La Marina tedesca mette a terra la flotta di elicotteri Sea Lynx -VIDEO

Metà degli aeromobili della componente navale della Bundeswehr bloccati per motivi di sicurezza: crepe sulla sezione posteriore della fusoliera di un mezzo impegnato nel contrasto alla pirateria

Una crepa di 20 centimetri costringe a terra mezza flotta di elicotteri della Marina Militare tedesca. A confermare l’indiscrezione, apparsa ieri sulle pagine del quotidiano Süddeutsche Zeitung, è stata la stessa componente navale della Bundeswehr. Le operazioni di 22 elicotteri Sea Lynx Mk88A sono state bloccate a causa di una fessura rintracciata nel giugno scorso su un aeromobile imbarcato sulla fregata Lübeck (matricola F214), impegnata nel pattugliamento anti pirateria nel Corno d'Africa.

Ulteriori controlli approfonditi sugli altri elicotteri dello stesso tipo hanno quindi spinto la Difesa tedesca a mettere a terra tutta la flotta. “Confermo che 22 aeromobili della Marina non sono attualmente in servizio – ha dichiarato il portavoce del ministro della Difesa Jens Flosdorff -. Si tratta di una misura precauzionale, il problema è per noi una priorità assoluta”.

Nel video: Operazione "Atlanta": i Sea Lynx tedeschi in azione

I SEA LYNX TEDESCHI FERMI FINO AL 2015

Non è chiaro, al momento, se le crepe siano state provocate da corrosione o da danneggiamento per fatica del metallo. Quel che è certo è che una fessura di 22 cm di lunghezza è stata riscontrata nei pressi del rotore di coda di un elicottero ispezionato a inizio estate. La Bundeswehr ha comunicato di essere in contatto con AgustaWestland e Airbus (che a fine anni ’90 ha siglato un accordo per il retrofit e il supporto dei Sea Lynx Mk88A) per trovare una rapida soluzione al problema.

A Bonn c’è fiducia sulle possibilità di rientro in servizio dei Lynx nelle prime settimane del 2015. Si tratta di uno stop piuttosto imbarazzante per la Marina tedesca, che vede praticamente dimezzata la sua capacità di proiezione dal mare con elicotteri: dei 43 aeromobili attualmente nei ranghi della Marine ben 22 resteranno negli hangar per almeno tre mesi.

La partecipazione alla missione antipirateria Atalanta della UE, ha sottolineato la Difesa tedesca, non sarebbe tuttavia a rischio. Da Bonn la palla è però passata agli altri partner della missione, tra cui Italia, Francia e Regno Unito, su cui graverà il compito di coprire il buco lasciato dagli aeromobili tedeschi. 

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