Red.
Un mattino fresco di fine ottobre, il rombo di 2.000 cavalli vapore all’albero che spezza la calma piatta della pianura padana. Nasi all’insù, come era già successo altre volte: tutti a guardare quello strano mezzo metà aereo metà elicottero mentre viene messo alla prova dai piloti collaudatori.
Un lampo, una palla di fuoco e oltre trent’anni di sviluppo tecnologico si trasformano in una tragedia tutta italiana. È la brevissima sinossi del disastro di Santhia del 30 ottobre 2015, l’incidente del convertiplano Leonardo – Finmeccanica AW609 in cui hanno perso la vita Herb Moran e Pietro Venanzi. Due professionisti, due padri di famiglia, colleghi stimati e rispettati, due dei migliori piloti collaudatori del mondo.
A 365 giorni esatti dall’incidente, l’ANSV ha fatto luce su alcune delle motivazioni che hanno portato alla distruzione del prototipo e alla morte dei due piloti.
Per capire meglio il corso degli eventi fino ad oggi, ecco come in un anno si è arrivati alle prime conclusioni.
Nella fotogallery: AW609: un anno dopo il disastro
30 OTTOBRE 2015: IL DISASTRO
Il convertiplano Finmeccanica-AgustaWestland AW609 (marche N609AG) si schianta in un campo di mais tra Santhià e Tronzano, in provincia di Vercelli. A bordo dell'aeromobile sperimentale, partito da 27 minuti dallo stabilimento di Vergiate, erano presenti i due piloti, entrambi morti nell'impatto. Il velivolo si è spezzato in tre parti, i due motori sono stati rinvenuti a 100 metri dalla carlinga. Il velivolo ha preso fuoco.
AgustaWestland conferma l'accaduto in una nota stampa e sui canali social.
“L’incidente non ci deve fermare nella ricerca e nell'innovazione. Due piloti sono morti, è una cosa molto dolorosa, chiedo un attimo di silenzio” – è il commento a caldo del CEO di Leonardo Finmeccanica Mauro Moretti.
L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV) apre un’inchiesta sull’incidente del convertiplano.
L'AW609 caduto a Vercelli era uno dei due prototipi volanti del convertiplano e aveva ampiamente superato le 1.000 ore di volo.
27 GIUGNO 2016: IL RAPPORTO AD INTERIM DELL’ANSV
Otto mesi dopo lo schianto, arriva il primo rapporto dell’ANSV. Dall’analisi della telemetria del convertiplano, gli investigatori dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo hanno parzialmente ricondotto al sistema di controllo del convertiplano Leonardo – Finmeccanica AW609 le responsabilità dell’incidente del 30 ottobre 2015.
Nel rapporto emerge come negli attimi finali del volo di test il pilota ai comandi (Herb Moran) abbia avvertito l’inizio di una serie di oscillazioni sull’asse di rollio e abbia provato a correggere l’assetto del convertiplano agendo sui controlli dello stesso asse longitudinale. Quella effettuata da Moran, osserva l’Ansv, è stata la procedura appropriata in base alle normali tecniche di volo: il sistema di controllo dell’AW609, si legge nel documento, è tuttavia progettato per generare un movimento sull’asse dell’imbardata contestualmente all’azione del pilota sull’asse del rollio.
La manovra è automatizzata dal sistema per compensare gli effetti aerodinamici del movimento del flaperon sull’asse dell’imbardata, e dà luogo a un fenomeno descritto in corso d’investigazione come “un augmented dutch roll”. In altre parole, il convertiplano AW609 sarebbe entrato in una sorta di rollio olandese, un fenomeno caratterizzato dalla instabilità pendolare di un velivolo:
Nel video: Dutch Roll: la spiegazione tecnica
4 AGOSTO 2016: RIPARTONO I TESTI DI VOLO DELL’AW609
A dieci mesi dal disastro di Santhia, riprendono i test di volo del convertiplano Leonardo – Finmeccanica AW609. Il tiltrotor, il primo prototipo, è stato dissequestrato: le attività di volo continueranno ora da Arlington (Texas). I piani della ex AgustaWestland prevedono inoltre di ricollocare l’aeromobile a Philadelphia prima di riprendere le attività in Italia.
I test dell’AW609, ha comunicato Leonardo in una nota, sono ripartiti sia per la modalità aereo che per quella elicottero del convertiplano di nuova generazione. Il terzo prototipo, assemblato e testato a terra a Vergiate, è prossimo alla spedizione a Philadelphia in vista delle attività di volo propedeutiche alla
LE VITTIME: PIETRO VENANZI E HERB MORAN
Con il disastro dell'AW609 di Vercelli, AgustaWestland e l'industria aerospaziale perdono due grandi professionisti. Ai comandi dell'aeromobile c'era anche il comandante Pietro Venanzi, uno dei padri del programma AW609 (di cui era capo collaudatore) e tra i piloti sperimentali più decorati e riconosciuti del mondo. Nel 2014 aveva vinto il premio "Iven Kicheloe", proprio per il suo lavoro nel programma AW609.
Al suo fianco sull'AW609 c'era anche il com.te Herb Moran, originario degli Stati Uniti e altro pilota di grande esperienza. Per 13 anni nel Corpo dei Marines, Moran era pilota sperimentale per AgustaWestland dal 2011.
I piloti, secondo le prime testimonianze, sarebbero riusciti con un tentativo estremo a condurre l'aeromobile fuori dal centro abitato. "Volava basso sulle case ed era in fiamme. Il pilota è stato bravo a portarlo fino sui campi di mais. Se fosse caduto in città, sarebbe stata una strage", sostengono alcuni studenti, testimoni oculari dell'incidente.
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