Ripercorriamo tutte le tappe della storia dell'aeromobile, dal lancio ufficiale al terribile incidente a Vercelli
Il tiltrotor Finmeccanica-AgustaWestland AW609 è stato sicuramente uno dei protagonisti dell'ultimo biennio dell'ala rotante. Il convertiplano della casa anglo-italiana ha destato grande interesse ? leggi
Le ultime rivelazioni sull'incidente di Londra del 2013
La vedova del comandante Barnes ha testimoniato al processo per lo schianto dell'elicottero Agusta A109 a Vauhxall: "Mio marito subì pressioni per volare nonostante il maltempo"
Il pilota dell'elicotteroAgusta A109 precipitato nel gennaio 2013 a Londra fu al centro di “pressioni da parte del cliente per volare nonostante il maltempo”. La rivelazione è arrivata in questi giorni dalla vedova del comandante Peter Barnes, il pilota che era ai comandi del bimotore nel disastro di Vauxhall del 2013 quando l'elicottero (impegnato in un trasporto VIP) precipitò in pieno centro dopo essersi schiantato su un grattacielo provocando due morti e 12 feriti.
La vedova Barnes ha sottolineato come il marito, pilota considerato di grande esperienza nel Regno Unito, sentiva di essere sotto pressione per continuare il volo programmato nella mattina del 16 gennaio 2013 nonostante la fitta nebbia che avvolgeva Londra e le sfavorevoli previsioni meteo.
Barnes si era detto “preoccupato” per il volo di quel giorno, soprattutto per la scarsa visibilità su Londra.
INCIDENTI ELICOTTERI, IL CASO DI LONDRA DEL 2013
Le circostanze descritte dalla moglie di Barnes vanno a completare il quadro degli sms scambiati dal pilota con il cliente (il Marchese di Milford Haven, cugino della Regina Elisabetta) che terminavano con l'assicurazione di Barnes ad essere determinato ad atterrare “anche in un campo” se necessario.
In quel campo, però, Barnes non ci arriverà mai.
L’elicottero era decollato dall’aerodromo di Redhill, nel Surrey, con destinazione Elstree, nell’Herfordshire (appena fuori Londra). Il pilota, il 50enne Peter Barnes, era incaricato del trasporto di un uomo d’affari dall’elisuperficie di Elstree ad un’altra destinazione nel nord dell'Inghilterra.
A causa delle avverse condizioni meteo, Barnes (seppur riluttante, come si apprende dai messaggi inviati dal suo cellulare al cliente in attesa a Elstree), aveva deciso di invertire la rotta nel tentativo di atterrare al London Heliport, nella zona di Battersea.
L’impatto è avvenuto alle 07:59, l'ora esatta in cui il bimotore ha centrato uno dei bracci della gru ad un’altezza di circa 213 metri sul livello del mare. Nell’incidente sono morti il pilota e il 30enne Matthew Wood, colpito al suolo dai rottami dell’aeromobile.
LONDRA 2013, UN DISASTRO EVITABILE?
Secondo le investigazioni condotte dall’AAIB, la Civil Aviation Authority (CAA) era stata avvertita già nel 2009 dei rischi per i piloti causati dall’attraversamento a bassa quota del South Bank di Londra. L’operatore del London Heliport (destinazione finale dell’elicottero), si legge nel rapporto ufficiale, aveva infatti segnalato l’impossibilità per i piloti, a causa del complesso ambiente urbano, di rispettare fino in fondo le norme di sicurezza, che sanciscono l’obbligo di mantenere una distanza di almeno 500 piedi (circa 152 metri) dagli edifici circostanti.
In situazioni di scarsa visibilità, all’epoca dei fatti, i piloti erano chiamati ad un rischioso – ma autorizzato - slalom tra le rive del Tamigi ad un’altitudine non inferiore ai 1.300 piedi: secondo gli analisti locali si trattava di una missione impossibile, che non consentiva di restare a distanza di sicurezza dagli edifici.
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