Il nostro magazine spegne la prima candelina. Per l'occasione, ripercorriamo insieme le tappe di questi ultimi 12 mesi
Gli anni passano per tutti. Anche per Helipress, che arriva al traguardo della prima candelina. In questi 12 mesi, abbiamo cercato di raccontarvi nel migliore dei modi il mondo degli elicotteri, sia ? leggi
Terremoto: Governo nepalese indietro su Elisoccorso
L'alpinista e elicotterista Simone Moro spiega a Helipress la situazione degli aiuti all'indomani del sisma che ha devastato il Paese asiatico
di Stefano Silvestre
Un Paese povero, con collegamenti, risorse e organizzazione insufficienti. La ricetta per il disastro perfetto si è concretizzata in tutta la sua potenza all'indomani del terremoto che ha devastato il Nepal. Gli esperti dicono sia il sisma peggiore degli ultimi otto decenni: i drammatici scatti dei primi soccorsi bastano a capirne l'entità, le foto si affollano da ore su tutti i media internazionali. In molte immagini si distingue l'unico mezzo in grado di gestire in maniera efficace gli aiuti alla popolazione e agli alpinisti rimasti bloccati sul campo base dell'Everest: l'elicottero.
Lo scalatore e pilota Simone Moro conosce molto bene quelle zone. È tornato dal Nepal in Italia appena un paio di settimane fa ("Ho cambiato il biglietto aereo, dovevo partire proprio sabato"), poco prima che lo scontro tra la placca indiana e quella euroasiatica provocasse una devastazione senza precedenti.
(Foto Matteo Zanga)
“L’area del terremoto è considerata da molto tempo ad altissimo rischio sismico – racconta Simone Moro a Helipress -. Tutto si è scatenato sul Manaslu, la montagna sui cui mi trovavo fino a una manciata di giorni fa. Il Nepal è un Paese in cui anche gli spostamenti più semplici non sono mai scontati. E lo stesso discorso vale per le comunicazioni. Il soccorso in elicottero diventa quindi essenziale, vitale. Purtroppo il Governo sembra non aver compreso fino in fondo le sue potenzialità e la comunità internazionale, a questo punto, dovrebbe mobilitarsi anche per garantire aiuti economici direttamente collegati al soccorso alpino in elicottero”.
Leggi anche: "Nepal, la nuova sfida di Simone Moro"
Al momento, in Nepal, operano una decina di aeromobili privati (di cui solo sei in grado di effettuare il soccorso ad alta quota, gli AS350 B3). Il soccorso ad alta quota è però un affare costoso, che richiede decine, anche centinaia di ore di volo in situazioni simili. E se non si paga di tasca propria, o non si è assicurati, l'elicottero non può sollevarsi in volo. Neanche gli aiuti militari non possono garantire il supporto necessario.
“In Nepal solo lo 0,2 per cento della popolazione ha un'assicurazione. Ora si comprende meglio, come spesso capita all'indomani di una tragedia, quanto sia fondamentale creare una rete di soccorso alpino – continua Moro -. I privati non possono andare in bancarotta per garantire un servizio dai costi esorbitanti e non supportati economicamente dal Governo o da altre organizzazioni internazionali. Per loro non è una questione di business ma di sopravvivenza. Il personale militare, inoltre, non dispone dell'addestramento necessario per questo tipo di operazioni. E gli elicotteri a disposizione delle forze armate locali sono pochi, in molti casi obsoleti e sono in servizio per scopi completamente diversi dal soccorso ad alta quota”.
Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di Helipress iscriviti alla nostra newsletter