Catania e l'elisuperficie che (non) c'era

Catania e l'elisuperficie che (non) c'era

Nel capoluogo etneo gli elicotteri non operano in notturna e nessuno sembra sapere perché: ecco cosa abbiamo scoperto

di Nicola Zamperini

"A Catania gli elicotteri non volano di notte". L'operatività notturna delle elisuperfici del capoluogo etneo è un caso. La frase che riportiamo è di Lucia Borsellino: una dichiarazione che l'assessore alla Sanità della Regione Sicilia ha rilasciato all'indomani delle polemiche per la morte della piccola Nicole.

Abbiamo verificato le parole dell'assessore della giunta di Rosario Crocetta sul sito dell'ENAC. Non ci sono sorprese: l'elisuperficie dell'ospedale Cannizzaro, in effetti, è certificata come operativa tutti i giorni dall'alba al tramonto.

Ma non è sempre stato così. Andiamo per ordine. La nuova Unità Spinale Unipolare, fiore all'occhiello dell'offerta di servizi sanitari dell'ospedale Cannizzaro, è stata costruita proprio accanto all'elisuperficie. A quanto ci risulta, però, quella piazzola ha mantenuto operatività H24 per tutta la durata dei lavori, anche in presenza di una gru.

Finiti i lavori, è finito sorprendentemente l'H24. L'operatività notturna dell'eliporto sarebbe stata interrotta infatti a partire dal 25 ottobre 2010 con data effettiva febbraio 2011, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle modifiche alle linee guida sul servizio di urgenza-emergenza sanitaria regionale che prevedevano l'operatività esclusivamente nelle effemeridi.

Altro punto oscuro: sul sito dell'ENAC appare chiaro che almeno un'alternativa al Cannizzaro, a Catania, c'era: la piazzola H24 del Policlinico. L'elisuperficie “Gaspare Rodoligo” - i dati sono dell'Ente nazionale per l'Aviazione civile – risulta autorizzata all'operatività notturna e sarebbe attiva dal 12 giugno 2014. Ma, forse per un refuso, forse per una curiosa coincidenza, non ha un gestore. Ci spieghiamo meglio: la data di inizio gestione dell'elisuperficie inizierà per l'ENAC solo il 16 giugno 2017, cinque giorni dopo la scadenza dell'autorizzazione.

Una verità c'è: l'elisuperficie del Policlinico è certificata, ma non è attiva. Salvatore Mallia, segnalato (erroneamente) sul sito dell'ENAC come gestore, ci ha confermato di aver esclusivamente accompagnato l'elisuperficie fino al raggiungimento della certificazione. La piazzola è oggi chiusa ed così perché è inaccessibile: è in posizione sopraelevata e l'unico punto di accesso passa attraverso un cantiere aperto. Tutti, a Catania, sanno di che parliamo: quel cantiere è il monoblocco che ospiterà il nuovo Pronto soccorso del Policlinico.

Se non è possibile salire e scendere, l'elisuperficie resta chiusa e niente Elisoccorso, niente antincendio, niente elicotteri.

Lo abbiamo detto giorni fa, lo ribadiamo: le norme per fa fronte alla carenza di basi H24, in Sicilia come nel resto d'Italia, esiste ed è in vigore da alcuni mesi. Basterebbe applicare e rendere operativo il regolamento comunitario 965/2012 e attivare una serie di aree che non sono basi HEMS ma possono essere utilizzate dagli elicotteri, come i campi sportivi.

Abbiamo provato a chiedere il parere dell'ENAC, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta.

Ha ragione l'assessore Lucia Borsellino a dire che a Catania, di notte, è meglio non farsi male?

Perché non viene usata, in casi di emergenza sanitaria, la pista dell'aeroporto internazionale di Catania, attivo anch'esso 24 ore al giorno?

Non si tratterebbe né di una particolarità né di un caso unico, è una procedura che viene applicata già in altre regioni italiane. Tutti gli aeroporti, compreso quello di Catania, sono aeronauticamente compatibili alle normali operazioni di volo. Gli scali aeroportuali non fanno differenza tra un elicottero HEMS o altro velivolo: la priorità di rilascio della prenotazione degli stand, inoltre, è per legge sempre destinata ai velivoli di emergenza. Non basta, come motivazione? Aggiungiamo un altro dettaglio: l'aeroporto di Catania è anche base del servizio SAR del nucleo aereo della Guardia Costiera.

Insomma, a Catania non si vola di notte, l'abbiamo capito. Ma volendo, e questo lo abbiamo appena scoperto, si può decollare e atterrare. Basta capire come e dove e, in alcuni casi, quando. 

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