"I paesi come piazzali sterrati, in elicottero sulle aree colpite dal terremoto"

Simone Bottai, Commissario Capo del Corpo Forestale dello Stato e Direttore delle Operazioni volo della flotta aerea del CFS, racconta a Helipress il suo turno sulle aree colpite dal sisma

di Francesco Marino

Arquata del Tronto, dall’elicottero, sembrava un piazzale sterrato”. È questa l'immagine del terremoto in Centro Italia nelle parole del Comandante Simone Bottai, Commissario Capo del Corpo Forestale e Direttore delle Operazioni volo della flotta aerea del CFS.

A lui abbiamo chiesto di raccontarci in esclusiva le operazioni in elicottero sulle aree colpite dal sisma.

Comandante Bottai, quando è cominciata la sua missione sui paesi colpiti dal sisma?

“Sono stato contattato alle 3:45 del 24 agosto per attivare la disponibilità dei mezzi aerei. Abbiamo concordato con la Protezione Civile la flotta a disposizione, composta da 5 AB412 e un NH500, e avvertito tutti gli equipaggi”.

Sono state ore concitate.

“Assolutamente sì, il primo elicottero del Corpo Forestale è decollato da Rieti intorno alle 7:00, appena le condizioni di luce lo hanno consentito, e ha raggiunto Amatrice. Qui, in quelle prime concitate fasi, ha effettuato dei soccorsi, trasportando delle persone che avevano bisogno di cure all’Ospedale dell’Aquila”.

E lei, invece, a che ora è arrivato sul campo?

“Sono arrivato da Roma intorno alle 11:00, per trasportare delle squadre ad Arquata del Tronto. Per tutta la giornata ho volato sulle zone colpite dal sisma. Dopo le prime fasi, abbiamo lavorato soprattutto sul supporto aereo. Ho visto gli elicotteri del 118 e quelli dei Vigili del Fuoco, della Polizia di Stato e della Guardia Costiera. La situazione è stata coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile e dal COAU (Centro Operativo Aereo Unificato, ndr) che ha istituito tramite l’Aeronautica Militare anche il posto radio per il controllo del traffico aereo”.

Nel video: Le immagini di Arquata del Tronto dall'elicottero del Corpo Forestale

Quali sono state le sue sensazioni una volta raggiunte le aree colpite?

“È difficile descriverlo. È una situazione di totale devastazione. Arquata del Tronto, in lontananza, sembrava un piazzale sterrato, il centro di Amatrice era completamente distrutto. La prima cosa che abbiamo visto sono state le case in frantumi. Erano i primi momenti, c’erano tante persone impaurite, molti ci ringraziavano per il nostro lavoro”.

Non è facile operare in questi contesti, immagino.

“Le difficoltà sono state dettate dall’area appenninica impervia, dalla necessità di atterrare in spazi ristretti e individuati sul momento, in situazioni in cui si mostra la capacità operativa e di controllo dell’equipaggio (piloti e specialisti). Gli elicotteri sono atterrati spesso nelle aree limitrofe ai centri abitati colpiti dal sisma con linee elettriche quasi sempre invisibili e nascoste tra gli alberi. La particolarità di quest’area è che è composta da un gran numero di frazioni. Per un soccorritore è difficile individuare le priorità d’intervento”.

Quanto conta l’addestramento in queste situazioni?

“Conta moltissimo. Gli scenari operativi del Corpo Forestale sono rappresentati spesso da aree disastrate o di soccorso alle popolazioni.  L’addestramento va proprio nella direzione di preparare il pilota a questo tipo di attività operative”.

Perché l’elicottero è fondamentale in questo tipo di scenari?

“In questa situazione specifica, ma è una regola che vale anche in generale, l’ala rotante ha permesso di raggiungere luoghi altrimenti irraggiungibili via terra. Nei primi momenti, quelli più difficili e concitati, è stato di fondamentale importanza, tanto che un altro dei nostri elicotteri in campo è stato impiegato per monitorare una delle aree che ancora non erano state raggiunte. In questo scenario, l’AB412 si è confermato particolarmente versatile per il soccorso, con grande capacità di carico e di trasporto, sia di materiali che di personale”.

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