Tutte le ipotesi sull'incidente dell'H225 in Norvegia

L'AIBN ha rilasciato un aggiornamento del rapporto preliminare sul disastro del 29 aprile: sotto il riflettore degli investigatori il presunto cedimento di tre componenti dell'elicottero

Si assottiglia lo spettro delle ipotesi per l’incidente di Turoy del 29 aprile 2016. L’Accident Investigation Board of Norway (AIBN) ha rilasciato un nuovo aggiornamento sulle potenziali cause che hanno provocato lo schianto di un elicottero Airbus Helicopters EC225LP (H225) Super Puma del provider CHC in Norvegia.

Nell’incidente sono morte 13 persone, tutto l’equipaggio dell’aeromobile.

Nell’update del rapporto preliminare sul disastro, gli investigatori hanno puntato il dito contro tre componenti che avrebbero potuto provocare l’incidente. L’AIBN parla di scenari attualmente in corso di analisi: le proiezioni dei tecnici considerano in particolare un cedimento del modulo epicicloidale, dell’attacco dell’asta di sostegno o dell’alloggiamento conico della scatola principale di trasmissione.

INCIDENTE SUPER PUMA IN NORVEGIA: LE IPOTESI

Gli scenari analizzati, ha chiarito l’AIBN, non possono essere considerati definitivi. Al momento non sono infatti ancora state recuperate diverse componenti del Super Puma, nonostante gli sforzi intrapresi nelle tre settimane seguenti al disastro. Tra le parti mancanti del puzzle investigativo figurano elementi di particolare interesse per l’indagine, tra cui il secondo stadio dell’ingranaggio portasatellite del modulo epicicloidale (il primo stadio, nella foto in basso) e una seried di parti della barra di sospensione anteriore.

Airbus Helicopters, che lavora in stretta collaborazione con gli investigatori, ha parlato di un totale di sette eventi iniziali che avrebbero potuto provocare il distacco del rotore principale. “Di questi sette scenari – si legge in una nota del costruttore -, solo uno (il cedimento dell’attacco di una barra di sospensione) è ritenuta plausibile da Airbus Helicopters, sulla base delle informazioni al momento disponibili”.

Nessun aiuto alle indagini arriverà dall’HUMS (health and usage monitoring system) dell’elicottero: i dati raccolti dal sistema, ha spiegato l’AIBN, vengono scaricati su una memory stick esclusivamente a seguito di ogni atterraggio dell’aeromobile. I dati del volo di quel 29 aprile non sono quindi disponibili. 

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