Il nostro magazine spegne la prima candelina. Per l'occasione, ripercorriamo insieme le tappe di questi ultimi 12 mesi
Gli anni passano per tutti. Anche per Helipress, che arriva al traguardo della prima candelina. In questi 12 mesi, abbiamo cercato di raccontarvi nel migliore dei modi il mondo degli elicotteri, sia ? leggi
Al termine della manifestazione più importante dell'industria, tracciamo un bilancio dello show: ecco come hanno partecipato i big dell'ala rotante
di Nicola Zamperini e Stefano Silvestre
Finita la fiera, è tempo di bilanci. L'HAI Heli Expo 2015 è stata una manifestazione di passaggio, per l'industria degli elicotteri. Le carte più importanti sono state svelate nelle prime ore del primo dei tre classici giorni di manifestazione: è il sintomo di un downsizing dell'industria?
Helipress ha seguito tutte le fasi dello show direttamente da Orlando. Ora è il tempo di chiedere direttamente a chi è stato sul posto quali sensazioni e quale clima c'era all'Orange County Convention Center.
StefanoSilvestre, su Helipress abbiamo pubblicato davvero tanti contenuti sull'HAI Heli Expo 2015, e tu eri a Orlando, in Florida, per seguire da vicino e in prima persona la fiera più importante dell'industria elicotteristica mondiale.
Tra l'altro dobbiamo ringraziare i nostri lettori che ci hanno regalato un record: oltre 30mila pagine visualizzate in una sola settimana, tra versione italiana e versione inglese. Davvero numeri incredibili.
Stefano, allora l'HAI Heli Expo si conferma la regina delle manifestazioni?
“Il circus internazionale degli elicotteri sa bene quanto è importante la manifestazione dell'Helicopter Association International. È al momento l'unico vero punto di incontro per gli attori principali, un luogo in cui è possibile vedere i vertici delle aziende visitare gli stand uno ad uno, intrecciando rapporti e consolidando quelli esistenti. Ne aspettiamo uno simile in Europa, Helitech è sulla buona strada, anche grazie alla sua forte componente 'italiana', ma c'è ancora tanto lavoro da fare”.
Alla fine chi ne esce meglio tra Bell e Airbus? Entrambi hanno comunicato molto e offerto discrete novità. Airbus con il cambio di nomenclature e il nuovo elicottero medio H160 è stato l'unico produttore a portare un modello davvero nuovo. Certo è un mockup, e prima di vederlo volare dovremo aspettare molto. Come hai visto la casa franco-tedesca a Orlando?
“Direi un pareggio 1-1. Ma quella rete di Airbus Helicopters fuori casa vale doppio. La casa francese non doveva essere una sorpresa ma è riuscita a colpire. Il merito è di Guillaume Faury, sta tentando la strada della comunicazione in stile automotive che ha già caratterizzato la sua esperienza in PSA. Lasciando da parte le novità dell'H160, che in fase di certificazione cambierà presumibilmente connotati, è importante il nuovo corso intrapreso per il customer service, in parte mutuato dall'industria automobilistica. Airbus è già il più grande costruttore del mondo. Per quanto altisonanti e guidate da ragioni di marketing, le ultime novità attestano la loro volontà di restare saldamente al comando”.
Bell, se dobbiamo essere onesti, ha tirato fuori numeri impressionanti sul fronte dei contratti. Quei 200 elicotteri venduti a Air Method sembrano essere il più colossale contratto dell'industria elicotteristica di sempre. D'altronde gli americani giocavano in casa.
“Il presidente John Garrison ha mostrato una volta in più quanto può fare la differenza un manager tanto carismatica. Il suo discorso, quasi da campagna elettorale, ha letteralmente rubato la scena al nuovo H160, pure particolarmente seguito dal pubblico. La commessa con Air Methods ha chiaramente fissato nuovi standard per il mercato attuale. E mancano ancora all'appello il monomotore 505 e il gigante 525 Relentless”.
Un applauso se lo merita pure Roberto Farnese che ha strappato la vendita per il primo elicottero Bell in Italia. Ricordo ancora le parole di John Garrison ad Amsterdam quando gli disse...
“...Che sarebbe stato deluso se non avesse visto un Bell 429 in Italia nei tre mesi successivi, quindi entro marzo 2015. Garrison è un manager come pochi al mondo, sa motivare il suo staff come nessun altro. Ma bisogna capire il mercato italiano. La capacità di proiezione per il 429 in Italia dipendono in larga parte sul settore Elisoccorso, i numeri veri nel nostro Paese i fanno in quel comparto. Tralasciando la nota controversia della certificazione del peso massimo al decollo dell'aeromobile, è chiaro che il lavoro di Roberto Farnese e dell'ufficio Bell di Milano non può essere giudicato oggi dalle vendite di un aeromobile che al momento in tutta Europa circola in 50 esemplari. Ricordiamo che erano solo due fino a un paio di anni fa. La commessa con Elicompany per un Bell 407GX è quindi già un ottimo punto di partenza per la sede Bell di Milano. Aspettiamo il boom vero e proprio. E il mercato dell'Elisoccorso italiano, si sa, potrebbe riservare delle sorprese nei prossimi mesi”.
Vista dall'Italia la partecipazione di AgustaWestland è stata davvero minimal. Quasi una presenza low cost, sul genere di quella battuta di un film di Nanni Moretti, che dovendo decidere se andare a una festa o meno, si chiedeva se lo si notava di più se ci fosse andata, o se non ci fosse andato. AgustaWestland era a Orlando, tra l'altro con il vertice di Finmeccanica, addirittura il CEO Moretti. Ha annunciato un contratto con Bristow e poi il silenzio.
“L'annuncio dell'accordo di sviluppo dell'AW609 ha contribuito a riportare in alto le quotazioni del convertiplano, è un dettaglio fondamentale per il programma e per i suoi risvolti commerciali. Ma lo scorso anno, ad Anaheim, AgustaWestland era apparsa in forma migliore: in molti ricordavano la presentazione dell'AW109 Trekker e l'offerta espositiva più corposa. Ma la sensazione generale è che l'intero settore sia in fase calante e non è detto che tutti i costruttori abbiano intenzione di darlo a vedere, con tutte le conseguenze del caso”.
Ci hanno colpito molto, qui a Roma, le foto degli elicotteri del costruttore italiano con gli adesivi sul muso. Sembrava una trovata da concessionario di automobile, sul genere: "comprereste mai un elicottero usato da questi tizi"?
“Una trovata di marketing un po' fuorimoda e sicuramente non in quello stile italiano che tutti ci invidiano. Per fare un paragone: anche Guimbal ha scelto i bollini a Orlando, ma si tratta di un'azienda non paragonabile al colosso di Finmeccanica, che è sempre il terzo produttore al mondo per quote di mercato”.