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Sicurezza, protezione dei dati e assicurazioni: in vista del boom previsto per il mercato degli UAV l'Ue vuole uniformare il quadro normativo del Vecchio Continente. Vediamo come
In arrivo norme più rigorose per i droni civili. Lo ha proposto la Commissione europea, che ha sottolineato la necessità di disciplinare con maggiore rigore un settore che dovrebbe raggiungere i 15 miliardi di euro di fatturato annuo entro il 2020. L’obiettivo è consentire all’industria del Vecchio Continente di diventare leader sul mercato mondiale di questa nuova tecnologia, garantendo allo stesso tempo un grado elevato di sicurezza e privacy.
C’è proprio la sicurezza al centro delle proposte della Commissione europea, insieme alla riservatezza, la protezione dei dati, e le assicurazioni. Secondo l’Ue, la priorità è uniformare il quadro di regolamentazione in tutta Europa. Attualmente, infatti, esistono già dei regolamenti su base nazionale. La Francia si è mossa in questo senso, mentre l’Italia è tra i capofila mondiali delle normative ad hoc sui droni, grazie al primo quadro normativo di settore stilato dall’Enac.
DRONI E SICUREZZA
Secondo la Commissione europea, però, le regole non bastano. Le leggi nazionali, sottolinea Bruxelles, vanno integrate sotto una serie di profili diversi. In primo luogo, c’è la sicurezza: i droni dovranno garantire un livello di safety pari a quello dei mezzi con equipaggio. Per raggiungere l’obiettivo, l’EASA sarà incaricata di elaborare norme specifiche, che serviranno da base per gli interventi dei singoli stati.
“I droni per l’uso civile possono rilevare i danni subiti dalle infrastrutture stradali e dai ponti ferroviari, monitorare le catastrofi naturali come le inondazioni e irrorare le colture con un’estrema precisione – ha osservato il vice presidente della Commissione Siim Kallas, responsabile dei Trasporti -. Ma molte persone, me compreso, esprimono la loro preoccupazione riguardo alla sicurezza e alle questioni di riservatezza”.
DRONI, PRIVACY E ASSICURAZIONI
Altri punti centrali, dunque, saranno le garanzie sulla privacy e la protezione dei dati sensibili. Le informazioni raccolte dai droni, infatti, dovranno rispettare le norme vigenti in materia e le autorità preposte saranno incaricate di controllare la raccolta e l’elaborazione dei dati personali registrati dai droni: è il caso delle riprese aeree autorizzate, ma anche di quelle amatoriali.
C’è, poi, la questione assicurazione. Secondo la Commissione europea servono norme che tengano conto delle specificità dei mezzi aerei a pilotaggio remoto. Anche su questo punto, l’Italia è stata una delle prime nazioni a elaborare una norma specifica. Entro il 30 aprile, infatti, i droni operanti nel nostro Paese saranno obbligati a sottoscrivere un’assicurazione.
DRONI, QUALE FUTURO?
Tenuti presenti gli indirizzi, la Commissione effettuerà una valutazione approfondita per esaminare le problematiche e definire le I da adottare, per poi elaborare una proposta legislativa. L’EASA, dal canto suo, inizierà immediatamente a sviluppare le norme di sicurezza necessarie. L’obiettivo dichiarato dal Consiglio europeo di dicembre 2013, è arrivare alla progressiva integrazione dei droni nello spazio aereo europeo a partire dal 2016.