La settimana nera dell'ala rotante

La settimana nera dell'ala rotante

Un bilancio di 23 morti in circa cinque giorni in quattro incidenti fatali: un effetto domino causale che arriva in un momento in cui la sicurezza è più che mai al centro dei progetti dell'industria

di Francesco Marino

Per chi lavora in questo settore, non è mai un piacere parlare di elicotteri in situazioni che coinvolgono la perdita di vite umane. Lo eviteremmo. Ma è necessario, lo impone il dovere di cronaca. Non è voyeurismo, ma si tratta di raccontare i fatti.

Ventitrè morti in meno di una settimana sono un record negativo che difficilmente sarà dimenticato. Il bilancio di questi ultimi cinque giorni di ala rotante fa venire i brividi. Gli incidenti non hanno risparmiato nessuno, dagli elicotteri antincendio alle eliambulanze, fino agli aeromobili impegnati in operazioni militari o di trasporto passeggeri.

Ma ricapitoliamo i fatti. Sabato 7 marzo un EC130 della ARCH Helicopters si schianta a Saint Louis, Missouri. A perdere la vita è il pilota. Lunedì 9 marzo succede lo stesso a un comandante sudafricano, il cui elicottero precipita durante un'operazione antincendio a Cape Point.

Martedì 10 marzo: due AS350 si scontrano nei cieli dell'Argentina. Muoiono 10 persone. La notizia fa il giro del mondo in poche ore: a bordo c'erano anche sportivi di fama internazionale, un dettaglio macabro che fa gola alla stampa.

A chiudere il cerchio di questi tragici 5 giorni è l'incidente occorso mercoledì 11 marzo a un UH-60 Black Hawk dell'Air Force statunitense. L'elicottero precipita durante un'operazione di addestramento. Le vittime sono 11.

Serve dirlo? Servono stereotipi? Usiamoli: è stata una settimana nera per il mondo degli elicotteri e dell'aviazione. Non esiste altra formula che riassuma questa concatenazione di eventi, slegati tra loro nelle cause, nelle modalità e nei luoghi, ma indissolubilmente legati dal punto di vista concettuale. Ogni incidente aereo, si sente dire spesso, è il risultato di una serie di eventi sfavorevoli che hanno portato al disastro. Su questo punto, l'intera industria aerospaziale è unita: quando un aeromobile precipita, si deve ripartire da tutte le cause. Solo così si scongiura il ripetersi degli eventi.

Gli incidenti dell'ultima settimana si sono verificati in un contesto statisticamente favorevole, come evidenziato dall'ultimo rapporto dello United States Helicopter Safety Team (Ushst). Il 2014, negli Usa, era stato l'anno con il più basso numero di incidenti da circa 30 anni. Un dato che dimostra come la direzione presa sia, in generale, quella giusta.

Ma serve uno sforzo in più. Airbus Helicopters ha indicato la sua strada. All'HAI Heli Expo, il CEO Guillaume Faury ha annunciato che su ogni nuovo elicottero venduto dalla casa franco-tedesca sarà installata una scatola nera. Uno sforzo necessario, determinante per fare in modo che la sicurezza sia sempre al centro delle attenzione dell'industria. E, soprattutto, per imparare con metodo scientifico dagli errori.

Dimenticarsene, sedersi sulle enormi conquiste tecnologiche degli ultimi anni non può e non deve essere abbastanza. Perché una settimana nera può sempre tornare a risvegliare le coscienze.

Meglio restare sempre svegli.

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