Bell Helicopter non potrà usare il (vecchio) carrello a pattini sul B429

La decisione di un tribunale statunitense su una disputa che va avanti da 7 anni: "Quel sistema è brevettato da Airbus". Ma la casa texana aveva già accantonato il progetto originale

Il carrello a pattini dell'elicottero Bell 429 non potrà essere utilizzato in futuro dalla casa texana. La vicenda risale al 2008 e negli ultimi sette anni si è trasformata in una battaglia legale tra Bell Helicopter e Airbus. L'ultima novità risale ai giorni scorsi, quando un tribunale statunitense ha deciso in favore del costruttore europeo.

In sostanza, secondo quanto decretato dal giudice americano, il carrello a pattini "a slitta" inizialmente impiegato sul Bell 429 (non più in uso e mai entrato in commercio) era stato già brevettato da Airbus per l'EC120 e l'EC130 e, di conseguenza, non può essere implementato sul bimotore medio del costruttore texano.

Si tratta della seconda sentenza simile in Nord America: già nel 2012 la Corte federale canadese era giunta alle stesse conclusioni, sottolineando tuttavia come il carrello modificato adottato in seguito da Bell Helicopter sul B429 e tuttora in uso (foto in basso) sia in piena regola. Lo stesso parere è stato inoltre espresso a fine 2012 da un tribunale francese.

BELL 429: IL CARRELLO DELLA DISCORDIA

Il giudice Robert L. Wilkins, nella sentenza emessa il 27 gennaio, ha comunque espresso il suo parere negativo in merito ad un ipotetico passo indietro della Bell. Il carrello "a slitta" (o "a baffo") inizialmente testato sul B429 è infatti di peso inferiore al sistema in produzione di serie, motivo che ha spinto il giudice a emettere un'ingiunzione permanente vietando alla casa americana di adottare in futuro la soluzione brevettata dal rivale europeo.

"Nonostante i vertici della Bell abbiano affermato di non voler utilizzare il carrello originario in futuro, questa Corte non è convinta di poter fare affidamento su tale rappresentazione - scrive il giudice nella sentenza -. In più, anche se Bell Helicopter decidesse di adottare volontariamente un altro tipo di carrello, avrebbe comunque violato le sue stesse policy in materia di rispetto dei diritti intellettuali".

Il brevetto di cui si parla nella sentenza è relativo al carrello a pattini impiegato sugli elicotteri monomotore EC120 (foto in basso) e EC130. Sviluppato a partire dalla metà degli anni '90 (e brevettato in Francia, Canada e Stati Uniti dall'allora Eurocopter), è caratterizzato dal peso contenuto e dalla elevata resistenza alla risonanza al suolo.

BELL 429: QUESTIONE DI PESO

Nel 2003, secondo la ricostruzione del giudice Wilkins, Bell avrebbe affittato in leasing un EC120. Mesi dopo, la casa texana avrebbe quindi deciso di adottare un sistema analogo come base per lo sviluppo del 429 (foto in basso, di Mike Reyno). La tesi è rafforzata dalla presentazione, avvenuta all'HAI Heli Expo 2008, di una relazione tecnica sul design del carrello che sarebbe stato illustrato come un progetto sviluppato da Bell Helicopter.

L'adozione del carrello brevettato da Airbus avrebbe quindi favorito l'accelerazione del programma di sviluppo del Bell 429 permettendone l'ingresso in servizio anticipato e mettendo a rischio le quote di mercato degli elicotteri bimotore EC135 e EC145.

A richiedere l'ingiunzione permanente è stata Airbus Helicopters, che ha utilizzato come argomento la ben nota questione della certificazione del peso massimo al decollo del Bell 429. Dopo il no della FAA all'aumento di peso da 7,000 a 7,500 libbre - secondo la tesi del costruttore europeo - Bell sarebbe di conseguenza "incentivata" a riesumare il carrello a pattini (risparmio in termini di peso: 10-20 libbre, tra i 4 kg e mezzo e i 9) per limare al massimo i pesi.

Pochi chilogrammi: una differenza "marginale" secondo Bell Helicopter, che in una nota ha anche ribadito come il carrello attualmente offerto sia pienamente in regola.

Ma in un'industria come quella degli elicotteri, in cui ogni grammo non solo conta ma spesso fa la differenza - soprattutto se i 226 kg di peso certificato in più possono essere vitali per i provider - Airbus ha quindi deciso di andare a fondo e proteggere la sua proprietà intellettuale. 

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