AgustaWestland, il Tribunale di Milano accoglie il ricorso dell'India

Nuova Delhi aveva impugnato lo stop della riscossione di 278 milioni di garanzie bancarie. Il colosso anglo-americano: "Faremo valere le nostre ragioni in sede di arbitrato internazionale"

Nuova evoluzione della battaglia legale fra AgustaWestland e l’India. Ci riferiamo, ovviamente, allo scontro fra le due parti in merito alla risoluzione, voluta dal Paese asiatico, del contratto che prevedeva la fornitura di 12 elicotteri AW101. Il Tribunale di Milano, infatti, ha parzialmente accolto il ricorso che Nuova Delhi aveva presentato contro lo stop, imposto dallo stesso Tribunale, alla riscossione dei 278 milioni di garanzie bancarie.

LA BATTAGLIA LEGALE FRA AGUSTAWESTLAND E L'INDIA

L’India segna, dunque, un punto a suo favore nella querelle legata all’annullamento della commessa per la fornitura dei 12 elicotteri, dal valore complessivo di 560 milioni. Il Paese aveva richiesto di poter incassare le fidejussioni rilasciate a garanzia del contratto per la fornitura degli AW101. La sesta sezione civile del Tribunale di Milano aveva, però, inibito il pagamento. Decisione che aveva spinto Nuova Delhi a presentare, appunto, ricorso.

La contromossa del Paese asiatico sembra aver momentaneamente funzionato. Il Tribunale di Milano “ha parzialmente accolto il reclamo presentato dal Ministero della Difesa Indiano – si legge in una nota diffusa dal colosso anglo-italiano -, revocando l'ordinanza concessa dal giudice in data 17 marzo sulla domanda di tutela d'urgenza presentata da AgustaWestland relativamente alla escussione di fidejussioni rilasciate a garanzia del contratto per la fornitura di 12 elicotteri AW 101 VVIP/VIP, per un importo complessivo massimo di 228 milioni di euro, a fronte di 278 milioni di euro di garanzie esistenti”.

AGUSTAWESTLAND: "FAREMO VALERE LE NOSTRE RAGIONI"

L’azienda fa sapere che “farà valere le proprie ragioni, anche al fine di recuperare i predetti importi, nell'ambito del processo di arbitrato dalla stessa già avviato”. Il costruttore fa riferimento al lodo internazionale richiesto dalla controllata di Finmeccanica per stabilire se la risoluzione del contratto richiesta dall’India sia o meno legittima.

L'ANNULLAMENTO DELLA COMMESSA

Il caso era scoppiato nel 2012, quando AgustaWestland era stata accusata di aver concluso accordi illeciti con funzionari indiani per aggiudicarsi l’appalto. Accuse rigettate dal costruttore, sulle quali però Nuova Delhi aveva fondato la richiesta di annullamento della commessa.

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