Kazakhgate, i giudici francesi indagano su Sarkozy e Airbus Helicopters

La vicenda riguarda il contratto per 45 elicotteri siglato tra l'allora Eurocopter e il Kazakhstan. I reati ipotizzati vanno dalla corruzione al favoreggiamento

È ancora presto per sapere se si tratti di uno scandalo. Negli ultimi giorni, però, è scoppiato quello che è stato ribattezzato dai media internazionali come Kazakhgate, che coinvolge una personalità illustre come Nicolas Sarkozy, ex Presidente della Francia.

LA VICENDA: 45 ELICOTTERI AL KAZAKHSTAN

Il caso riguarda il contratto per 45 elicotteri siglato tra l’allora Eurocopter e il Kazakhstan. Una commessa, conclusa nel 2010, dal valore record di 2 miliardi di euro. Secondo i giudici francesi, per arrivare alla firma dell’accordo, l’ex Presidente avrebbe fatto pressione sul Senato del Belgio, per ottenere un atteggiamento morbido della giustizia di quel paese nei confronti di uomini d’affari e faccendieri del Kazakhstan perseguiti dalla giustizia locale.

I REATI: DALLA CORRUZIONE AL RICICLAGGIO

Un vero e proprio scambio, su cui i giudici transalpini indagano ormai dal 2013. I reati ipotizzati nel fascicolo sono associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, corruzione di agenti stranieri e favoreggiamento. La vicenda è arrivata a un punto di svolta il mese scorso, dopo il fermo di un ex consigliere di Sarkozy e dell’incaricato di missione di Claude Guèant, ex segretario generale dell’Eliseo.

IL COMMENTO DI AIRBUS HELICOPTERS: TUTTO LEGALE

Se da Nicolas Sarkozy ancora non sono arrivati commenti sulla vicenda, Airbus Helicopters ha smentito, tramite un suo portavoce, ogni accusa di illegalità. “Il contratto siglato con il Kazakhstan è perfettamente legittimo”, ha fatto sapere il colosso franco-tedesco.

L’azienda ha inoltre sminuito la portata dell’accordo. “Non si trattava, come hanno riportato erroneamente i giornali, di una commessa da due miliardi di euro. Questa cifra non corrisponde affatto alla realtà”.

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