Un elicottero d’attacco letale, capace di operare in ogni condizione atmosferica. Il Mil Mi-28N Havoc nasce, nelle intenzioni degli ingegneri dell’Okb (l’ufficio di progettazione sperimentale sovietico) con queste ambiziose caratteristiche di base.
Tra stop al progetto per mancanza di fondi e continui aggiornamenti, l’elicottero viene però scelto solo nel 2006, quando entra a far parte delle esigenti fila dell’esercito russo. All’aeromobile, tuttavia, bastano pochi mesi per diventare uno dei modelli militari più apprezzati al mondo, tanto da entrare nell’immaginario collettivo anche grazie ai videogames Battlefield 3 e 4.
MIL MI-28N, LA STORIA
Lo sviluppo del Mi-28 Havoc inizia nel 1972. Il nome in codice NATO dice molto sulle caratteristiche dell’aeromobile e sul timore suscitato in Occidente: il codice di riconoscimento adottato (per tutti gli elicotteri del blocco orientale veniva e viene scelto ancora oggi un reporting name iniziante con la lettera H) corrisponde in italiano al termine “strage”. Il Mi-28 è concepito sulla base del Mi-24, l’unico esempio di elicottero d'attacco dotato anche di capacità di trasporto. Il nuovo progetto prevede una riduzione della capacità di trasporto da 8 a 3 uomini in favore di migliori prestazioni, tra cui una maggiore velocità massima.
Inizialmente vengono presi in considerazione varie configurazioni, tra cui una con due rotori trasversali, accoppiati ai motori all'estremità di ali. Un’eventualità che, con l’aggiunta di un’elica di spinta sulla coda avrebbe trasformato il mezzo in una sorta di elicoplano. Nel 1977, tuttavia, i progettisti optano per un disegno più classico a rotore singolo. La configurazione definitiva viene approvata nel 1981: l’anno successivo il prototipo decolla per la prima volta.
IL MIL MI-28N NELL’ESERCITO RUSSO
L’Aeronautica militare sovietica, però, sceglie il Kamov Ka-50, ritenuto, in quel momento, più avanzato. Il progetto resta sostanzialmente al palo fino al 1995, anno in cui inizia lo sviluppo del Mi-28N, che vola per la prima volta nel 1996. L’elicottero ottiene subito grande successo, grazie a una serie di innovazioni importanti. La più importante riguarda l'adozione di un radar posizionato in un radome al di sopra del rotore principale, una configurazione simile a quella del “cugino” statunitense AH-64D Longbow Apache. Il nuovo modello viene dotato anche di sistemi di visione e puntamento migliorati posti sotto il muso e che comprendono una telecamera e un FLIR per la visione nell'infrarosso.
Nel 2003 l’Aeronautica Militare di Mosca sceglie il Mi-28N come l'elicottero d'attacco russo standard. L'Havoc, che nella sua versione definitiva monta un cannone frontale da 30 mm e vari carichi bellici installabili sulle alette laterali, entra in servizio nel 2006 e va ad affiancarsi al Ka-50 e il Ka-52. Nella versione utilizzata dall’esercito russo, il Mi-28 dispone di due cockpit pesantemente corazzati e di una completa dotazione avionica di ultima generazione. I motori sono due turbine Isotov TV-3-117VM, che gli consentono di raggiungere una velocità massima di 160 kn. Il tutto con un impatto acustico estremamente ridotto, grazie al rotore di coda a "x" di 55 gradi.
Il MIL MI-28N NELLA CRISI IN UCRAINA
Proprio il Mi-28N è attualmente tra i protagonisti del conflitto tra Russia e Ucraina per la Crimea. Il Governo di Mosca ha, infatti, mostrato i muscoli alla Nato schierando, al confine con Estonia e Lettonia, la Quindicesima Brigata Aerea, composta da tre squadroni di Havoc, Ka-52 Alligator, Mi-8MTV e Mi-26T, per una serie di esercitazioni belliche.