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Abbiamo intervistato Luciana Baldini e Juliana Secchi, piloti di elicottero brasiliane e fondatrici di Voe Com Elas, l'iniziativa social che raccoglie le testimonianze di donne da tutto il mondo
di Stefano Silvestre
"Donne che volano alto e oltrepassano barriere e preconcetti”.
Una frase semplice e diretta, che non lascia spazio a troppe interpretazioni: è la descrizione di Voe Com Elas, l'iniziativa social (per adesso disponibile su Instagram e Facebook) di due piloti donne basate in Brasile.
In pochi mesi il loro account Instagram ha raggiunto quota 15mila follower e tra loro non ci sono solo donne. L'obiettivo dell'iniziativa è semplice: raccogliere foto e testimonianze di donne impegnate nell'industria aeronautica da tutto il mondo, senza distinzioni di ruolo o di gerarchie. Per questo si trovano foto di comandanti di elicotteri, aerei commerciali e militari, assistenti di volo e paracadutiste, tutte impegnate sui mezzi (o nelle operazioni) che amano e che portano a termine ogni giorno.
Per capire come è nata l'iniziativa abbiamo parlato con LucianaBaldini e JulianaSecchi (le due ragazze nella foto copertina), piloti di elicottero e fondatrici di Voe Com Elas (che significa “Vola con loro/noi”).
In pagina trovate una selezione degli scatti dell'iniziativa.
Juliana e Luciana, partiamo da voi. Chi siete, che fate e dove vivete.
Juliana: “Mi chiama Juliana, vivo a San Paolo e sono un dentista, una skydiver e pilota (apprendista) di elicotteri”.
Luciana: “Io sono Luciana Baldini, vivo anche io a San Paolo e sono un pilota di elicotteri e un sergente dell'Aeronautica militare brasiliana”.
Avete esperienza di volo, quindi.
Juliana: “Ho solo 64 ore di volo, la strada è ancora lunga per me, sto ancora studiando”.
Luciana: “Ho pilotato di elicotteri come Robinson R22, R44 e Bell 206. Il mio preferito è l'R44, senza dubbio”.
Quando avete iniziato a volare?
Juliana: “Ho iniziato il corso da pilota di elicotteri nel 2013 e negli ultimi due anni non mi sono più fermata”.
Luciana: “Nel 2012, in una piccola scuola di volo nell'aeroporto di San Paolo che in realtà si è rivelata essere tra le migliori scuole di volo del Brasile. Putroppo ha chiuso solo un anno dopo e allora mi sono dovuta arrangiare, grazie a un amico ho imparato a volare su un Bell 206”.
Nella fotogallery: Voe Com Elas: gli scatti migliori
Monomotore o bimotore?
Juliana: “Bimotore. Il mio elicottero preferito è il Bell 429. E' una macchina da sogno, ha tutto quello che serve: è spazioso, confortevole e con dotazioni di alta tecnologia, per non parlare delle performance. E il suo design mi piace".
Luciana: “Monomotore, sempre. Il mio preferito è senza dubbio l'AS350. È l'elicottero definitivo, solido e con prestazioni elevate, si può usare per qualsiasi operazione e soprattutto è una macchina affidabile. Non ti lascia mai nei guai".
Che tipo di operazioni di volo preferite?
Juliana: “Amo le operazioni che hanno a che fare con sport estremi, come il supporto agli skydiver e allo sci d'altura. È sempre stato il mio sogno e il mio obiettivo come pilota: adoro l'adrenalina e mi piacerebbe provare qualche acrobazia, in futuro”.
Luciana: “Amo volare, in qualsiasi modo. E amo essere un pilota di elicotteri, potrei fare qualsiasi operazione senza distinzione. Ma al momento, mi piacerebbe fare il pilota-giornalista: pilotare un elicottero delle news”.
Quali sono le parti migliori del lavoro di pilota di elicotteri?
Juliana: “Non sono ancora n pilota, ma sono stata in contatto con le soddisfazioni di questo mestiere. La cosa che mi affascina di più è il panorama: la vista dall'elicottero, non importa dove voli, ti toglie il fiato. Anche volare su San Paolo, una giungla di cemento dove opera la flotta di elicotteri più vasta del mondo, è un'esperienza da vivere almeno una volta nella vita”.
Luciana: “Per me il particolare più affascinante è capire come funziona un elicottero: non sono in molti a sapere quanta tecnologia e quanto studio è nascosto dietro al funzionamento di queste macchine incredibili”.
Passiamo alle parti meno belle. L'industria aeronautica è spesso considerata un mondo dominato dagli uomini: è vero o è solo un mito?
Juliana: “I pregiudizi sulle donne sono uno dei mali dell'industria. Io e Luciana, ma anche tante altre donne, ci battiamo perché tutto questo cambi. Ci sono poche opportunità per le donne, che nonostante tutto devono continuare a dimostrare di essere in grado di poter pilotare un aeromobile. È dura, ma nel tempo conquisteremo spazio e proveremo a tutti di poter essere professioniste affidabili ed efficienti. La femminilità e la delicatezza delle donne possono portare bellezza a questo mondo, sia nei cockpit che fuori”.
Luciana: “C'è ancora una specie di sciovinismo nel modo in cui l'industria affronta le donne. È così sia in Brasile che nel resto del mondo, in tutte le professioni dominate dagli uomini. Penso che cambierà, ma ci vorrà tempo e impegno”.
Che pensate dei social media? Voe Com Elas è un'iniziativa che vi ha fatto conoscere in tutto il mondo.
Juliana: “L'importanza dei social per l'industria aerospaziale non può che aumentare. E il motivo è semplice: permettono a tutti di capire in tempo reale quanto è importante l'aeronautica. Quando siamo partite su Instagram con Voe Com Elas, sapevamo bene come le donne in tutte il mondo sarebbero state aiutate dai social network e come le professioniste del settore avrebbero supportato tutte le altre per superare i pregiudizi”.
Luciana: “L'aviazione è un mondo molto chiuso e la maggior parte delle persone comuni non conoscono nulla del suo funzionamento. I social media possono spiegare tutto anche con una semplice fotografia”.
Come è nata la vostra iniziativa Voe Com Elas?
Juliana: “Tutto è partito da un gruppo su Whatsapp formato da comandanti donne chiamato “Aviators”. L'obiettivo era condividere foto ed esperienze e incoraggiare altre donne a intraprendere la stessa strada. Il nome non mi piaceva, però. E allora ho avuto l'idea di “Voe Com Elas” (“Vola con noi”, riferito a un pubblico femminile, ndr), una specie di invito ad unirsi al gruppo per tutte le donne. Non avevo idea di quante donne al mondo fossero appassionate di volo: l'ho capito così”.
Luciana: “Voe com Elas è nato dal desidero di dare speranza alle donne di tutto il mondo. La nostra idea era che ci fossero così tante donne che fanno del volo un'aspirazione, un mestiere, una carriera o una passione. Abbiamo ricevuto centinaia di messaggi da tutto il mondo e molte donne ci hanno detto di aver cominciato a volare proprio dopo aver aderito al gruppo. Siamo contro qualsiasi barriera contro le donne e vogliamo solo le stesse opportunità: l'iniziativa è per noi una enorme soddisfazione”.
Avete avuto contatti dall'Europa?
Juliana: “Certamente. Arrivano storie da tutto il mondo e l'Europa è una parte fondamentale. Dell'industria. Siamo fiere di poter offrire punti di vista e realtà tanto distanti fra loro. Le storie che leggiamo e condividiamo sono una fonte di ispirazione e ci danno fiducia nei nostri sogni”.
Luciana: “Purtroppo non ho ancora incontrato una pilota europea di persona. Ma spero di poter volare presto in un altro continente, magari proprio in Italia, un Paese che ho visitato e che amo.”
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