Incidente Super Puma, il nuovo rapporto dell'AIBN

Pubblicato a due mesi dall'incidente di Turoy un nuovo resoconto investigativo: nuove conferme sulla rottura dell'ingranaggio portasatellite del modulo epicicloidale, ma le cause sono ancora ignote

Nuove conferme e nuovi enigmi sull’incidente di Turoy del 29 aprile scorso. Gli investigatori norvegesi hanno rilasciato il quarto rapporto preliminare sul disastro che ha coinvolto un elicottero Airbus Helicopters H225 Super Puma in Norvegia: la causa è da ricercare “con ogni probabilità” nel cedimento per fatica di un componente della trasmissione dell’aeromobile.

Il dettaglio era già emerso in occasione dell’ultimo rapporto preliminare, che a inizio giugno aveva spinto le autorità aeronautiche a mettere a terra tutti gli elicotteri EC225LP e AS332L2 Super Puma. Gli investigatori dell’AIBN hanno appurato nelle ultime settimane come la frattura riscontrata nell’ingranaggio portasatellite del modulo epicicloidale si sia propagata in maniera difficilmente prevedibile in fase di controllo manutentivo, anche con l’uso di tutti gli strumenti e i sistemi attualmente obbligatori.

NORVEGIA 2015 - SCOZIA 2009: DUE INCIDENTI SIMILI

Oltre alle conferme sulla rottura del componente che, in ultima analisi, ha causato il distacco del rotore principale dell’elicottero, l’AIBN ha anche presentato una comparazione con la rottura da fatica riscontrata sull’Airbus Helicopters AS332 L2 (G-REDL) precipitato nel 2009 in Scozia, al largo di Peterhead.

Nel caso in analisi, un cedimento catastrofico della trasmissione aveva causato il distacco dalla fusoliera del rotore principale e di parte del modulo epicicloidale. Nello schianto avevano perso la vita 16 persone. In quell’occasione la causa del disastro fu attribuita a una crepa da fatica nel secondo stage dell’ingranaggio portasatellite del modulo epicicloidale, lo stesso componente dell’H225 di Turoy.

“Nonostante alcune differenze negli incidenti degli elicotteri LN-OJF e G-REDL, le fratture da stress del metallo mostrano chiare similitudini”, si legge nel rapporto dell’AIBN.

LA TRASMISSIONE DEL SUPER PUMA COINVOLTA IN UN INCIDENTE STRADALE

Dalle analisi dell’Agenzia norvegese è inoltre emerso un ulteriore dettaglio fino a ieri ignoto. La trasmissione del Super Puma della CHC era rimasta coinvolta in un incidente stradale nel 2015 ed era stata successivamente ispezionata, riparata e omologata al volo da Airbus Helicopters prima di essere reinstallata sull’aeromobile nel gennaio 2016, tre mesi prima del disastro.

Il dettaglio è al momento in fase di investigazione, analisi che dovrà dimostrare un eventuale collegamento tra l’incidente stradale e l’inizio della crepa da stress.

Dal rapporto è inoltre emerso come la frattura da stress del metallo abbia avuto origine nella sezione esterna dell’ingranaggio, e si sia successivamente propagata verso la ruota dentata. Le scansioni a raggi X hanno inoltre mostrato ulteriori crepe sotto la superficie del metallo, una delle quali speculare alla frattura sulla sezione esterna.  

Secondo l’AIBN la propagazione delle crepe è proseguita secondo dinamiche inusuali. “Una delle filosofie di design in merito a un possibile cedimento nel modulo epiciclico consiste nella soppressione della propagazione della crepa a causa dello stress da compressione sulla superficie”.

In altre parole, le crepe avrebbero dovuto arrestarsi per la conformazione stessa degli ingranaggi, che non avrebbero permesso la propagazione se non nella zona esterna del componente, dando luogo alla produzione di detriti magnetici che sarebbero stati certamente rintracciati sui chip detectors in fase manutentiva. Circostanza che i tecnici della CHC non hanno riscontrato nelle settimane precedenti all’incidente.

A due mesi dal disastro, continuano le investigazioni. La flotta globale di 179 elicotteri Super Puma resta in larga parte a terra, soprattutto tra i principali provider al mondo. 

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