Il nostro magazine spegne la prima candelina. Per l'occasione, ripercorriamo insieme le tappe di questi ultimi 12 mesi
Gli anni passano per tutti. Anche per Helipress, che arriva al traguardo della prima candelina. In questi 12 mesi, abbiamo cercato di raccontarvi nel migliore dei modi il mondo degli elicotteri, sia ? leggi
Abbiamo parlato con i tecnici di Elifriulia e Air Adria Service per capire quali sono i punti di forza del primo elicottero a turbina del costruttore californiano
di Stefano Silvestre
Semplicità, efficienza, prezzo competitivo. Sono le tre caratteristiche principali del nuovo elicottero Robinson R66. Come abbiamo visto nei giorni scorsi, Elifriulia ha aperto a Helipress le porte della sua base di Ronchi dei Legionari in occasione del lancio ufficiale nel nostro Paese del monomotore a turbina.
Forte di 4 anni di maturità operativa accumulata per la maggior parte negli Stati Uniti, il Robinson R66 è arrivato in Italia con lo svantaggio temporale e con un cambio euro/dollaro più che mai sfavorevole ma con il vantaggio di aver già accumulato una discreta fama, almeno un record importante e, soprattutto, con la forza di brand che dal 1979 ha sempre sfornato prodotti di sicuro impatto.
ROBINSON R66: PIÙ POTENZA E VERSATILITÀ
Più leggero (581 kg contro 657 kg), più potente grazie alla turbina RR300, più spazioso e dai costi operativi contenuti, il Robinson R66 è costruito quasi interamente “in casa”. La Robinson ha scelto di mantenere la produzione dell'elicottero il più vicino possibile allo stabilimento di Torrance, uno dei motivi che ha contribuito a tenere bassi i costi assicurando qualità e controllo serrato dei ritmi di produzione.
Anche i costi di manutenzione sono più contenuti, come spiega nel video in basso Claudio Girardi, mainentance manager di Air Adria Service, la part 145 di Elifriulia certificata per la manutenzione linea e base sull'R66.
Nel video: Robinson R66: come cambia la manutenzione
ROBINSON R66: AI COMANDI
La potenza erogata dalla turbina Rolls Royce, per chi è abituato al sei cilindri Lycoming dell'R44, è senza dubbio il passo in avanti più importante. Il cockpit stesso è un esempio di come la progettazione abbia considerato prima di tutto l'ergonomia e la visibilità, eccellente in praticamente ogni condizione.
Non è possibile modificare la seduta, ma i pedali sono regolabili e vengono incontro alle esigenze dei meno alti. La posizione della pedaliera è in realtà frutto del sapiente lavoro del chief test pilot Doug Tompkins, protagonista della fase iniziale di test (e del primo volo) dell'R66, un'opera che Frank Robinson ha condotto personalmente per l'R22 e l'R44 e delegato, solo per l'ultimo modello, proprio a Tompkins. La posizione dei pedali è stata spostata di qualche centimetro rispetto all'R44, nel tentativo di migliorare il comfort del pilota.
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