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Un elicottero sulla Concordia? Come funziona il SAR in crociera -VIDEO
In caso di emergenza medica in alto mare, l'ala rotante è spesso l'unico mezzo in grado di intervenire: ecco come sono attrezzate le grandi navi
Chissà se Domnica Cemortan è a conoscenza della stretta relazione tra grandi navi da crociera ed elicotteri di salvataggio. La ballerina moldava, nota alla stampa internazionale per aver giocato un non meglio precisato ruolo nel naufragio della Costa Concordia del 2012, ha infatti parlato in questi giorni della presenza di un presunto aeromobile (oltre a quello della Guardia Costiera), incaricato di raccogliere una altrettanto non meglio precisata borsa dalle mani del comandante Francesco Schettino.
Mettendo per un attimo da parte la ferita ancora aperta del naufragio della Concordia, la rivelazione della donna è utile per analizzare il complesso meccanismo di gestione delle emergenze mediche a bordo delle navi che entra in azione in caso di necessità.
Sulle grandi navi da crociera, prima di tutto, è sempre presente uno staff medico (alcune navi sono anche dotate di una sorta di mini ospedale), incaricato di gestire le piccole emergenze e i lievi infortuni. Ma in casi più gravi, sono gli elicotteri ad entrare in azione. Le più grandi navi del mondo, inoltre, sono dotate di elisuperficie, per permettere l’atterraggio degli elicotteri per l’evacuazione medica. Se la piazzola non dovesse essere presente, non è raro che si ricorra al salvataggio con il verricello. Non è un evento rarissimo: in rete sono presenti numerosi video di salvataggi in alto mare e la scorsa estate è anche accaduto al largo della Sardegna.
Nel video: Medevac sulla nave Carnival Splendor
GRANDI NAVI DA CROCIERA E ELICOTTERI: LE PIAZZOLE DI BORDO
Scorrendo la top ten delle navi più grandi del mondo, dalla capolista MS Allure of the Seas alla Norwegian Epic, passando per la Queen Mary 2 e tutti i colossi della Royal Carribean, si scopre che quasi tutte le super navi da crociera moderne dispongono di un’elisuperficie dedicata alle emergenze.
A funzionare da piazzola sulla Costa Concordia c’era la “H” che si intravede a poppa negli ultimi scatti prima della rimozione della nave. La piazzola, apparentemente, è comparsa dopo il naufragio, con ogni probabilità allestita per favorire le operazioni in seguito al parbuckling del relitto.
La responsabilità di contattare gli elicotteri è del comandante della nave, che decide la soluzione migliore per il paziente dopo aver consultato lo staff medico di bordo. Quello che non tutti sanno è che non sempre la chiamata è gratuita.
EMERGENZA MEDICA IN CROCIERA: QUANTO COSTA L’INTERVENTO
Non è un segreto: quando un elicottero decolla per una missione SAR (o HEMS), l’intervento ha un costo. E far volare un aeromobile e tutto l’equipaggio di condotta può arrivare a costare migliaia di euro. Se l’aeromobile in questione è imbarcato su una portaerei o su una nave militare, poi, il conto sale vertiginosamente. In caso di intervento delle forze armate o della Guardia Costiera, non sono quindi previste tariffe a carico del passeggero. Almeno in teoria.
Scorrendo le condizioni di trasporto della nota compagnia svizzera MSC Crociere, tuttavia, si scopre che in caso di emergenza, il costo del salvataggio in elicottero è a carico del passeggero. Nelle condizioni generali di Costa Crociere (la compagnia della Concordia) non si fa cenno a costi del salvataggio in elicottero, ma è specificato chiaramente che per le spese mediche è possibile sottoscrivere un’assicurazione a pagamento.
Anche il soccorso da parte delle forze aeree civili o militari dei Paesi interessati, tuttavia, non può essere definito propriamente gratis. A pagare sono i contribuenti, come osserva il noto avvocato Jim Walker sul sito Cruise Laws News, punto di riferimento negli States in materia di diritto della navigazione:
“Le compagnie non sono obbligate a pagare le agenzie federali o la Guardia Costiera per questo tipo di servizi. […]L’industria delle crociere è basata su compagnie registrate in paesi come Panama o la Liberia e battono spesso bandiera della Bahamas. Il giro d’affari complessivo muove circa 35 miliardi di dollari l’anno, ma non tutti sanno che le grandi compagnie sono esentate dal pagamento delle tasse negli Stati Uniti.Chi paga quando le cose vanno storte? I contribuenti”.
È per questo che, in caso di ricorso ad un operatore privato, le compagnie si riservano il diritto di presentare il conto al malcapitato.
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