Namasté, Comandante Ranjan Limbu

Il pilota nepalese di 25 anni ha perso la vita insieme ad altre sei persone nell'incidente di un AS350: il ricordo di Helipress e dei nostri lettori

La concentrazione ai comandi, un elicottero in volo, una divisa blu, i gradi da comandante, il ciuffo ribelle, accanto a lui una vecchina nepalese, vestita nel costume tradizionale, le mani giunte nel gesto che laggiù è di saluto ma è anche del tutto simile a una benedizione.

Così a Helipress ricorderemo Ranjan Limbu, giovane pilota morto ieri ai comandi di un Ecureil in un incidente sulle sue montagne insieme ad altre 6 persone. Le montagne più alte e impervie del mondo.

Lo ricorderemo ai comandi dell'elicottero che era la sua passione fin da ragazzino, come ci raccontò in una delle prime interviste che abbiamo realizzato con un pilota. "Facevo un chilometro a piedi tutti i giorni per veder decollare gli elicotteri da una base dell'Esercito". Poi ci parlò dei giorni concitati dopo il devastante terremoto del 25 aprile 2015 in cui persero la vita oltre 10mila persone. Un'esperienza durissima e molto intensa, vissuta tra gli altri anche al fianco della leggenda italiana Maurizio Folini, attorno al campo base del monte Everest.

Amava il suo paese, Ranjan. E lo diceva chiaro e tondo. Un paese ricchissimo in termini di biodiversità, di paesaggi, cultura e ovviamente ricco delle più affascinanti e pericolose montagne del mondo. L'abbiamo considerato una sorta di ambasciatore di una piccola nazione abbarbicata intorno all'Himalaya.

Anche dopo l'intervista non ha smesso di scriverci e di mandarci messaggi e scatti meravigliosi dal suo "ufficio con la vista migliore del mondo".

In situazioni come queste Internet mostra tutta la sua forza e anche la facilità di sentire vicina una persona che è tutto tranne che vicina fisicamente. Dopo la notizia della sua morte abbiamo ricevuto diversi messaggi e ne abbiamo scelto uno in particolare, quello di un collega pilota che ha conosciuto Ranjan nel 2014 e che ha volato con lui. "Era un ragazzo davvero speciale - ci ha scritto Michele Calovi, autore anche degli scatti in pagina -, appassionato come pochi di elicottero, ogni volta che andavo in volo e c'era un posto a bordo lo portavo con me, ogni volta che si andava in alta quota lui osservava e studiava tutte le tecniche di volo e assorbiva, ogni volta che le condizioni lo permettevano sui doppi comandi, gli dicevo adesso vai tu! Davvero una gran bella persona, un ragazzo innamorato dell'ala rotante come se ne vedono pochi".

La redazione di Helipress considerava il comandante Ranjan Limbu un amico, un amico vero e appartenente a una categoria speciale. Di quelli vicini nello spirito seppure lontani geograficamente. Quelli che un tempo si sarebbero definiti amici di penna, mai conosciuti di persona ma con cui sarebbe bastato scambiare una stretta di mano, appena incontrati, per cominciare a parlare, per ritrovarsi. Nel suo caso per cominciare ad ascoltare. Avremmo ascoltato i suoi racconti sulla vita di un pilota di elicottero, già di per sé avventurosa, tra le montagne più alte del pianeta.

In uno dei luoghi più carichi di storia e di simboli del mondo. Conserveremo le sue foto tra le più belle e preziose nella breve vita di Helipress. E le sue parole tra le più sincere e cariche di passione per gli elicotteri e il loro universo. 

Come ci salutava nei messaggi su Instagram, vogliamo salutarlo qui oggi: Namasté Ranjan, Namasté Comandante Limbu.

nz

*Foto: Michele Calovi

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