Flessibilità, sicurezza, modularità: i punti di forza e la strada verso l'ingresso in servizio dell'ultimo erede della famiglia di elicotteri leggeri bimotore EC145
Nel panorama dell'Elisoccorso in Italia l'H145 è ormai una sicurezza consolidata: l'elicottero da 4 tonnellate è entrato in servizio a metà 2015 e da allora è stato adottato da vari sistemi 118 del ? leggi
L'EC145 T2 è arrivato in Italia (Ma non ditelo a nessuno)
Airbus Helicopters ha puntato molto sul lancio del nuovo elicottero bimotore con avionica di ultima generazione: ma nel nostro Paese il suo debutto è passato in sordina
di Nicola Zamperini
Chissà se lunedì l’Ad di Inaer Aviation Italia, mentre era in volo sull’Airbus Alitalia 330-200 tra Roma e New York – destinazione Orlando, stava pensando ai Pellicani. Sì, quei due Pellicani che, quasi di nascosto, sono sbarcati nelle ultime settimane in Italia. Non se ne sarebbe accorto nessuno, se qualche testata locale, poi seguita dall’Ansa, non avesse spiattellato quello che già da tempo si sapeva. Quei Pellicani (foto sopra Alto Adige) sono i nuovi, nuovissimi, elicotteri Airbus Helicopters EC145 T2 (ora H145), l’ultima evoluzione della famiglia omonima, che trova le radici nel glorioso e ormai (per gli standard di Elisoccorso) obsoleto BK117.
Facciamo il gioco delle differenze. Germania, fine luglio 2014. L’EC145 T2 viene presentato a Donauworth, la fabbrica in cui questi elicotteri vengono assemblati, con una cerimonia fastosa. Ci sono giornalisti da tutto il mondo, compresi quelli di Helipress. E ci mancherebbe: è l’unico elicottero della casa franco tedesca, insieme al più grande EC175, dotato della nuova avionica “autoctona” Helionix, prodotta quindi in casa proprio da Airbus. È più leggero, più grande, spazioso e potente del predecessore (soprattutto in quota) e, last but not least, è in regola con le norme EASA relative agli aeromobili HEMS.
Italia, febbraio 2015. In sordina, immortalati dagli spotters di forum e testate minori, i primi due elicotteri gialli debuttano nel quartier generale di Inaer a Colico. Sono destinati rispettivamente alle basi di Bolzano (I-PEBZ, il primo elicottero) e Bressanone (il gemello I-PEBX). Chi è avvezzo a questioni di Elisoccorso, sa che le basi in questione sono in proroga da quasi tre anni. In mezzo c’è un appalto turbolento, che ha visto il ricorso (vinto al TAR, poi respinto da Consiglio di Stato) di AgustaWestland.
I nuovi Pellicani faranno aumentare i costi dell’appalto provinciale, del 25%, riporta l’Alto Adige in un articolo di qualche giorno fa. Aumento senza gara, aumento che copre i costi degli elicotteri, aumento in prorogatio gestito dalla Provincia autonoma di Bolzano, come abbiamo detto.
Le questioni legali, in questo caso, non ci interessano. L’EC145 T2 è il degno successore del BK117, è moderno, se ne parla generalmente bene, per quanto possa aver convinto dopo pochi mesi di operatività.
Il problema della vicenda è comunicativo.
In Germania e Francia, il debutto dell’EC145 T2 è stato vissuto come un trionfo. Arrivato sul mercato in anticipo rispetto al rivale AW169, l’aeromobile è in effetti destinato a una lunga e gloriosa carriera operativa. E al prodotto dell’azienda guidata da Guillaume Faury vanno i nostri migliori auguri.
Ma qui non ci sono state presentazioni ufficiali. Non girano neanche comunicati stampa. Non ne parla il più grande provider di servizi elicotteristici italiano. Tutto tace da Aersud, il distributore di Airbus Helicopters nel nostro Paese.
In tutta Europa, il debutto di un nuovo modello su un mercato nazionale è sempre accolto con campagne stampa mirate, anticipate per settimane e sostenute fino al momento del debutto ufficiale. È successo nel Regno Unito, con l’arrivo del Bell 429 HEMS. L’abbiamo visto in Germania, capita anche in Svezia, Spagna e Portogallo. Da noi no. In Italia, l’industria elicotteristica è sordomuta.
I bandi si vincono in silenzio, i ricorsi si vincono (e si perdono) di nascosto. Gli elicotteri più moderni entrano in servizio e nessuno o quasi se ne accorge.
L’industria elicotteristica italiana è un settore fatto di grandi uomini, di grandi donne, di ottimi mezzi, di tecnologie superbe e di migliaia di vite salvate ogni anno, in tutte le regioni.
Un’industria stupenda: ma spesso non avrete il piacere di conoscerla.