Flessibilità, sicurezza, modularità: i punti di forza e la strada verso l'ingresso in servizio dell'ultimo erede della famiglia di elicotteri leggeri bimotore EC145
Nel panorama dell'Elisoccorso in Italia l'H145 è ormai una sicurezza consolidata: l'elicottero da 4 tonnellate è entrato in servizio a metà 2015 e da allora è stato adottato da vari sistemi 118 del ? leggi
Dopo la sconfitta nella gara da 3 miliardi dall'H225M di Airbus Helicopters, il fallimento dell'elicottero militare è il sintomo di una carenza strategica a breve e medio termine: e l'NH90...
di Stefano Silvestre
Come ha fatto il nuovissimo AW149 a perdere nella gara “del secolo” in Polonia? È una domanda che da qualche settimana gira parecchio tra i (molti) osservatori internazionali che hanno seguito con interesse uno dei bandi militari più importanti dell'area NATO da anni a questa parte. La domanda è girata parecchio nella stagione in cui veniva incoronato a suon di test in terra polacca l'H225MCaracal di Airbus Helicopters, al momento in attesa degli ultimi dettagli prima dell'assegnazione ufficiale del contratto (valore stimato 2,5 miliardi di euro).
È cosa ormai nota che l'elicottero militare multiruolo di Finmeccanica-AgustaWestland, certificato dall'Aeronautica militare nel luglio 2014 ma di fatto ancora un desaparecido, sia stato sconfitto nel bando per 70 nuovi aeromobili destinati alla Difesa polacca.
Nel video: AW149: test in Polonia con la PZL
Quello che non è noto è il perché il nuovissimo e tecnologico AW149, nato da una costola del “fenomeno” AW139 e dal quale è stato sviluppato nientemeno che il gigante AW189, abbia perso contro due competitor relativamente alla sua portata: l'Airbus Helicopters H225M, per quanto valido e moderno, è infatti entrato in servizio già da una decina d'anni.
E per risalire alle radici dell'altro contendente (per quanto già vincitore sull'AW149 in Turchia), il Sikorsky S70i, bisogna addirittura tornare al secolo scorso.
AW149: QUESTIONE DI PESO (MA NON SOLO)
L'AW149 è arrivato alla gara in Polonia senza una reale strategia di mercato. L'elicottero – tralasciando i prototipi testati negli ultimi anni – esisteva ed esiste solo sulla carta e su quella stessa carta appare chiaro che l'AW149 è anche carente su uno dei requisiti fondamentali, il peso massimo al decollo.
L'AW149 è stato infatti certificato con un peso di 8 tonnellate, la gara è stata aggiudicata a un aeromobile del peso di 11 tonnellate.
L'AW149 non esiste in una versione marittima, mentre il bando lo prevede.
L'Airbus Helicopters H225M Caracal può imbarcare più di 25 soldati, l'AW149 si ferma, da brochure, a 18.
Insomma, senza usare troppi giri di parole, il gioiello di AgustaWestland ha mancato la maggior parte dei requisiti di gara.
Anche la decisione di puntare tutto sulla consociata locale PZL Swidnik ha denotato un'eccesso di sicurezza da parte di AgustaWestland. Airbus non aveva ancora una fabbrica in Polonia (che ora potrebbe vedere la luce, e sarebbe la quarta fabbrica), così Sikorsky. Sul mercato polacco, probabilmente, la casa di Samarate si sentiva coperta.
La PZL, entrata nella famiglia Finmeccanica nel 2010, avrebbe infatti dovuto assemblare l'aeromobile in loco ed era già operativa e con personale altamente qualificato. Per il momento dovrà accontentarsi di fare causa alla Difesa di Varsavia anche se resta da capire, anche in questo caso, come sarà possibile arrivare ad un ribaltamento dell'assegnazione in mancanza dei requisiti fondamentali.
Un player adeguato per la gara in Polonia, c'era già: l'NH90. L'elicottero militare prodotto dal consorzio NHI, in cui AgustaWestland è socio di minoranza, aveva tutte le carte in regola: peso massimo al decollo (10 tonnellate e passa), impiego SAR, disponibile in variante da trasporto truppe e da impiego marittimo.
Con l'NH90 – e questo è un dettaglio che risale al periodo di amministrazione di Giuseppe Orsi - AgustaWestland avrebbe partecipato alla gara in Polonia in veste di capofila: l'accordo c'era, la casa anglo italiana avrebbe sì rinunciato a una grossa fetta economica - si parla dell'80 per cento della somma complessiva - ma avrebbe in un solo colpo escluso automaticamente dalla competizione Airbus Helicopters (che non avrebbe potuto fare concorrenza a quello che di fatto è anche un suo prodotto) e si sarebbe aggiudicata il bando senza problemi.
Ma AgustaWestland voleva vincere con una sua macchina. Voleva aggiudicarsi la commessa da sola con un elicottero su cui le alte sfere avevano (e, presumiamo, hanno ancora) fiducia: le parole le abbiamo prese in prestito dall'ad Romiti, pronunciate in quel di Farnborough 2014.
Così facendo, la casa anglo italiana ha però mandato allo sbaraglio l'AW149 per la seconda volta in quattro anni, dopo la sconfitta nel bando TUHP in Turchia, andata a Sikorsky.
Risultato: centinaia di milioni di euro in meno nelle casse di Finmeccanica, un duro colpo alla credibilità domestica e internazionale del costruttore, tanti interrogativi in più sugli investimenti in Polonia e un assist servito al principale competitor internazionale.
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