L'AW169 e il nuovo modo di fare Elisoccorso

L'AW169 e il nuovo modo di fare Elisoccorso

Il bimotore intermedio di Finmeccanica Helicopter, le sue tecnologie e l'importanza delle evoluzioni future: ecco perché può essere un'eccellenza da esportare in tutto il mondo

di Nicola Zamperini

Lo scorso 2 dicembre 2015 è stata una giornata importante per l'industria italiana. Una giornata storica. In quell'occasione i vertici dell'allora AgustaWestland, capeggiati da Daniele Romiti, annunciavano l'accordo per la vendita di 3 elicotteri AW169 con uno dei provider di Elisoccorso più qualificati al mondo, la svizzera Rega. Non si è trattato del classico affare con stretta di mano, fotografie e modellini, ma di un passaggio storico.

Addirittura? Si chiamano date periodizzanti, a partire dalle quali il mondo come lo conosciamo cambia aspetto, non è più lo stesso. E dal 2 dicembre 2015 anche l'Elisoccorso non sarà più lo stesso. Lo hanno ricordato gli scorsi giorni lo stesso Daniele Romiti e Stefan Becker, direttore dello sviluppo corporate di Rega, a Louisville in occasione dell’Hai Heli Expo 2016, illustrando i risvolti e i dettagli del deal raggiunto nello scorso dicembre.

AW169: NASCE L'ELISOCCORSO DEL FUTURO

Gli AW169 venduti alla Rega sono stati sviluppati, grazie all'esperienza finora acquisita con prodotti come AW139 e GrandNew, con una piattaforma che permette loro di volare con qualunque condizione meteo. Non solo perché hanno un sistema antighiaccio completo, il cosiddetto FIPS, e già questa è una novità assoluta per elicotteri di quella categoria e di quel peso. Ma anche perché la Rega ha sviluppato e testato insieme al costruttore, e all'Ente svizzero per l'assistenza al volo, un'applicazione che indica la rotta da seguire e che le le capacità elevate sviluppate dall'ex AgustaWestland conducono l'elicottero per mano anche quando non c'è visibilità.

Il tutto quando, a parità di condizioni, nessuno si sognerebbe e potrebbe, legalmente, alzarsi in volo. Un sistema che, attraverso una serie di stazioni meteo di terra (60 in tutto) trasmette i dati direttamente nel cockpit degli aeromobili. Insieme alla rete di rotte ed approcci IFR appositamente studiata ed implementata grazie alla tecnologia a guida satellitare strumentale (in IFR) ad elevata precisione, guida l'aeromobile tra gole e valli di montagna, in percorsi altrimenti difficili - anzi impossibili - e lo conduce così a destinazione attraverso un tunnel virtuale con la massima sicurezza e precisione. Si badi bene: “Strumentale”. In altre parole, il pilota deve solo controllare che tutti i parametri e dati siano corretti.

Nel video: Soccorrere ovunque, con ogni condizione meteo

L'ELISOCCORSO IN OGNI CONDIZIONE METEO

Gli AW169 HEMS così allestiti per la Rega sono macchine formidabili. Consentiranno alla Confederazione elvetica di intervenire per salvare vite in montagna e non solo, in almeno 600 occasioni in più. E in interventi molto spesso concentrati nei mesi invernali con una elevata incidenza, ogni anno. Cioè tutte quelle volte in cui l'elicottero decollava e poi - a causa di condizioni meteo avverse ed in assenza delle minime garantite - era costretto a tornare alla base.

O addirittura non veniva nemmeno chiamato in causa, motivo per il quale venivano e vengono attivate direttamente le autoambulanze, spesso impossibilitate a restare nel range vitale della famosa "golden hour", con irreparabili conseguenze sugli infortunati.

In Italia un sistema del tutto simile è stato realizzato da Regione Piemonte e Toscana grazie alla collaborazione di AgustaWestland, con operatori italiani come AirGreen e Inaer e lo stesso Enav, si chiama PBN (Performance based navigation).

PROCEDURE PBN, ITALIA IN PRIMA LINEA

Il meccanismo è lo stesso, certamente nella filosofia. Si tratta dello sviluppo di una rete di rotte e procedure di approccio per il decollo e l'atterraggio a guida satellitare tra le basi di Elisoccorso, gli ospedali e le principali elisuperfici HEMS della Regione e una piattaforma che garantisca il mantenimento di quelle traiettorie con la massima precisione, anche in assenza del segnale satellitare. Un insieme di fattori che consente di condurre per mano l'elicottero in ogni condizione meteo e lungo sentieri altrimenti non percorribili, anzi neanche lontanamente autorizzati.

Oggi grazie a queste innovazioni il soccorso di emergenza con elicottero cambia radicalmente volto. E lo fa con costi contenuti, soprattutto, se confrontati 'freddamente' con quelli dovuti a degenze prolungate a causa di interventi non tempestivi.

Si potrà intervenire molto di più in inverno, quando le condizioni meteo lo proibivano. E si potrà farlo capillarmente e anche in luoghi remoti estendendo sempre di più le rotte e le procedure di decollo ed atterraggio strumentali a guida satellitare. Con uno strumento che moltiplica i punti in cui le persone possono essere raggiunte, stabilizzate e condotte in salvo.

Immaginate di tracciare una linea che corrisponde al 40° parallelo nord e specularmente al 40° parallelo sud. Al di sopra e al di sotto di questi confini, molto spesso, l'inverno pregiudica gli interventi senza appello. Immaginate ancora tutte quelle nazioni, fuori dalle due linee tracciate, che hanno una configurazione geografica prevalentemente montuosa. Immaginate quanto sia difficile far alzare in volo un elicottero quando il tempo non è clemente e quando il ghiaccio appesantisce le macchine.

LA VIA ITALIANA DELL'ELISOCCORSO DEL FUTURO

La tecnologia che supera queste enormi difficoltà e che permette di salvare molte più vite dall'oggi al domani (ricordate il 2 dicembre 2015?) è nelle nostre mani. Nel senso che è una tecnologia sviluppata dall'Italia, da un pool di aziende italiane, e che in questo momento detengono un monopolio quasi assoluto. Tecnologia che può essere applicata in molti altri ambiti, pensiamo solo ai possibili impieghi nella sicurezza.

Si tratta di un modello esportabile e commercializzabile, le cui opportunità non dovrebbero sfuggire sia al presidente del Consiglio che al CEO di Finmeccanica Mauro Moretti. Stiamo parlando di elicotteri, ma soprattutto di persone che hanno realizzato una tecnologia all’avanguardia su scala globale. È un'eccellenza del sistema Paese e così lo sono tutte le donne e gli uomini che l'hanno sviluppata: ingegneri, tecnici, piloti, soccorritori.

Ci aspettiamo che anche gli altri costruttori, in primis l'altro costruttore europeo, recuperino il gap che li separa da Finmeccanica Helicopters Division. E che tutti possano competere su un mercato che potrebbe, in parte, compensare anche gli squilibri dell'Oil and gas che tanto spaventano l'industria elicotteristica.

E soprattutto perché l'Elisoccorso ha un valore aggiunto inestimabile: salva vite umane.

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