Helipress non sarà più invitata a Helitech International, ecco perché

La pagina Facebook ufficiale dell'organizzazione dello show europeo dovrebbe essere lo specchio digitale di una fiera reale, che parli la lingua dell'industria. Ma non è esattamente così...

di Nicola Zamperini

Dopo aver pubblicato questo articolo sappiate che Helipress non sarà mai più invitata ad Helitech International. Non potremo più andare a Londra o ad Amsterdam, o nelle altre location scelte dall'organizzazione. Abbiamo deciso che ci sta più a cuore più la sorte dell'industria elicotteristica e la sua comunicazione che l'invito a una fiera.

Procediamo per gradi.

Ieri mattina, dopo la consueta riunione di redazione, stavamo preparando l'articolo dedicato alla fiera dell'industria londinese quando il nostro social media manager ci ha chiamato con voce sconcertata. Aveva deciso di condividere alcune immagini e invece, sfogliando la pagina di Helitech Events su Facebook, era rimasto letteralmente di stucco.

Con un sorriso imbarazzato ci ha mostrato il monitor e cosa era accaduto nei mesi scorsi sulla pagina Facebook della terza più importante fiera elicotteristica mondiale. E così anche noi, con gli occhi sgranati, abbiamo sfogliato una dopo l'altra le foto di Helitech sul social network. E non abbiamo potuto far altro che prendere nota dell'immagine di una capra, dell'istantanea di un pancake, di ritratti di gente che beve birra, di qualcuno che scia, scatti di impasti improbabili per altrettanto improbabili ricette, un delfino, una corsetta e via dicendo.

C'è anche di qualche foto di elicotteri, ci mancherebbe.

Non ce ne voglia il social media strategist di Helitech International: noi apprezziamo e capiamo l'ironia. Adoriamo l'ironia. Ma stavolta siamo rimasti interdetti. E con una domanda appesa.

L'industria dove sta?

Il presupposto da cui partire è che la pagina Facebook di una fiera è lo specchio digitale di una fiera reale. La rete non è un mezzo di comunicazione (solo gli sciocchi e gli ignoranti lo pensano) la rete è un luogo.

E sarebbe questo il luogo virtuale in cui si incontreranno i produttori mondiali? Il luogo virtuale in cui l'industria andrà a esporre e a presentare i modelli di punta? In cui i lessor racconteranno le ultime soluzioni finanziarie per acquistare una macchina volante? Airbus Helicopters, AgustaWestland, Bell Helicopter sanno che i loro elicotteri finiranno su internet insieme alle capre?

I costruttori sono consapevoli dello spazio virtuale che abiteranno?

Come al solito bisogna sforzarsi di guardare la luna e non il dito. Non il profilo Facebook di Helitech ma i comportamenti dei produttori.

Suonano ridicole le lamentazioni sul presunto provincialismo italiano, cui ogni tanto, a mezza bocca, viene associato pure Helipress: sono considerazioni senza argomenti solidi di fronte a un tale modello di comunicazione.

Si dirà, "ma a Helitech vanno operatori da tutto il mondo": su Facebook ci stanno un miliardo di persone e il biglietto costa meno che per Londra.

Però una cosa va chiarita.

Siamo curiosi, davvero curiosi, di capire il nesso tra una fiera dell'ala rotante e una capra, tra un lessor e un pancake, tra un nuovo modello di elicottero e un impasto improbabile.

Ma non lo chiediamo a Helitech che ha tutto il diritto di fare social media management come preferisce, anche attraverso quella che Sigmund Freud chiamava "libera associazione".

Lo chiediamo all'industria: qual è il valore di questa operazione per le case produttrici?

Da tempo noi di Helipress studiamo i modi migliori per conversare sui social con i professionisti dell'industria, da tempo ci applichiamo per rispondere alle esigenze delle comunità di appassionati in rete, e chi ci segue lo sa. Ma questo modo di fare proprio ci sfugge. E ci sfugge pure la ratio di chi ha deciso di portare i propri modelli di elicotteri dentro quel feed.  

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