Eliporto di Fiames, rescisso il contratto con Esperia

L'hangar crollato il 6 marzo 2014, non è ancora stato ricostruito: il Comune di Cortina ha quindi sciolto il rapporto per adottare "misure necessarie alla messa in sicurezza dell'area"

Il Comune di Cortina chiude il contratto per l'eliporto di Fiames con Esperia Aviation Spa. Al centro della decisione, già avanzata nel settembre scorso, c'è il crollo dell'hangar avvenuto il 6 marzo 2014 (foto in alto Vigili del Fuoco): da allora la struttura, parte di un bando aperto nel 2009 che prevedeva un più ampio intervento di riqualificazione, non è stata ancora ricostruita. La notizia è stata riportata da Alessandra Segafreddo sul Corriere delle Alpi.

La Giunta comunale ha quindi votato la delibera, inoltrata lo scorso 25 febbraio su proposta del responsabile unico del procedimento. “Il Comune – si legge nella delibera integrale – adotterà urgentemente le misure necessarie alla messa in sicurezza dell'hangar crollato e tutti gli apprestamenti necessari a rendere decorosa l'area”.

ELIPORTO DI FIAMES: IL COMUNE DI CORTINA CHIUDE IL CONTRATTO CON ESPERIA

Secondo i termini del bando, aperto nel 2009 (si presentò un ragguppamento di imprese temporaneo formato da Esperia, Mst e AgustaWestland), non era prevista un a fideiussione a garanzia della ditta per le opere finite. Ora Esperia dovrebbe dunque restituire l'area allo stato originario, hangar (ricostruito) compreso.

Per questo motivo, il Comune di Cortina ha quindi affidato incarico ad un legale per il recupero dei fondi necessari a rimettere in sesto l'hangar crollato nel marzo 2014 sotto il peso della neve.

ELIPORTO DI FIAMES: LA RIQUALIFICAZIONE

La riqualificazione dell'Eliporto di Fiames ne prevedeva la progettazione, la costruzione e la gestione, un affare dal valore di circa un milione di euro. Tra gli interventi previsti, c'era la creazione di una piazzola d'atterraggio per gli elicotteri (illuminata per i voli notturni), cinque piazzole di sosta, un hangar da 1.000 metri quadri riscaldata e un blocco di accoglienza per passeggeri e personale. L'iniziativa è stata finanziata dall'Esperia e in cambio il Comune ha concesso (fino a ieri) la gestione dell'area per 30 anni.

L'ordinanza di messa in sicurezza dell'area è arrivata il 7 marzo 2014, il giorno dopo il crollo dell'hangar. Il bando era stato affidato nel luglio 2010, ricostruisce il quotidiano locale. Per poi subire una serie di intoppi burocratici sciolti il 16 giugno 2013 con la dichiarazione di conclusione delle opere di manutenzione.

Nella proposta di risoluzione del contratto è evidenziato come il manto nevoso che ha determinato il crollo della struttura sia stato causato da circostanze climatiche “eccezionali”. Pertanto, Esperia era obbligata a sgombrare il tetto dalla neve a prescindere dal costo.

“Esperia – si legge nella delibera – si è sempre rifiutata di produrre il piano delle manutenzioni e il progetto di ricostruzione dell'hangar”.

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