Il nostro magazine spegne la prima candelina. Per l'occasione, ripercorriamo insieme le tappe di questi ultimi 12 mesi
Gli anni passano per tutti. Anche per Helipress, che arriva al traguardo della prima candelina. In questi 12 mesi, abbiamo cercato di raccontarvi nel migliore dei modi il mondo degli elicotteri, sia ? leggi
Dai fiordi al longline fino alla notorietà internazionale e al successo sui social media: ecco la storia di Tom Andreas Østrem
di Nicola Zamperini
Più di 9mila follower su Instagram, per un pilota di elicotteri, sono un risultato mediatico da non sottovalutare. Tom Andreas Østrem è ormai diventato una specie di celebrità tra gli appassionati di volo in elicottero e lo ha fatto contando solo sul suo lavoro, sul suo occhio e su una macchina fotografica.
Due mesi fa ha portato a casa il prestigioso titolo di fotografo dell'anno di Vertical Magazine ma non chiamatelo professionista: “Al massimo sono un amatore autodidatta, non avevo idea di poter avere un simile successo online”. Tomas, 31 anni, lavora per uno dei principali provider norvegesi, impegnato tra le altre cose anche nel trasporto di carichi pesanti. Non stupisce, quindi, che tra i suoi scatti migliori (che vedete in pagina e nella photogallery, tutti disponibili in alta risoluzione sul blog di Tom) ci siano i famosi fiordi e i panorami mozzafiato della Scandinavia.
Abbiamo parlato con lui per capire come nasce la sua passione per il volo e per i social media.
Nella fotogallery: Tom Andreas Østrem: gli scatti dal blog
Tom, partiamo da te: chi sei e cosa fai?
“Attualmente volo con un AS350 della compagnia Airlift AS. La nostra flotta conta su 13 elicotteri AS350 B3 e 2 AS350B2 e un AS332C impiegato per i trasporti pesanti e con funzioni Limited SAR. La base in cui lavoro è letteralmente incastonata tra i fiordi e le montagne, nella parte occidentale della Norvegia. Sono panorami che non stancano mai, anche per chi è abituato a volarci tutti i giorni. Per capirlo basta un esempio: una delle traiettorie di avvicinamento alla base prevede la discesa attraverso tre grandi cascate. Posso ritenermi fortunato, insomma.”.
Che tipi di lavoro aereo svolgete?
“La Norvegia ha una vasta rete idroelettrica e molte delle centrali si trovano in posti inaccessibili. Molte delle nostre operazioni sono quindi rivolte al supporto delle centrali ma le nostre missioni spaziano dal monitoraggio della neve al trasporto di cemento per le dighe. Negli ultimi anni il nostro core business è stato comunque relativo alla costruzione delle linee elettriche”.
In un ambiente complesso come quello norvegese, l'elicottero fa la differenza.
“Assolutamente. Qui l'ala rotante gioca un ruolo decisivo e gli aeromobili sono impiegati in ogni step del processo costruttivo delle centrali idroelettriche, dalla costruzione delle torri fino al tiraggio dei cavi pilota”.
Quale tipo di operazione preferisci?
“Il trasporto in longline, senza dubbio”.
Come è iniziata la tua carriera di pilota?
“Credo come quella di ogni altro: con un sogno di bambino. A differenza degli altri ragazzini che crescono e finiscono per fare altri lavori, io sono uno di quelli che ha deciso di restare aggrappato al mio sogno di volare in elicottero. Ho completato il mio addestramento qui in Norvegia, soprattutto per accumulare più contatti possibile, poi ho avuto molta fortuna”.
E sei diventato loadmaster, una bella responsabilità.
“Soprattutto una grande opportunità e unico punto di partenza possibile in questo settore in Norvegia. Credo che la maggior parte dei piloti qui abbia passato 3-5 anni al gancio baricentrico e alla gestione del carburante prima di trovare lavoro sul sedile giusto. Intendo quello di destra, naturalmente (quello del comandante, ndr). La nostra compagnia assume esclusivamente dal suo bacino di apprendisti, che funziona come una sorta di successione: ci sono prima di tutti i senior loadmaster e quando si apre una posizione, viene promosso il primo in linea”.
Qual è il tuo elicottero preferito?
“Questa è difficile. Direi l'AS365 Dauphin, basandomi solo sull'aspetto. Detto questo, l'intera linea di AgustaWestland è piena di macchine davvero interessanti, ma mi baso anche in questo caso esclusivamente sul look. Se dovessi sceglierne uno tra quelli in cui ho volato, direi l'AS350: non mi ha mai deluso, è un elicottero davvero versatile”.
Com'è lavorare in elicottero in Norvegia?
“Non ho mai volato in altre parti del mondo, quindi è impossibile dire se ci sono differenze con il resto del mondo. Ma una cosa è sicura: le condizioni meteo, qui, possono davvero metterti alla prova come professionista e come uomo”.
Siete abituati a lavorare in condizioni climatiche limite.
“Le operazioni invernali possono diventare complicate in un attimo. La vetta più alta della Norvegia, il Glittertind, è di soli 2.465 metri, quindi il problema delle alte quote non esiste realmente, ma le montagne sono comunque una presenza costante e i venti sono spesso insidiosi”.
Sei molto attivo sui social media. Sono utili per sottolineare l'importanza del lavoro aereo?
“Molte persone non sono a conoscenza di quanto lavoro dietro le quinte c'è per costruire e mantenere infrastrutture fondamentali per la collettività, come le centrali elettriche. Molti dei progetti di lavoro aereo si svolgono in zone remote, lontano dagli occhi del pubblico. L'aviazione fortunatamente è sempre molto popolare e permettere al grande pubblico di vedere quello che facciamo e condividere la nostra passione è importante anche solo per sottolineare la versatilità di queste incredibili macchine. Informare può essere utile anc he per ispirare le future generazioni di piloti di elicotteri e assicurare un bacino di reclutamento sempre vivo per l'industria”.
Qual è il tuo sogno come pilota?
“Nell'industria ci sono molte aree che vorrei esplorare. Volare offshore in macchine complesse è senza dubbio sulla mia lista dei desideri, così come l'Elisoccorso. Ma ora sono soddisfatto e appagato con il mio lavoro e non vedo proprio perché cambiare: il mio sogno lo sto già vivendo”.
Bimotore o monomotore?
“Entrambi. Sostituire l'AS350 o un elicottero equivalente con un bimotore per le operazioni in longline non è un'opzione realistica al momento, a meno di sconvolgimenti da parte delle autorità internazionali. Mi piacerebbe tuttavia vedere regolamenti più stringenti per alcuni tipi di operazioni, in particolare nel trasporto passeggeri, dovrebbero essere condotte con aeromobili bimotore.
Qual è il futuro del lavoro aereo?
“Mettendo da parte le prospettive a lungo termine per i droni, mi piacerebbe vedere i piloti di operazioni in longline inseriti nei progetti futuri dei costruttori internazionali. Pilotare un AS350 o modelli comparabili con migliore visibilità verso il basso e un display head-down sarebbe senza dubbio una cosa gradita per chi lavora in longline”.
La sicurezza, per voi, è davvero una questione quotidiana.
“Migliorare il livello di sicurezza nell'industria resta l'obiettivo principale di tutti, operatori e istituzioni. L'implementazione dell'SMS e del risk management porterà la sicurezza a un livello superiore, ma creare una cultura della sicurezza tra i piloti, aiutandoli a prendere decisioni sicure per loro e per gli altri. Siamo professionisti e dobbiamo comportarci come tali, non siamo teenagers che testano una Ferrari. Sono fortunato ad avere un datore di lavoro che si fida di me e delle mie valutazioni. Ho ricevuto più volte elogi per aver rifiutato una missione che ritenevo poco sicura: in questo modo sento di aver contribuito a fare il mio lavoro in sicurezza e senza pressioni”.
Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di Helipress iscriviti alla nostra newsletter