Senza elicotteri non esiste soccorso

Il sistema che ruota intorno alla Protezione civile nazionale ha dato prova di notevole efficienza: si conferma il ruolo e la funzione essenziale dell'ala rotante. L'industria non deve dimenticarlo

di Nicola Zamperini e Stefano Silvestre

I vecchi AB412 dei Vigili del fuoco, gli AW109,  gli H145 gli AW139 gialli dei diversi elisoccorso regionali; gli elicotteri del Soccorso alpino, quelli del Corpo Forestale dello Stato, gli aeromobili dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Protezione civile.

Nel terremoto che ha sconvolto il centro Italia, ucciso quasi 300 persone, prodotto decine di migliaia di sfollati, raso al suolo intere comunità, c'è un punto fermo: l'apporto indispensabile dell'ala rotante.

In un mondo che ripete a ogni piè sospinto "tutti sono utili e nessuno è indispensabile", la funzione svolta dagli elicotteri e dagli equipaggi dei differenti corpi dello Stato e delle Regioni, dagli uomini e dai mezzi di aziende private è semplicemente indispensabile. Non ne possiamo fare a meno. La comunità nazionale e le comunità locali ne hanno bisogno. 

Senza elicotteri non si fa soccorso.

Senza elicotteri non si fa soccorso di emergenza.

Senza elicotteri non si poteva procedere all'evacuazione di intere famiglie da comuni e frazioni isolate.

Senza elicotteri non si fa il monitoraggio in tempo reale dei pericoli imminenti.

Senza elicotteri non si arriva in paesi che non hanno più strade percorribili che li raggiungano. (Quest'ultimo un fatto di sempre più stretta attualità). 

È chiaro che tutto ciò avviene all'interno di una cornice e di un sistema di emergenza nazionale che sta offrendo, nel complesso, una prova di efficienza dal 24 Agosto scorso, giorno del sisma di Amatrice, al 30 ottobre, giorno della scossa di magnitudo 6.5 che ha messo al tappeto altre comunità, per fortuna stavolta senza vittime.

Il sistema che ruota intorno alla Protezione civile nazionale ha dato prova di notevole efficienza e in questa efficienza si inquadra il ruolo e la funzione essenziale degli elicotteri.

Indispensabili per molte ragioni evidenti: velocità dei mezzi, conformazione orografica dell'area colpita, necessità di intervento tempestivo con attrezzature dedicate al soccorso sanitario di emergenza e altre ancora non difficili da individuare.

Tutto questo va ricordato non agli italiani che ce l'hanno ben presente.

Ma va ricordato a un universo, quello elicotteristico, che salvo eccezioni lo dimentica facilmente. Preso com'è dal fare bene il proprio lavoro. E purtroppo anche preso, in alcune componenti, dalla recriminazione e dalla contemplazione sterile del proprio ombelico. Stavolta vi diciamo: fermatevi e riflettete sull'importanza e sulla qualità del vostro lavoro, della vostra missione. 

Il mondo dell'ala rotante dovrebbe ricordarlo con maggiore orgoglio a se stessa.

In questo periodo di incupimento totale e nel dramma di un sisma infinito, sentire di essere utili e indispensabili dovrebbe far bene. E aggiungiamo che sentirsi indispensabili in un frangente in cui all'ultima fiera dell'ala rotante alcune aziende esponevano tendoni sotto cui nascondere e proteggere gli elicotteri inutilizzati per colpa del petrolio, oltre a far bene dovrebbe far riflettere.

Le maxi emergenze - purtroppo - appartengono alla categoria degli eventi in cui la funzione dei mezzi ad ala rotante è centrale. Il sistema di soccorso nel suo complesso si affida alle macchine volanti come uno dei perni su cui poggiare il complesso delle azioni di salvataggio.

Noi di Helipress l'abbiamo ricordato subito dopo Helitech 2016: occorre pensare alla propria funzione, occorre riflettere sul futuro dell'industria. Occorre dedicare del tempo alla ricerca, non solo alle macchine, agli incidenti, alle caratteristiche tecniche, ma a qualcosa di più ampio, diremmo. Occorre dedicare del tempo a riflettere sulla funzione complessiva che l'elicottero svolge per le comunità. Cosa che - salvo alcune preziose eccezioni - ad Amsterdam non s'è vista.

Le maxi emergenze sono uno degli ambiti in cui l'industria deve guardare per ritrovare il proprio destino.

E il proprio futuro.

Gli elicotteri sono importanti per le comunità, e questo è un punto di partenza che abbiamo ricordato, nuovamente capito, finalmente apprezzato, in queste settimane drammatiche.

L'HEMS è nel DNA degli elicotteri, dagli albori del loro utilizzo industriale.

Negli ultimi anni il sistema tolemaico dell'industria aveva messo al centro dell'universo dell'ala rotante il mondo Offshore. I ricavi pesavano, è evidente. Ma i ricavi non bastano, e il dramma italiano di questi giorni si presenta come una rivoluzione copernicana: l'elisoccorso deve tornare al centro del sistema. Che tutto il resto ruoti attorno al salvataggio delle persone.

Anche perché purtroppo non ci sono solo i terremoti. Basti pensare ai titoli di una settimana fa sull'aumento di CO2 nell'atmosfera, ai rischi connessi al cambiamento climatico e agli effetti devastanti dell'uragano Mattehew su Haiti.

Torneremo su questo tema nei prossimi giorni, proponendovi una riflessione.

Nel frattempo Helipress vi dice grazie.

Lo dice a una componente essenziale della nostra comunità di lettori.

Ai piloti, ai medici, ai tecnici, ai meccanici del mondo elicotteristico italiano. Ai progettisti e agli operai che negli stabilimenti, di tutte le case costruttrici, producono materialmente gli aeromobili.

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