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Elicotteri militari: T129 ATAK, il Mangusta made in Turchia –VIDEO
Separati alla nascita: ecco tutte le differenze tra la versione dell'elicottero d'attacco impiegata dall'Esercito italiano e quella dell'Esercito di Ankara
Le apparenze ingannano, anche nel campo degli elicotteri militari. Per questo partiremo da una doverosa premessa: se pensate che il TAI T129 ATAK sia semplicemente una versione da esportazione dell’italiano A129 Mangusta, vi sbagliate. L’elicottero d’attacco multiruolo sviluppato dalle Turkish Aerospace Industries (TAI) in collaborazione con AgustaWestland può essere infatti considerato un prodotto costruito su misura con il meglio della tecnologia turca e, soprattutto, progettato specificatamente per le esigenze delle forze armate di Ankara.
Nella fotogallery: T129 ATAK in mostra a ILA Berlin 2014
SEPARATI ALLA NASCITA DAL MANGUSTA AL T-129 ATAK
Del Mangusta italiano, sul T129, c’è poco oltre l’airframe. Tutto inizia nel 2007, quando il la Turchia annuncia di aver raggiunto un accordo con AgustaWestland per lo sviluppo e la produzione di 51 elicotteri d’attacco (diventati 61 nel 2010) basati sull’A129 Mangusta. Nel 2007 l’A129 è già in servizio con l’Esercito italiano da oltre 15 anni: le forze armate turche desiderano un mezzo costruito su misura per le esigenze dell’Ordusu, un dettaglio che muterà profondamente le caratteristiche tecniche dell’ATAK.
Nel video: T129 ATAK: il meglio dell'Industria militare turca
L’accordo viene formalizzato un anno dopo, quando la collaborazione entra di fatto in vigore. La TAI si occupa dello sviluppo dell’avionica, dei sistemi d’arma, delle suite auto difensive, dei propulsori e della tecnologia impiegata per il casco integrato. È un progetto totalmente nuovo: la Turchia possiede i diritti intellettuali e di marketing e può esportare la sua versione dell’elicottero.
Il traguardo del primo volo del T129 ATAK è stato raggiunto il 28 settembre 2009, quando il prototipo P1 è decollato dallo stabilimento AgustaWestland di Vergiate. I primi due esemplari di prova sono stati assemblati nel nostro Paese, in attesa di spostare la produzione in Turchia. Nel 2010 il primo incidente (foto in basso): in occasione di un volo di test, il T129 (lo stesso del battesimo dell'aria) si è schiantato dopo un’improvvisa perdita di potenza al rotore posteriore, avvenuta mentre l’elicottero era ad una quota di 1,500 piedi. Entrambi i membri dell’equipaggio (tra cui l’italiano Luigi Cassioli) sono sopravvissuti all’incidente.
T-129 ATAK: UN MANGUSTA DA PESI MASSIMI
Il T129 ATAK può essere considerato un Mangusta più potente, più veloce, con più autonomia e maggiore capacità di carico. L’elicottero è stato ottimizzato per operare in condizioni climatiche estreme: ed è su questo piano entrano in gioco anche i motori LHTEC T800 (CTS800-4) costruiti su licenza dalle Tusa? Engine Industries, in grado di erogare una potenza massima di 1,014 kW (1,361 shp) ognuno.
Si tratta di un incremento considerevole rispetto alla controparte italiana, che monta una coppia di Rolls-Royce Gem 2 da 664 kW. Tanta potenza serve a supportare un maggior peso massimo al decollo (5 tonnellate contro le 4,6 del Mangusta), a garantire un rateo di salita più rapido (14 m/s contro 10,2 m/s) e la capacità di operare a quote considerevolmente più elevate (6.000 metri contro 4.725). Anche in termini di velocità, il T-129 ATAK è solo un lontano cugino dell’A129: il limite del primo è fissato a 294 km/h, mentre la crociera è di 269 km/h contro i 229 km/h del Mangusta.
AVIONICA E ARMAMENTI MADE IN TURCHIA
Per lo sviluppo del sistema radar del T129 ATAK, le forze armate turche hanno dato vita a un consorzio di sviluppo che ha coinvolto anche l’università di Bilkent. Gli sforzi ingegneristici hanno condotto al radar a onde millimetriche MILDAR, un progetto accostabile allo statunitense Longbow o all’israeliano IAI/ELTA.
Sul piano offensivo, l’ATAK punta su un cannone anteriore da 20mm, accoppiato a una combinazione di razzi a guida laser Roketsan Cirit da 70mm, fino a 2 missili aria-aria Stinger, Mistral o AIM-9 Sidewinder, 8 missili aria-terra AGM-114 Hellfire, BGM-71 TOW, Hydra 70, Spike-ER, UMTAS, OMTAS e Sura D/Snora. Per la versione T129A, commissionata nel 2010 (9 esemplari in tutto), non è previsto l’impiego di missili anti carro avanzati.
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