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Aves, 63 anni di storia dell'Aviazione dell'Esercito Italiano
Dal Bell 47 G-2 Sioux al Boeing CH-47 Chinook, ripercorriamo la saga di uno dei fiori all'occhiello delle nostre Forze Armate
Conflitti, missioni di pace, calamità naturali: la storia dell’Aves, l’Aviazione dell’Esercito Italiano, riflette la storia moderna del nostro Paese. Una storia relativamente giovane, arrivata in questi giorni al 63esimo anno di vita, ma costellata di impegno, sacrificio e dedizione al servizio della Patria.
Nel video: Il promo delle attività dell'Aves
VOLAT AGILE, RAPIDE OBSERVAT
L'Aviazione dell'Esercito trova le sue radici nei primi voli di guerra condotti dall'Esercito in Libia nel 1911-12. Attività operative ancora embrionali, che tuttavia portano alla nascita dell'Aeronautica Militare, nel 1923. Bisognerà aspettare il secondo dopoguerra per arrivare alla costituzione dell’Aviazione Leggera dell’Esercito. Nel 1951, a Roma, alla Scuola di Artiglieria, nasce il primo Reparto Aereo di Artiglieria. I suoi compiti, inizialmente, sono l’osservazione aerea del tiro, il controllo e guida di unità, i trasporti di emergenza e i collegamenti fra unità a terra.
Il 1°giugno 1957, ampliati i compiti istituzionali, la struttura romana diventa il Centro Addestramento Aviazione Leggera dell'Esercito e si sposta nella sede di Viterbo. Da quel momento, l'Aves si istituzionalizza ed estende i propri compiti all'elitrasporto tattico e logistico. A partire dal 1970 fornisce i reparti di volo di elicotteri da trasporto e armati, per assicurare sostegno di fuoco alle unità operanti.
Nel maggio 1971, l’Aves adotta il basco azzurro: da quel momento, diventerà il vero segno distintivo del suo personale. Dal 12 giugno 1993, viene ufficializzata la denominazione di Aviazione dell'Esercito. Attualmente, a guidare l’Aves è il Generale Luigi Francavilla, che ha preso il comando dopo la morte del Gen. D. Giangiacomo Calligaris, deceduto in un incidente durante un volo di addestramento a bordo di un elicottero AB 206 il 23 gennaio 2014.
Il motto dell’Aves è "Volat agile, rapide observat" ("Agile vola, rapida osserva").
DAL BELL 47 AL CHINOOK: GLI ELICOTTERI DELL’AVES
Negli anni, l’Aves ha fatto degli elicotteri il suo punto di forza. Dall’AB212 all’A109A, passando per il mitico A129 Mangusta, il Boeing CH-47 Chinook e l’NH-90, i reparti dell’Aviazione dell’Esercito hanno impiegato alcuni dei modelli più famosi e affidabili messi a disposizione dall’Industria militare.
Il capostipite della famiglia ad ala rotante dell’Aviazione dell’Esercito italiano è il Bell 47 G-2 Sioux, versione del classico 47 equipaggiata con un motore Avco Lycoming VO-435 da 179 kW. Il modello, prodotto su licenza dalla Westland Aircraft, è stato utilizzato anche dalla British Army, dalla RAF e dai Royal Marines.
Dal primo all’ultimo elicottero, il passo è di quelli lunghi. Andando avanti attraverso i vari modelli si arriva fino all'ICH-47F Chinook, il nuovo aeromobile destinato all’Aves, il cui primo esemplare verrà consegnato nelle prossime settimane. Il modello, prodotto da AgustaWestland su licenza Boeing, sarà dotato di sistemi di sicurezza e autodifesa che tutelano sia le comunicazioni che la struttura dell’aeromobile. Con un Maximum all up weight (Mauw) di 23 tonnellate, la nuova versione del Chinook è equipaggiata con due motori Honeywell T55-GA-714A caratterizzati da ottime performance in condizioni hot and high e quindi adatti all’utilizzo in qualsiasi contesto meteorologico e ambientale.
VITERBO: Il FULCRO OPERATIVO DELL’AVES
La struttura dell’Aves fa capo al Comando Aviazione dell'Esercito, con sede a Viterbo. Dall’alto comando dipendono due enti: il Centro Addestrativo Aviazione dell'Esercito (responsabile della formazione dei piloti e degli equipaggi di volo) e la Brigata aviazione dell'Esercito, il fulcro operativo dell’Aves.
A completare il quadro, si trovano i due reggimenti Aves integrati nella Brigata aeromobile "Friuli" e i quattro reggimenti di “Sostegno” specializzati in compiti di manutenzione degli aeromobili.
LE OPERAZIONI
Negli anni, l’Aves si è trovata a operare in una serie di scenari differenti, dalle missioni di pace all’impegno nelle catastrofi sul territorio italiano. Ha preso parte, in primo luogo, a varie missioni a livello internazionale, come, tra le altre, la Ibis I, nell'ambito dell'Operazione Restore Hope in Somalia tra il 1992 ed il 1993. Più di recente, ha partecipato alle missioni in Afghanistan, Iraq e Libia.
Non è mancato, comunque, anche il sostegno nel corso di disastri e calamità naturali. L’Aves, in particolare, è intervenuta durante il terremoto dell’Irpinia e, recentemente in quello dell’Aquila. In quest’ultimo frangente, l’Aviazione ha partecipato alle operazioni di soccorso con due elicotteri CH47, due NH90 e un elicottero AB 412.
TASK FORCE FENICE: 20.000 ORE IN AFGHANISTAN
Nel febbraio scorso, la Task Force Fenice, ha raggiunto un traguardo storico per le Forze Armate italiane: 20.000 ore di volo operative in Afghanistan.
La Task Force impiega gli elicotteri del Regional Command West e vede impegnati 21 elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito (tra cui l’A129 Mangusta) divisi in tre linee di volo. Gli aeromobili dell’Esercito Italiano sono presenti in Afghanistan dal 2006. Negli ultimi otto anni, oltre 60mila militari e più di 5.500 tonnellate di materiali sono stati trasportati grazie agli elicotteri dell’Aves.