A129 Mangusta, l'elicottero d'attacco leggero dell'Esercito Italiano

Sviluppato all'inizio degli anni '80, l'aeromobile è stato impiegato per la prima volta in Somalia. Nel 2002 è stato aggiornato con nuovi armamenti e un'avionica di ultima generazione

15 settembre 1983. Un nuovo elicottero militare italiano decolla per la prima volta. Quel prototipo ancora sgraziato, dalle linee vagamente familiari, sarebbe diventato l’Agusta A129 Mangusta, il primo elicottero d’attacco interamente costruito in Europa.

Nel video: Esibizione acrobatica del Mangusta

L’A129 Mangusta (dal 2007 noto come AgustaWestland AW129) rappresenta una sorta di risposta italiana al Bell AH-1 Cobra, suo più diretto antagonista dell'epoca sul piano delle caratteristiche strutturali. A differenza del modello statunitense, però, quello italiano è un bimotore con con rotore quadripala. Dopo i test iniziali, l’Esercito ne ordina 60 esemplari (poi ridotti a 45), per rispondere all’esigenza di un elicottero anticarro leggero che potesse sfruttare gli ostacoli naturali per poi procedere con le manovre di attacco. Nella configurazione originale, l’aeromobile era armato con missili filoguidati BGM-71 TOW, razzi da 81 mm e con le potenzialità per integrare il missile Hellfire. Sin dalla prima versione, inoltre, l'A129 era equipaggiato con sistemi autonomi di navigazione e di visione notturna, in grado di fornire la piena capacità di combattimento in condizioni di scarsa visibilità.

CHECKPOINT PASTA

Il battesimo del fuoco dell'AW129 Mangusta avviene in Somalia, durante l'operazione “Restore Hope” tra il 1992 e il 1994. In quella guerra, il Mangusta fu protagonista della celebre “battaglia del pastificio”, sanguinoso scontro tra Esercito e ribelli nei pressi del famigerato checkpoint Pasta, il 2 luglio 1993. Sempre nella versione anticarro, ma armato anche di mitragliatrici da 12,7 mm installate in appositi pod subalari, l’A129 ha partecipato alle operazioni in Angola, Albania nel 1997, nella Repubblica di Macedonia ed in Kosovo, tra il 1998 e il 2000.

NUOVI ARMAMENTI PER IL MANGUSTA

Nel gennaio 2002 l’Esercito ha firmato un contratto per l'aggiornamento alla versione CBT di tutti i 45 Mangusta in servizio. Le principali modifiche riguardano l'adozione di un cannone M197 da 20 mm a tre canne rotanti tipo Gatling, installato in una torretta anteriore, la sostituzione del rotore quadripala con uno a cinque pale, la possibilità di impiegare razzi da 70 mm e aggiornamenti all'avionica e ai sistemi di volo/navigazione notturna. Oltre a questo, il Mangusta CBT prevede anche l'integrazione di lanciatori per missili antiaerei FIM-92 Stinger o Mistral.

In questa configurazione, l'elicottero può essere utilizzato con funzioni anticarro, ricognizione armata, attacco al suolo, scorta, supporto di fuoco e antiaereo. 

Dal punto di vista tecnico, l’A129 è alimentato da due motori Rolls-Royce Gem 2, che, sommati alla stazza piuttosto ridotta e il peso contenuto (appena 2,5 tonnellate a vuoto), gli consentono di raggiungere una velocità massima di 158 nodi. Il Mangusta ha un peso massimo al decollo di 4.600 kg (leggermente più elevato rispetto all’AH-1), con un range di 316 miglia. È lungo 13,31 m ed altro 3,40, con un diametro rotore di 11,90 metri. 

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