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HMS Queen Elizabeth, pronta al varo la nuova portaerei britannica -FOTO
Spazio agli elicotteri sul nuovo gioiello della Royal Navy: sul ponte potranno operare fino a 10 aeromobili contemporaneamente e gli hangar potranno accogliere fino a due CH-47 Chinook
La portaereiHMSQueenElizabeth è pronta al varo. La nuova nave, orgoglio della Marina britannica, si trova attualmente nelle fasi finali di costruzione nel cantiere navale di Rosyth, in Scozia, che nei giorni scorsi ha aperto le porte alla stampa per un tour pre-inaugurale.
L’interesse del pubblico internazionale è ovviamente ai massimi. Si tratta, del resto, di uno dei progetti più importanti della storia del Regno Unito: la nuova portaerei, con funzione anche di portaelicotteri, sarà “battezzata” nelle prossime settimane dalla Regina Elisabetta II, mentre per l’ingresso in servizio a pieno regime operativo bisognerà aspettare il 2017. Nei tre anni successivi sarà poi la volta della nave gemella Prince of Wales.
Nel video: Viaggio nella HMS Queen Elizabeth
Le immagini che vi proponiamo sono le più recenti del nuovo gioiello dell’ingegneria navale inglese. La HMS Queen Elizabeth è lunga 280 metri (praticamente quanto il Parlamento britannico) e i suoi ponti coprono una superficie di 16mila metri quadri. Due gigantesche eliche da 33 tonnellate (alte quasi quanto due autobus a due piani) permetteranno alla nave di raggiungere i 25 nodi (46 km/h) con un’autonomia di oltre 19mila chilometri. Potrà imbarcare fino a 40 aeromobili e accoglierà a bordo 1.600 persone.
La configurazione della Queen Elizabeth la rende una portaerei unica nel suo genere. A differenza della maggior parte delle sue rivali internazionali, infatti, non è dotata di catapulte e cavi d’arresto per l’appontaggio degli aerei. Dopo un frettoloso cambio in corsa nel 2012 (non esente da polemiche per l’innalzamento dei costi), il Ministero della Difesa inglese ha infatti scelto di dedicare i ponti della Queen Elizabeth esclusivamente alle operazioni VTOL (decollo e atterraggio verticale), di cui il nuovo F-35B costituirà la punta di diamante.
Non mancheranno gli elicotteri, che continueranno ad essere uno dei nuclei vitali della forza di proiezione dal mare britannica. In configurazione standard, sulla HMS Queen Elizabeth saranno imbarcati quattro elicotteri Merlin MH1 (il nome adottato dagli AgustaWestland AW101 inglesi). Sono però previste ulteriori “pacchetti”, tra cui il Maritime Force Protection package (nove Merlin HM2 con funzione antisommergibile e 4-5 Merlin Crowsnest con capacità airborne early warning) e il Littoral Manoeuvre package, che consentirà un mix interforze composto dai Chinook della RAF, dagli Apache dell’Esercito e dai Merlin HC4 e Wildcat HM2 della Royal Navy.
In tutto, sono previsti sei punti di atterraggio, ma il ponte della Queen Elizabeth potrà garantire le operazioni contemporanee per un massimo di dieci elicotteri. Gli hangar, inoltre, sono stati progettati per accogliere fino a due CH-47 Chinook in configurazione “fuori tutto”, senza quindi il bisogno di installare pale del rotore pieghevoli.
LO SPETTRO DEI TAGLI ALLA DIFESA
Se la Queen Elizabeth è ormai prossima a solcare le acque di Sua Maestà, la scure dei tagli già incombe sulla nave gemella Prince of Wales. La portaerei (che raccoglie l’eredità della corazzata affondata dagli aerosiluranti giapponesi nel 1941) è infatti finita nel mirino della spending review e non è escluso un clamoroso dietrofront del programma.
I costi di realizzazione delle due navi (costruite da BAE Systems Surface Ships, Thales Group e Babcock Marine) sono infatti lievitati nel tempo fino a 5,3 miliardi di sterline, ben 2 miliardi in più rispetto al budget previsto per il programma. Il prossimo Strategic Defence Review, destinato a uscire dai corridoi di Whitehall entro la fine dell’anno, sarà quindi decisivo per capire se il Regno Unito avrà bisogno di vendere la Prince Of Wales per fare cassa.
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