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Pablo Escobar, i Cartelli e gli elicotteri: la guerra sporca dei Narcos
Tra fiction e realtà, ricostruiamo il ruolo degli aeromobili nell'ascesa e nella caduta del più grande boss del narcotraffico (e nell'arresto dei suoi rivali)
Chissà quale mezzo di trasporto preferirebbe il più ricco, famoso e spietato narcotrafficante della storia. Forse un blindato, un sottomarino. Forse un fuoribordo, forse un aereo di lusso o una insospettabile carretta dei mari. O forse salirebbe ancora a bordo di quel piccolo Piper PA-18 Super Cub che ha portato a termine il primo trasporto internazionale illegale di stupefacenti del suo neonato cartello della droga.
Forse però salirebbe su uno dei (tanti) elicotteri che gli hanno salvato la vita e la libertà più volte nel corso di una carriera costellata di omicidi, attentati, faide sanguinarie, latitanze improbabili e fughe nella giungla.
Pablo Escobar, come i suoi successori tra Colombia (ieri) e Messico (oggi), avrebbe avuto un elicottero sempre a portata di mano per qualsiasi tipo di missione.
PABLO ESCOBAR E GLI ELICOTTERI: REALTÀ…
La prima e più attendibile testimonianza sull’uso di elicotteri da parte del Patròn del cartello di Medellin, tornato alla ribalta negli ultimi mesi grazie alla serie TV Narcos, arriva dal figlio Juan Pablo. Noto oggi con il nome di Sebastián Marroquín, dopo essere cresciuto nell’anonimato, ha scritto un libro sul padre, di fatto uno dei personaggi più controversi della storia della Colombia e protagonista tra due decenni di contrasto internazionale al traffico internazionale di stupefacenti.
Se all’ingresso dell’Hacienda Napoles, la roccaforte di Escobar nel paradiso tropicale di Puerto Triunfo, campeggiava (e campeggia ancora oggi che il ranch è dismesso) quel Piper PA-18, fedele ricostruzione in scala dell’originale, è dalla biografia di don Pablo che emergono dettagli più approfonditi sull’uso degli elicotteri da parte del Cartello.
“Alla fine del 1981, proprio mentre il business si impennava, mio padre e Gustavo (fratello e socio di Escobar, ndr) formarono la loro prima flotta di aeroplani e elicotteri – si legge nel libro Pablo Escobar: My Father -. Comprarono tre Aero Commander, un Cheyenne, un TwinOtter e un Learjet oltre a due elicotteri: un moderno Hughes 500 e un Bell 206 Ranger”. Gli aeromobili, si legge nella biografia di Marroquin, arrivavano direttamente dalla Florida grazie a un giro di broker: la droga usciva, al loro posto arrivavano aeromobili carichi di contante. E alcuni restavano a disposizione del Patròn, che poteva utilizzarli a suo piacimento senza troppe noie da parte dell’autorità del trasporto civile colombiana, presieduta in quegli anni dal futuro presidente della Repubblica Alvaro Uribe Velez, dai suoi detrattori spesso indicato come “collaboratore” del neonato regno criminale di Escobar.
Di quello Hughes 500 dai colori sgargianti resta qualche scatto sbiadito, del Bell 206 si trova invece traccia nel grottesco episodio dell’arrivo di Escobar nella Catedral, la prigione di lusso costruita dal Cartello nel 1991 (foto in basso) per far scontare a Escobar la prima timida pena inflitta dalle autorità colombiane. Lo stesso elicottero, stando alle fonti storiche colombiane, sarà in seguito impiegato da Escobar per i suoi spostamenti semiclandestini dalla "sua" prigione nella vicina e amica Medellin. Trasporti di affari, trasporti di piacere.
..E FICTION
Ricostruire l’esatto uso degli aeromobili da parte del più pericoloso narcotrafficante del ventesimo secolo è una missione impossibile. Non esistono registri, l’intera saga dei Cartelli è stata spedita di diritto nell’oblio della memoria storica della Colombia. Più semplice è capirne l’importanza nella strada verso la fine di Escobar: nella serie TV gli elicotteri sono spesso usati dalla Policía Nacional (e dalla DEA americana) per compiti di ricerca e per il monitoraggio delle operazioni di polizia.
Nella serie TV Narcos un elicottero è addirittura al centro di un controverso quanto poco verosimile episodio, in cui il colonnelloCarrilo, un personaggio di fantasia, mette in atto il suo personalissimo concetto di Plata o Plomo (soldi o piombo, la tipica minaccia di Escobar) ai danni di due collaboratori del Patròn.
Che gli elicotteri abbiano giocato un ruolo fondamentale nella caduta dei cartelli colombiani è un dato di fatto. E in questo caso la fonte storica arriva direttamente dalle nostre pagine. Il pilota Ricardo Ramirez Archila, che abbiamo raggiunto nei mesi scorsi, era ai comandi del Bell 412 che ha segnato l’ultimo viaggio da uomo libero di Miguel Rodriguez Orejuela, uno dei tre boss del Cartello di Cali.
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