Navi portaelicotteri Mistral alla Russia, è giallo sulla consegna -VIDEO

Secondo il vice premier Rogozin la prima delle navi commissionate nel 2011 sarà consegnata il 14 novembre. Ma dalla Francia nessuna conferma. In ballo c'è la questione Ucraina

L’arrivo in Russia della prima nave portaelicotteri della classe Mistral è diventato un caso diplomatico. Secondo quanto dichiarato dal vice premier russo Dmitri Rogozin, la prima nave da guerra, battezzata Vladivostok, sarà consegnata ufficialmente il prossimo 14 novembre. Ma il Governo francese ha di fatto cambiato le carte in tavola a inizio settimana, quando il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian ha dichiarato che il presidente Hollande si sarebbe espresso in merito alla commessa solo a novembre.

Al centro della disputa c’è la complessa situazione in Ucraina: la Francia appare infatti decisa a congelare l’accordo nel caso in cui non avvengano cambiamenti "positivi" nell’ex repubblica sovietica.

"Le condizioni per la consegna per la consegna della Mistral non sono stata ancora rispettate - ha detto il ministro delle Finanze francese Michel Sapin -. Le condizioni consistono nel ritorno alla normalità in Ucraina e che la Russia giochi un ruolo positivo in questo". 

Per gli ultimi aggiornamenti: "Navi Mistral: Mosca chiede il risarcimento"

Nel video: Il varo della portaelicotteri Vladivostok

PORTAELICOTTERI CLASSE MISTRAL: AFFARE DA 1 MILIARDO

Il contratto per la fornitura di due portaelicotteri Mistral è stato firmato tra la società francese DCNS e la russa Rosoboronexport nel 2011. Il valore della commessa è stato stimato in 1,2 miliardi di euro. Le navi (Vladivostok e Sevastopol, quest’ultima in attesa del battesimo) sono in grado di accogliere fino a 16 elicotteri pesanti (NH90 o EC665 Tiger, per le versioni in uso alla Marina francese) o fino a 35 aeromobili leggeri.

La configurazione scelta dalla Russia permetterà l'imbarco di 8 elicotteri d'attacco Ka-52K, di 4 Kamov Ka29-TB da trasporto e di 4 Kamov Ka-27P in versione SAR.

Lunghe 199 metri per 21mila tonnellate di massa a pieno carico, le portaelicotteri Mistral sono spinte da tre motori diesel da 6.2 MW, abbastanza potenti da consentire alle navi di raggiungere i 18,8 nodi con un’autonomia di oltre 10,800 km. Per difendere i sei punti di atterraggio, le navi dispongono di una suite che conta su una doppia piattaforma per missili terra aria Mistral e di quattro mitragliatrici Browning da 12,7mm. Nella versione russa gli armamenti francesi saranno rimpiazzati con una coppia di torrette 3M-47 Ghibka, due AK-630 da 30 mm e 4 lanciagranante DP-65.

 Si tratta di un vero arsenale tattico galleggiante: oltre agli elicotteri, le Mistral possono infatti accogliere fino a 13 mezzi corazzati e 450 soldati.

LA RUSSIA: “NON DIPENDIAMO DALLA FRANCIA”

Nel settembre scorso la commessa aveva ricevuto il primo colpo importante. Il presidente francese Hollande, anche a seguito delle sanzioni alla Russia e delle proteste di Polonia, Paesi baltici e Stati Uniti, aveva parlato di un affare “inopportuno”.

Anche se i termini del contratto non sono noti, in caso di rifiuto dell’Eliseo la Francia sarà con ogni probabilità costretta a pagare delle sanzioni. Il vice Comandante della Marina russa per gli armamenti Victor Bursuk ha dichiarato nei giorni scorsi che “la Russia non dipende dalla Francia nel campo della costruzione delle navi portaelicotteri di tipo Mistral ed è in grado di costruire autonomamente le navi di questa classe”, mentre il numero uno dell’Amministrazione presidenziale russa Sergei Ivanov aveva detto che la Russia “si proteggerà dalla Francia, in caso di mancata consegna delle Mistral e chiederà i danni per non aver rispettato il contratto”.

A meno di due settimane dall'ora X, la parola passa a Hollande: nelle sue mani ci sono 1,2 miliardi di euro e un caso diplomatico da gestire. 

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