Iraq, dagli Usa sei elicotteri Apache contro la rivolta sunnita

Il Governo americano ha consegnato al Governo di Baghdad gli AH-64 con l'obiettivo di riconquistare Ramadi e Falluja, cadute nelle mani dei ribelli

Sei elicotteri AH-64 Apache per l’Iraq. È quanto ha approvato in questi giorni il Congresso statunitense, in seguito alla richiesta d’aiuto del Governo di Baghdad. Gli aeromobili verranno forniti in leasing per contrastare la rivolta sunnita nella provincia di Anbar.

Si tratta di un nuovo step nell’affare Apache tra Baghdad e Washington. L’Iraq, infatti, aveva già annunciato, a fine febbraio, l’acquisto di 24 Apache dagli Stati Uniti. Gli elicotteri, però, sono ancora lontani dalla consegna e l’Iraq ha per questo richiesto un “prestito” agli alleati a stelle e strisce. Il leasing includerà anche l’addestramento dei piloti, che sarà a carico della stessa Difesa.

“Quest’accordo permetterà all’Iraqi Security Forces di iniziare il training per le missioni e la manutenzione di quest’aeromobile – fanno sapere dal Defense Security Cooperation Agency statunitense -. Sarà importante, in attesa della consegna dei nuovi Apache”.

LA RIVOLTA

I sei AH-64 sono già in viaggio verso l’Iraq. L’obiettivo fondamentale, al momento, è riconquistare Falluja e Ramadi, due importanti città della provincia di Anbar finite da ormai tre mesi nelle mani dei ribelli sunniti. Un’operazione importante, a circa 20 giorni dalle prime elezioni presidenziali in Iraq dopo quelle del 2010, previste per il 30 aprile. Proprio nella zona di Anbar, gli Apache erano già stati utilizzati con successo dagli americani nell’immediato dopoguerra, tra il 2004 e il 2007.

AL QAEDA

Gli elicotteri che verranno forniti all’Iraq verranno dotati di 152 missili anticarro AGM-114 K-A Hellfire, che verranno montati sugli aeromobili. La scelta di un elicottero di attacco come l’Apache è figlia di una scelta precisa. La preoccupazione più grande di Iraq e Usa, infatti, è la presenza, all’interno dei ribelli sunniti, di cellule vicine ad Al-Qaeda. In particolare, tra le anima della rivolta c’è l’Isis (Islamic State of Iraq and Greater Syria), cellula terroristica vicina al gruppo talebano.