Con oltre 12mila elicotteri in circolazione, il gigante franco tedesco è oggi il punto di riferimento per l'industria globale
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Elicotteri militari, NH90: la tecnologia europea fa scuola nel mondo
Il programma per l'aeromobile parte nel 1992 e coinvolge Italia, Francia, Germania e Paesi Bassi. Lo realizza NHIndustries, consorzio tra AgustaWestland, Eurocopter e Stork Fokker Aerospace
Un elicottero multiruolo biturbina completamente europeo. Pensato e realizzato da Germania, Olanda, Italia e Francia. Si tratta dell’NH90, noto negli anni ’90 come il NATO Helicopter, il primo elicottero del Vecchio Contintente completamente fly by wire e realizzato con materiali compositi.
LO SCENARIO
L’idea dell’elicottero nasce nel 1985, da un accordo tra Francia, Germania Ovest, Regno Unito e Paesi Bassi per la realizzazione di un aeromobile antinave da costruire negli anni ’90. Il programma NH90, però, nasce formalmente il 1º settembre 1992, data della firma del contratto di progetto e sviluppo dell'elicottero tra l'agenzia NATO NAHEMA (NATO Helicopter Management Agency) e il consorzio industriale NHIndustries. NAHEMA riunisce i rappresentanti delle forze armate delle quattro nazioni inizialmente interessate all'elicottero, Germania, Italia, Francia e Paesi Bassi.
Lo scenario è quello del post-guerra fredda. Il 1992 è l’anno della radicalizzazione del conflitto iugoslavo e dell’intervento degli Stati Uniti in Somalia. Conflitti diversi da quelli che si erano visti durante il periodo della Cortina di Ferro. L’esigenza di un nuovo elicottero, configurabile sia in versione d’attacco che da trasporto, nasce proprio dal cambiamento dello scenario internazionale.
La guerra, in quegli anni, diventa qualcosa di difficilmente catalogabile, a metà tra l’intervento bellico e la missione di pace. Per questo motivo, serve un mezzo da usare in qualunque condizione, in un contesto in continuo cambiamento e sviluppo. Da qui, parte la richiesta di NATO MAHEMA a NHIndustries.
IL CONSORZIO NHINDUSTRIES
Il consorzio nasce proprio con l’obiettivo di realizzare questo programma. È costituito, infatti, dai principali costruttori di elicotteri delle nazioni acquirenti. Le quote sono suddivise per il 32% alla AgustaWestland, per il 62.5 % a Eurocopter (ora Airbus Helicopters) e per il 5.5% all’olandese Stork Fokker Aerospace. La produzione era prevista originariamente presso 3 linee di assemblaggio principali: Vergiate in Italia per AgustaWestland, Marignane in Francia e Donauwörth in Germania per Eurocopter.
La distribuzione delle quote cambierà nel 2001, quando al programma si aggiungerà il Portogallo, con un ordine di 10 elicotteri. Con l'ingresso di questo quinto partner, le partecipazioni vengono ridistribuite in 30.8% a Airbus Helicopter, 31.6% ad AgustaWestland, 30.85% a Airbus Helicopters Deutschland, 5.5% a Stork Fokker e 1.2% al Portogallo. L'azienda franco-tedesca, in questa nuova configurazione, si occupa dei motori, dei rotori e dell'avionica, mentre alla compagnia anglo-italiana viene affidata la produzione della fusoliera, del sistema idraulico e di quello di missione.
L’NH90 IN ITALIA
Nei primi anni ’90 il programma non decolla per mancanza di fondi. Ma dal 2000, la produzione decolla. L'Italia, in particolare, firma un contratto da 3,2 miliardi di euro per i suoi 116 elicotteri. È l’inizio di una lunga storia, quella dell’NH90 nel nostro paese.
L’aeromobile viene operato dall’Esercito in configurazione trasporto (TTH) con una commessa da 60 esemplari, di cui 21 già consegnati. L’NH90 diventa una risorsa fondamentale anche per la Marina Militare, a cui spettano gli altri 56 elicotteri, 10 in configurazione trasporto e 46 in versione d’attacco (NFH).
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