riflessione sulla notizia della certificazione del peso medio di AgustaWestland: ecco perché i comunicati stampa non bastano più per attirare il pubblico e aumentare la reputazione del brand

di Nicola Zamperini 

La certificazione dell'AW169 da parte dell'EASA ha mostrato un nuovo, e sorprendente, aspetto della passione per gli elicotteri da parte del pubblico italiano e non solo. Noi di Helipress ci siamo abituati in fretta a vedere un'attenzione crescente verso articoli che raccontano l'industria, le macchine, gli eventi e le storie di chi con l'elicottero lavora ogni giorno. Ma l'exploit dei contenuti sulla certificazione del peso medio di Cascina Costa, in tutta onestà, non l'avevamo prevista, almeno in questi termini.

Oltre 5.000 utenti, da tutto il mondo, ne hanno letto sul nostro sito, oltre 11mila persone, sempre da ogni parte del globo, hanno visto il nostro post su Facebook e in 150 lo hanno ricondiviso. Stiamo parlando di elicotteri, non di gattini o di notizie di gossip. Insomma un quadro davvero sorprendente. E non lo diciamo tanto per autocelebrare Helipress, siamo orgogliosi del nostro lavoro ma continuiamo ad andare avanti a testa bassa, quanto per sottolineare un dato che l'industria spesso sottovaluta.

L'entusiasmo del pubblico va oltre quello dei semplici appassionati, è superiore a quello degli addetti ai lavori e di chi con l'elicottero ci lavora. Uno dei nostri follower condividendo l'articolo sull'AW169 ha commentato: "Perché in tv queste notizie non passano?". Siamo certi di poter smentire il nostro lettore, e siamo certi che in tv la notizia della certificazione dell'AW169 sarà passata, così come ha guadagnato un box sul Sole 24ore.

E in questo fatto c'è tutta la professionalità dei nostri colleghi dell'ufficio stampa di AgustaWestland. Però tutto ciò non basta, o almeno oggi non basta più. Non basta perché i nostri lettori da 5.000 passeranno a 10mila nel giro di qualche settimana e questo indica una cosa sola: una fame di notizie e di informazioni dalle case produttrici. Non bastano i comunicati stampa come non bastano più le fiere per addetti ai lavori e nemmeno le presentazioni a un pubblico ristretto. I lettori chiedono a noi, come se lo stessero chiedendo all'industria, sempre di più, sempre più online, perché lo smartphone è sempre con loro, a casa e sul luogo di lavoro, è un dato incontrovertibile sul numero di italiani connessi. Oltre 22 milioni di persone nel giorno medio, ci dice Nielsen, di cui 17 milioni da mobile. Persone che chiedono sempre più contenuti, storie e volti.

Va bene, forse non tutti i lettori che hanno condiviso e aperto da Facebook l'articolo sulla certificazione dell'AW169 potranno mai permettersi di acquistare una macchina tanto moderna, tecnologica e costosa.

Molti di loro forse neanche saliranno mai a bordo di un elicottero simile.

Ma sono proprio quelle migliaia di persone che contribuiscono ad aumentare la reputazione di un brand e a renderlo internazionale e universale. Ed è anche su di loro che contano i reparti marketing e comunicazione delle grandi eccellenze dell'automotive italiano come Lamborghini, Ferrari e Maserati, tanto per fare tre nomi.

A suo tempo avevamo fatto lo stesso ragionamento per Airbus Helicopters, adesso lo riproponiamo a Agustawestland e, ça va sans dire, anche alla casa madre Finmeccanica, sapendo quanto - sia Daniele Romiti che Mauro Moretti - sono attenti ai temi della comunicazione.

L'industria elicotteristica è fatta di uomini e donne, di progettisti, di test pilot, di ingegneri. Così come una macchina complessa come l'AW169 è costruita su misura per il segmento HEMS non solo per l'Italia ma, soprattutto, per il resto del mondo. Occorre quindi raccogliere le impressioni, l'entusiasmo e le reazioni di piloti, medici e infermieri che in Europa e altrove avranno la possibilità di provare il nuovo elicottero.

Il segmento HEMS o viene raccontato come un comparto in cui le macchine volanti salvano letteralmente vite umane, ogni giorno h24, attraverso la dedizione professionale di donne e uomini oppure diventa uno sterile elenco di caratteristiche tecniche per un gruppo ristretto di nerd aeronautici. La grande industria è vanto nazionale, come ci ha ricordato il nostro lettore. Non lasciamola affogare nella solita liturgia comunicativa, tranquilla e consueta certo, ma che sprofonda nella noia, nella coazione a ripetere e in un linguaggio per soli eruditi.

Mauro Moretti e Daniele Romiti ci sembrano persone attente ai numeri, ai progetti ma soprattutto alle persone che costituiscono il cuore di qualunque azienda di successo.

Siamo certi ci ascolteranno.

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