MasterChef, l'elicottero e il product placement (mancato o voluto?)

I tre protagonisti dello show di Sky sono arrivati a bordo di un Agusta A109A II. Una scelta di brand awareness azzeccata, nella patria della pubblicità indiretta

di Nicola Zamperini

MasterChef è un successo. Masterchef è uno show che si sa reinventare, Masterchef è una fonte inesauribile (e dalla visibilità indiscutibile) di idee per il product placement della vecchia e nuova scuola. Ma a noi i manicaretti degli aspiranti chef e le prodezze di Carlo Cracco, Joe Bastianich e Bruno Barbieri, quest'anno anche della new entry pluristellata Antonino Cannavacciuolo,in questa sede interessano meno.

A noi interessano gli elicotteri.

A noi interessa come l'industria degli elicotteri riesce a raccontarsi. Come riesce a comunicare.

Chi ha assistito alla prima puntata dello show targato Sky avrà notato che i quattro veri protagonisti di Masterchef, i giudici, hanno aperto la quinta edizione arrivando a bordo di un Agusta A109A II marche I-ANIA. È stata una scelta di sicuro impatto visivo, che ha rafforzato l'immagine eterea di quattro giudici che impiegano il mezzo più Executive che c'è per raggiungere gli aspiranti chef e il pubblico dello show.

Usare quel bel bimotore bianco, probabilmente un mezzo privato con tanto di bandiera dell'Europa a 12 stelle sulla sezione di coda, è stata un'idea brillante per tanti motivi. E l'esecuzione è stata perfetta, come dimostra la scelta di riprendere i quattro all'interno della cabina dell'elicottero.

Masterchef è uno show che non fa granché per dissimulare il product placement ma che, anzi, ne ha fatto un leitmotiv che a tratti ne detta il filo narrativo.

Noi speriamo che quella dell'elicottero sia stata un'idea di qualche azienda e non una scelta della produzione.

Speriamo che appartenga all'industria italiana, che per una volta potrebbe aver azzeccato una scelta sulla brand awareness nel momento, nel posto e nel mezzo ideale.

Per un attimo abbiamo pure sperato che ci fosse di mezzo lo zampino di Finmeccanica-AgustaWestland, ma poi ci siamo chiesti perché mai da Samarate avrebbero dovuto scegliere proprio un A109 ultratrentennale (da una rapida ricerca risulta immatricolato nel 1984), valido e bello, ma pur sempre brandizzato con il vecchio naming pre-Westland.

Sì, per un attimo, abbiamo sperato che l'industria degli elicotteri italiana avesse avuto una brillante idea.

Magari è andata davvero così, chissà. Ma siamo sicuri che arriverà qualcuno a confermarlo?

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