Il Mi-26 in Siberia: l'elicottero più grande del mondo al lavoro

Gli incredibili scatti di Slava Stepanov, fotografo dell'agenzia Gelio Vostok: un'ordinaria giornata di lavoro nel settore oil and gas russo (con 20 tonnellate di carico)

La Russia, è un fatto noto, è uno dei luoghi più importanti al mondo per il settore oil and gas. Ma forse non tutti sanno che la maggior parte delle riserve di gas naturale sono concentrate nella Siberia settentrionale, non proprio un posto da scampagnata della domenica.

Con centinaia di chilometri di steppa ghiacciata tra un insediamento e l’altro, strade poco praticabili e inaccessibili ai mezzi pesanti, l’unica speranza per la sopravvivenza (sarebbe meglio dire per il profitto) dell’industria è nelle mani di un pugno di piloti d’elité nell’immensa capacità di carico di un particolare aeromobile: il Mi-26, semplicemente l’elicottero più grande del mondo.

UN GIORNO IN SIBERIA CON IL MI-26

Il fotografo Slava Stepanov, tra i più talentuosi professionisti nei ranghi della Gelio Vostok (la principale agenzia fotografica russa), ci ha permesso di utilizzare i suoi scatti realizzati in Siberia in occasione di una giornata tipo degli equipaggi di uno dei Mi-26 della SKOL, la più grande compagnia incaricata del trasporto di carichi pesanti per conto di aziende come Gazprom, Rosneft, Surgutneftegaz e per la regione del Surgut, il luogo in cui sono realizzati gli scatti che vedete in pagina e nella gallery in basso.

Nella fotogallery: Mi-26: gli scatti di Slava Stepanov

Nel caso immortalato da Stepanov, il Mi-26 è incaricato del trasporto di un carico di tubazioni metalliche verso un campo di estrazione. Un gioco da ragazzi per un elicottero più grande di un Boeing 737, un po’ meno per gli equipaggi: quella che vedete in pagina è la preparazione a un volo di 800km in condizioni proibitive, con temperature di 30 gradi inferiori allo zero che costringono i tecnici al suolo a oltre 1 ore e mezza di preriscaldamento dell’aeromobile.

MI-26: L'ELICOTTERO PIU' GRANDE DEL MONDO

Per risalire al debutto commerciale del Mi-26 bisogna fare un passo indietro al 1981, precisamente al Paris Air Show di Le Bourget, storico trampolino di lancio per i nuovi modelli. Lo sviluppo della versione militare, iniziata alla fine degli anni '70, aveva già convinto le autorità sovietiche, che ne decisero la produzione in massa. Il volo dimostrativo di Le Bourget, però, convinse il resto del mondo.

Il Mi-26T, la versione civile, è oggi una leggenda. Ma, diversamente da altri mostri sacri dell'ala rotante, non è finito in un hangar o in un museo, ma è pienamente operativo. La mole e la capacità di carico di 20 tonnellate lo ha reso indispensabile e intorno a lui è nata una categoria a parte di lavoro aereo, un po' come successo con l'Antonov 225, l'aereo più grande mai entrato in produzione.

A differenza del fratello militare, il Mi-26T non è pesantemente corazzato o equipaggiato per la guerra anfibia, ma è dotato di sistema di comunicazione e navigazione, un sistema di hovering di precisione e telecamera termica, il necessario per operare efficacemente con carichi pesanti.

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