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I test del primo elicottero civile al mondo in fly by wire, la certificazione del Bell 505 e l'insediamento di un nuovo CEO: ecco come è andato l'ultimo anno del costruttore americano
di Nicola Zamperini
Un anno di transizione, anzi no: il 2015 di Bell Helicopter sarà considerato un periodo di svolta decisiva per lo storico costruttore di elicotteri texano. Nonostante i lievi e probabilmente fisiologici ritardi, tra il primovolo del supermedio525Relentless, la strada verso la certificazione del Bell 505 e la graduale avanzata in Europa, la casa americana ha infatti seminato parecchio.
Il 2016 dovrà quindi essere l’anno della raccolta.
In ballo ci sono alcuni dei programmi più interessanti dell’industria civile, per quello che può essere considerato un rinnovo completo del portfolio che difficilmente un costruttore decide di affrontare su più segmenti.
Due esempi bastano su tutti: per il prossimo anno sono previsti i nuovi test in volo decisivi per il via libera della FAA e dell’EASA del primo elicottero civile con controlli fly-by-wire (l’ingresso in servizio è previsto per il 2017), e sempre nel 2016 sarà il turno della certificazione del monomotore destinato a insidiare sulla stessa fascia di prezzo e di mercato il sempre più solido RobinsonR66.
BELL HELICOPTER TEXTRON: IL 2015 IN SINTESI
L’anno della Bell è iniziato con il botto ed è proseguito con affari dai numeri importanti: prima, ad Orlando, l’annuncio del “più grande ordine della storia del mercato elicotteristico”, la vendita di 200 monomotore Bell 407GXP al colosso AirMethods, tutti in configurazione Elisoccorso. Poi, a luglio, è arrivato l’annuncio del contratto in Giappone per la sostituzione della flotta militare locale di vecchi Huey in collaborazione con Fuji Heavy Industries: si parla di 150 elicotteri e di un impegno ventennale per un valore complessivo di oltre 3 miliardi di dollari, non di certo briciole.
Il rilancio desiderato e cercato da JohnGarrison è stato in un certo modo raggiunto, tra affari di primo livello e un cambio di marcia nella comunicazione globale di cui il colosso americano sentiva da tempo il bisogno. L’avvicendamento al vertice dell’azienda, con l’insediamento di MitchSnyder (promosso a ottobre dalla divisione Military Business della Bell), la dice lunga sugli obiettivi a medio e lungo termine del costruttore: una volta consolidati i programmi civili era il turno di concentrare gli sforzi sul settore militare e in particolare sul programma FVL (Future Vertical Lift), in cui Snyder potrà sfruttare l’esperienza accumulata e gestire il rapporto con il partner e suo ex datore di lavoro LockheedMartin.
Sul piano della comunicazione, Snyder dovrà però cercare un nuovo salto di qualità. Nonostante i grandi progetti, il costruttore texano è ancora impegnato nel riassetto sancito dalla contrazione del mercato, che nel 2015 ha spinto la Bell a correre ai ripari con 1.100 esuberi, circa il 12 per cento della forza lavoro complessiva, 600 dei quali solo nello stabilimento di FortWorth.
BELL HELICOPTER: ITALIA E EUROPA
Per l’Europa il 2015 è stato l’anno del consolidamento del programma Bell429. L’elicottero bimotore, per cui il segmento HEMS è il riferimento di mercato nel Vecchio Continente, si è fatto largo nel Regno Unito ma non ha ancora superato gli ormai noti problemi relativi alla certificazione del peso massimo al decollo (dettaglio decisivo per l’ingresso nell’Elisoccorso) e il tema del brevetto del carrello a pattini, un particolare che in Francia ha trasformato quello che doveva restare un vecchio guaio commerciale in una ben più preoccupante questione legale.
Il piano di espansione europea procede in ogni caso attraverso gli step previsti. Nelle prossime settimane è prevista l'inaugurazione del regional training center di Valencia (altro polo fondamentale insieme al quartier generale di Praga), una nuova area in cui sarà attivo il full flight simulator del Bell 429 certificato Level D dalla FAA e con requisiti EASA/JAA.
L’Italia resta invece un punto interrogativo. Dopo il confortante inizio di anno, in cui la divisione milanese del costruttore americano aveva piazzato la vendita di un Bell 407 GXP al provider Elicompany e la successiva partecipazione e promozione del Bell 429 al convegno HEMS di Massa Cinquale, non sono più arrivate notizie.
Il nostro mercato era uno degli obiettivi dell’ex CEO John Garrison, che era certo a conoscenza delle sfide per le nuove gare del panorama HEMS italiano: la sensazione è che in assenza di una svolta nella pubblicazione dei bandi HEMS nel nostro Paese, quell’agognato debutto nel mercato dell’Elisoccorso resterà impantanato nei ben noti limiti relativi alla certificazione FAR 27 dell’aeromobile.
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