Everest, 14 maggio 2005. Didier Delsalle, test pilot di Eurocopter, riesce a portare il suo AS350 B3 sulla cima più alta del mondo. Il suo elicottero atterra a quota 8.848 metri per due volte, rimanendo sul suolo rispettivamente per tre minuti e mezzo e per quattro. Succedeva esattamente nove anni fa.
L’impresa di Delsalle polverizza, letteralmente, il record precedente per quanto riguarda gli atterraggi ad alta quota. Il primato, fino a quel momento, apparteneva al Colonnello nepalese Madan Khatri Chhetri, che nel 1996 aveva salvato gli scalatori Beck Weathers e Makulu Gau nei pressi del Campo 1, a circa 6000 metri.
“La parte più difficile della missione è stata proprio l’atterraggio – ha spiegato Delsalle a National Geographic, in una recente intervista -. Non riuscivo a capire se stavo toccando la roccia coperta di neve o solo la neve. Ma è andato tutto bene. Ho chiesto alla montagna, con educazione, di accogliermi. È stato come farsi un nuovo amico”.
L’IMPRESA DI MAURIZIO FOLINI E SIMONE MORO
Per ritrovare un’altra missione di questo genere, bisogna andare al maggio 2013. Il protagonista è stato Maurizio Folini che, alla guida del suo AS350 B3, riuscì a portare in salvo Sudarsham Gautam, alpinista rimasto bloccato a 7800 metri, sulla parete sud dell’Everest. Un salvataggio portato a termine grazie a un perfetto lavoro di squadra, coordinato, da Campo 2, da Simone Moro e Armin Senoner.
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