Dagli attuali 5,6 miliardi di dollari a 89 miliardi nei prossimi dieci anni. Sono le stime di crescita del mercato globale dei droni, secondo l’analisi del gruppo statunitense Teal. Il settore, quello degli aeromobili a pilotaggio remoto (UAV), si trova attualmente in una fase di sviluppo esponenziale. Impiegati nei campi più disparati, dalle riprese aeree alla sorveglianza fino al semplice modellismo, i droni sono ormai una realtà nel panorama del volo mondiale. Per questo, in Italia, dove questo comparto offre oggi lavoro a 400 persone (stime Assorpas), l’Enac ha redatto un regolamento per stabilire un quadro normativo di riferimento, che entrerà in vigore il 30 aprile 2014.
Il documento, pubblicato a metà dicembre, rappresenta l’attuazione dell’articolo 743 del Codice della Navigazione, che estende la nozione di aeromobile includendo anche i mezzi a pilotaggio remoto. Il regolamento italiano è uno dei primi al mondo, se si pensa che anche la FAA americana non arriverà ad una conclusione sul tema prima di un anno. Uno dei riferimenti utilizzati dall’Enac, pertanto, è stato un documento analogo redatto dalla DGAC francese, entrato in vigore dall’inizio del 2013.
Il testo stabilisce le condizioni e i requisiti per le operazioni di volo in sicurezza, distinguendo, prima di tutto, due tipologie di mezzi aerei a pilotaggio remoto.
· SAPR (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto), impiegati o destinati all’impiego in operazioni specializzate.
· Aeromodelli, che hanno invece scopi ricreazionali e sportivi.
Il regolamento dell’Enac riguarda esclusivamente il primo tipo di mezzi. Questi, vengono a loro volta divisi in due categorie.
· Peso inferiore a 25 kg.
· Peso uguale o superiore a 25 kg.
Per quanto riguarda la fascia di peso più bassa, la disciplina è basata sul concetto di autocertificazione, nel caso in cui vengano impiegati in operazioni di volo non critiche. In altre parole, si tratta di attività che prevedono uno scenario nel quale, in caso di emergenza, un danno a terra a persone o cose è valutato “improbabile”. Quelle critiche, invece, devono essere autorizzate dall’Enac che, sulla base della dichiarazione presentata dall’operatore, stabilisce gli accertamenti da effettuare, tenendo presente la complessità del mezzo e la criticità degli scenari operativi. Una situazione tipo, in questo senso, può essere il sorvolo di aeree congestionate, di assembramenti di persone o di agglomerati urbani.
Per i SAPR di peso superiore ai 25 kg, invece, è sempre prevista una certificazione del mezzo aereo e un’autorizzazione dell’Ente, a prescindere dalla criticità dell’operazione di volo. Per questi mezzi, infatti, si mantiene la stessa tipologia di regolamentazione in uso per gli aeromobili tradizionali, comprese le certificazioni di aeronavigabilità e l’autorizzazione all’impiego.