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Dopo la tragedia della turista in vacanza a Carloforte è tornato alla ribalta nazionale il tema del servizio HEMS sull'isola: l'appalto c'è, i soldi pure, ma tutto è bloccato da anni
di Nicola Zamperini
Quando si consuma una tragedia, i media sono sempre i primi a correre. Sono i primi a denunciare, i primi a ricostruire l’accaduto partendo dalle testimonianze. Quando però a restare coinvolto nei guai degli adulti è un bambino, anzi un neonato, diventa più complicato descrivere i fatti, diventa più difficile osservare la realtà con distacco e freddezza.
Sul dramma della neonata morta in Sardegna lunedì 11 luglio basta la cronaca. Sui fatti indagheranno le autorità preposte. Gli inquirenti appureranno se la bambina poteva essere salvata, se il mancato intervento di un elicottero ne ha pregiudicato irrimediabilmente le possibilità di salvezza, ascolteranno la versione della GuardiaCostiera, dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile.
Oppure se le cose sarebbero comunque andate così.
E dopo aver capito cosa è successo su quel traghetto della Delcomar, arriverà il tempo in cui altre autorità vorranno o dovranno capire, si spera, perché in Sardegna non c’è ancora un servizio regionale di Elisoccorso.
Da ormai tre anni Helipress insiste sul tema del soccorso sanitario di emergenza con elicottero, in Italia. A più riprese abbiamo acceso i riflettori sulle anomalie delle RegionisenzaElisoccorso. Su quelle dalla gestione per così dire “fantasiosa”, su quelle a gestione preferenziale o senza bando di gara da anni. Abbiamo analizzato perché i Vigili del Fuoco, seppure con il massimo sforzo e dedizione che caratterizza il Corpo, effettuano il servizio di Elisoccorso in Sardegna e Liguria nonostante le leggi (e i COA).
Il nostro giornale ha raccolto le versioni dei diretti interessati, ha ascoltato tutte le parti in causa.
In teoria in Sardegna è tutto pronto da anni. A sentire assessori e politici sarebbero pure pronti i soldi per le due basi, per i due elicotteri, le piazzole e i relativi backup. L’accordo Regione-Vigili del Fuoco era nato per essere una convenzione-ponte, studiato per tamponare l'assenza di una vera gara d'appalto per l'affidamento dei servizi HEMS ai privati in condizioni di libero mercato.
Ma, a distanza di anni, quel ponte si è allungato a dismisura. E si è allungata pure la lista degli eventi tragici riconducibili all’assenza di una rete regionale HEMS.
La gestione di quella gara era stata affidata all'Asl 4 di Lanusei, che doveva occuparsi del bando.
Non servono esperti di elicotteri per capire che così non va.
La domanda stavolta è davvero semplice: perché in Sardegna non c’è un servizio di Elisoccorso?
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