AgustaWestland Family, tutto sulla linea della casa anglo italiana
Un esempio di concetto preso in prestito dal settore automobilistico e applicato con successo agli elicotteri: ecco come AW139, AW169 e AW189 sono diventati parte di una famiglia
"Diverse capacità, un solo DNA": uno slogan che racchiude gran parte dello spirito alla base del concetto di Family introdotto dalla controllata Finmeccanica. Presentata ufficialmente al Farnborough ? leggi
"Helitech International, un grande show internazionale dedicato all'elicottero civile"
Scatta il conto alla rovescia per l'expo, quest'anno ospitato nel Centro congressi RAI di Amsterdam: Helipress a colloquio con il presidente dell'EHA Vittorio Morassi
A meno di due settimane dall’inizio di Helitech International 2014, l’industria elicotteristica europea e mondiale si prepara ad un nuovo, importante appuntamento. I più informati sapranno che la manifestazione, giunta al secondo anno nel format attuale, è organizzata in collaborazione con l’EHA (European Helicopter Association). Anche a chi non ha dimestichezza con il mondo dell’ala rotante europeo ed italiano, interesserà sapere che questa Associazione che punta a dar "voce" all’industria europea è presieduta da un italiano: Vittorio Morassi.
L’Ing. Morassi, ex colonnello dell’Aeronautica Militare, è oggi presidente di Helicopters Italia, di Air Corporate ed AD di Aersud Elicotteri S.r.l., oltre a presiedere il National Helicopter Associations Committee (NHAC). Curriculum a parte, l’Ing. Morassi è un profondo conoscitore dell’industria aeronautica: abbiamo parlato con lui dell’appuntamento di Amsterdam e, soprattutto, delle sfide che l’industria sarà chiamata ad affrontare nei prossimi mesi.
Ing. Morassi, il mercato dell’ala rotante è in crescita: che importanza rivestono per l’Industria i grandi Expo internazionali?
"Gli Expo sono senza dubbio un biglietto da visita della "comunità" dell’ala rotante. Negli ultimi anni, tuttavia, sono nati alcuni problemi in relazione a questi grandi eventi. Pensiamo a Le Bourget o a Farnborough: per l’ala rotante è diventato sempre più difficile trovare uno spazio adeguato tra i grandi “liners” ad ala fissa, allo spazio ed al sempre più presente settore militare".
È un problema di visibilità.
"Esatto. Se torniamo indietro di venti anni, scopriamo che negli anni ’90 Eurocopter, ad esempio, disponeva di uno chalet fronte pista a Le Bourget e la presenza dell’ala rotante e del settore elicotteristico civile in generale era piuttosto importante. Oggi l’elicottero è di fatto “confinato” in aree marginali spesso poco accessibili a visitatori ed ospiti, lontano dal “cuore” dello show. È un’evoluzione che non dipende dalla cattiva volontà dei costruttori, ma determinata spesso dell’accorpamento delle aziende elicotteristiche nei principali gruppi aerospaziali. Il vantaggio è che l’elicottero può beneficiare delle più avanzate tecnologie e di economie di scala ma, per contro, nei grandi eventi passa, in secondo piano".
A Londra, però, AgustaWestland era presente in maniera piuttosto robusta.
"Non ho potuto essere presente a questa manifestazione. Mi è stato detto che Finmeccanica era presente in modo massiccio. Anche Eurocopter, che è diventato una Divisione di Airbus ed ha cambiato nome in Airbus Helicopters era presente, ma l’ala fissa era largamente predominante".
Cosa rappresenta l’Helitech International per l’EHA?
"Uno dei principali obiettivi di EHA è quello di affermare la specificità dell’elicottero e l’importanza dei servizi vitali che esso rende alla comunità. Uno show di livello internazionale rappresenta uno “piazza” importante per lo svolgimento dei business relativi al nostro settore e dall’altro un’ampia vetrina per rendere l’elicottero ed i sui molteplici impieghi più visibili e conosciuti dalle Autorità e dal grande pubblico. Il nostro riferimento è l’Heli-Expo, organizzato dall’HAI, l’equivalente statunitense dell’EHA. Questa manifestazione da sola garantisce un peso e un’importanza all’industria elicotteristica nei confronti del grande pubblico e delle Autorità di gran lunga più rilevante di quello che gli eventi europei riescono a realizzare".
L’obiettivo di Helitech International è quindi diventare un “Heli Expo europeo”?
"La strada è ancora lunga. Vede, lo scorso anno, quando è stato lanciato Helitech International, ci siamo necessariamente appoggiati ad un evento già esistente: l’Helitech, organizzato da Reed Exibitions, uno dei leader mondiali per manifestazioni di questo genere. L’anno scorso a Londra abbiamo avuto una partecipazione assai elevata da diversi paesi extraeuropei; quest’anno ci auguriamo di confermare, ad Amsterdam, i risultati raggiunti. Negli USA, l’Heli-Expo viene organizzato direttamente dall’HAI con un proprio staff che conta decine di persone. Al momento è ovviamente impossibile paragonare le nostre organizzazioni e le relative manifestazioni, soprattutto in termini di partecipazione, ma sono confidente che “l’appeal” europeo potrà aiutarci a colmare queste differenze in un prossimo futuro".
L’industria europea può attrarre di più degli Stati Uniti, insomma.
"Bisogna innanzi di tutto considerare che gli USA sono un mercato molto importante per i maggiori Costruttori e resteranno, anche in futuro, una “location” strategica per gli affari. In USA i Costruttori presentano le più importanti novità, ma il nostro “sogno” è che un domani questi eventi possano aver luogo in Europa. L’EU può avere il posto che le spetta, essendo stata la culla dell’ala rotante e sede oggi dei due maggiori Costruttori mondiali (AgustaWestland and Airbus Helicopters). Molti Paesi del Medio ed Estremo oriente così come nazioni emergenti guardano all’Europa, ai suoi regolamenti etc. e non c’è motivo perché il nostro Continente non possa diventare il punto di riferimento mondiale per l’elicottero".
Helitech International 2014 sarà ad Amsterdam, Airmed è stato un successo a Roma. A quando un grande Airshow in Italia?
"Il discorso è complesso. Quando abbiamo avviato l’indagine per capire dove sarebbe stato possibile organizzare l’Expo, la scelta era stata di tenere l’Helitech International con cadenza annuale, un anno nel Regno Unito ed il successivo in una città in Europa nell’anno successivo. Abbiamo quindi guardato a città che disponessero di infrastrutture adeguate alle diverse necessità degli espositori, che fossero connesse con un adeguato sistema di trasporti e che rendessero possibili le dimostrazioni in volo, un punto sul quale i costruttori hanno insistito particolarmente".
Insomma, il cerchio delle ricerche alla fine si è stretto su Amsterdam.
"Quando si considerano tutti questi fattori, in Europa non è semplice trovare locations adeguate, disponibilità nel periodo richiesto dall’industria e soprattutto ottenere le necessarie autorizzazioni al volo. La scelta è quindi caduta su Amsterdam dopo un’attenta valutazione che ha interessato altre città come Amburgo, Madrid, Berlino e altre ancora. In Italia abbiamo considerato Milano, Venezia e Roma ma, per motivi diversi, nessuna delle tre presentava i requisiti richiesti. In ogni caso non è escluso che in futuro possano realizzarsi le condizioni necessarie per ospitare in Italia questo evento".
Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di Helipress iscriviti alla nostra newsletter