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Oltre la Brexit: Leonardo-Finmeccanica guarda avanti
Le valutazioni del post referendum britannico del CEO Mauro Moretti tra programmi di difesa comune continentali e le opportunità di crescita per la Divisione Elicotteri: tutti i dettagli
di Nicola Zamperini
La prima ondata della Brexit è passata soprattutto dal punto di vista emotivo, la politica sta prendendo le contromisure, gli effetti negativi continuano a vedersi soprattutto in Borsa, per quelli economici ci sarà da aspettare.
Ma MauroMoretti guarda avanti.
Leonardo-Finmeccanica ha trascorso giornate pesanti a PiazzaAffari. D'altronde è uno dei titoli industriali più pesanti del listino italiano e ha cospicui interessi nel Regno Unito. Un report di IntermonteAdvisory, uscito a ridosso del referendumbritannico, ha stimato in un 14 per cento la componente di fatturato di Leonardo esposto oltre Manica, con ricavi in territorio inglese per 1,8 miliardi di euro.
Insomma non roba da poco.
Per la componente elicotteri ovviamente pesa lo stabilimento di Yeovil nel Somerset, dove Leonardo Helicopters, che laggiù si chiama ancora AgustaWestlandLTD, impiega oltre 3.000 persone e produce e assembla differenti modelli.
E un paio di giorni prima del referendum che ha sancito il Leave dall'Unione Europea, MauroMoretti - grande capo di Leonardo - ha rilasciato un'intervista al FinancialTimes. Nel colloquio con il quotidiano economico-finanziario inglese, il manager ha fornito un paio di notizie importanti, un paio di affermazioni che fanno capire quanto il colpo di timone che ha impresso da quando è al comando, stia facendo virare profondamente la corazzata di piazzaMonteGrappa.
Intanto Moretti ha fornito una prima valutazione importante, sul piano politico, che anticipava l'esisto della Brexit. E cioè che in caso di uscita del Regno Unito dall'Unione europea, come poi è andata a finire, i programmi di difesa comune continentale sarebbero venuti meno.
"Sarà difficile avere le stesse opportunità in futuro" aveva anticipato Moretti al quotidiano britannico.
E poi un'affermazione che invece ha stracciato virtualmente ipotesi e voci sul destino di Leonardo Helicopters. Voci che negli ultimi mesi risuonavano con particolare determinazione intorno a possibili acquisizioni e fusioni.
Moretti ha detto con chiarezza che anzi l'azienda è "pronta a comprare" e vuole "crescere nelle aree core, in particolare elettronica ed elicotteri".
Dunque, al netto di eventuali ricadute sullo stabilimento inglese di Yeovil, il CEO di Leonardo afferma che tirerà diritto e anzi si appresta a fare shopping.
Quali saranno le aziende preda?
Verso quale orizzonte si dirigerà la campagna acquisti di Mauro Moretti?
Al momento è presto per disegnare scenari.
Di sicuro gli elicotteri, e quindi la ex AgustaWestland, ricoprono un ruolo fondamentale nella Leonardo che Moretti sta disegnando e di cui piano piano si comincia a scorgere la forma. E di cui si intravedono i primi risultati sul piano dei conti: gli utili sono passati dai 20 milioni nel 2014 ai 527 milioni di euro nel 2015.
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