Cosa sappiamo sull'incidente dell'elicottero ultraleggero di Aprilia

L'aeromobile era decollato con due passeggeri dall'elisuperficie dell'azienda I.R.I Helicopters: i testimoni hanno riferito di aver sentito un rumore prima dello schianto

Mistero sulle cause dell'incidente dell'elicottero ultraleggero precipitato martedì 20 ottobre nei pressi di Aprilia (Latina). L'aeromobile, un R22 appositamente modificato ultraleggero, era un partito dall'elisuperficie della I.R.I Helicopters con due persone a bordo per un volo privato quando – per cause ancora da accertare – è precipitato in un campo coltivato di kiwi a poca distanza dal luogo del decollo.

Entrambi gli occupanti sono morti nell'impatto. Sull'incidente indagano i Carabinieri.

Queste le notizie certe, al momento, sullo schianto di Lanuvio: abbiamo cercato di saperne di più direttamente dai vertici di I.R.I Helicopters, l'azienda che ha di recente concluso un maxi accordo in Africa per la vendita delle sue piattaforme custom ultraleggere.

I.R.I HELICOPTERS: “NON ERA UN NOSTRO ELICOTTERO”

“Quello precipitato a Lanuvio non è un elicottero costruito da I.R.I Helicopters”, ha dichiarato a Helipress la Italian Rotors Industries, che in un comunicato è entrata nel merito della carlinga del relitto dell'ultraleggero precipitato, su cui si possono intravedere (foto in basso, di Luciano Sciurba) gli adesivi sotto al mozzo rotore con il logo dell'azienda di Aprilia.

"L'aeromobile precipitato era di esclusiva proprieta di un privato ed estraneo alla I.R.I. La cabina installata era stata acquistata da un terzo estraneo all'azienda, che ha provveduto all'installazione in autonomo - ha precisato l'azienda in un comunicato stampa -. Gli adesivi dell'I.R.I sono stati apposti sull'ultraleggero su iniziativa personale del presidente dell I.R.I. L'elicottero era ospitato nell'hangar della I.R.I. in quanto l'attuale proprietario era amico del Presidente ed era solito volare con lui. La I.R.I. porge la sua vicinanza alle famiglie in questo momento di dolore condiviso".

LE VITTIME DELL'INCIDENTE DI LANUVIO

A bordo dell'elicottero c'erano due ex piloti dell'Aeronautica: Paolo Caruso, 63 anni, originario della provincia di Catania, e il copilota Gino Fischione di 65 anni, della provincia de L’Aquila.

Due testimoni della tragedia, operai al lavoro in un campo vicino al luogo dello schianto, hanno riferito di aver sentito un rumore provenire dall’alto, prima di vedere l'elicottero schiantarsi al suolo.

Come da normativa l'ANSV, l'Agenzia nazionale per la sicurezza al volo, non ha aperto un'inchiesta sull'accaduto in quanto l'aeromobile coinvolto è un ultraleggero e non un elicottero. Sull'incidente indaga la procura di Latina.  

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